venerdì 13 dicembre 2013

Segnali di segni: il "beccuccio", la "forcella", il disco e...

di Atropa Belladonna

Fig. 1. Sin, dx vaso piriforme con decorazione antropomorfa, dal complesso nuragico di Genna Maria, Villanovaforru (CA) (1); dx, Museo del territorio di Sedilo, vaso piriforme capanna 7, villaggio nuragico Iloi (2)

Non viene spontaneo chiedersi se le raffigurazioni su questi due vasi- uno più bello dell' altro- non siano la stessa cosa? A me sì, o almeno si nota di certo un' analogia: quello che viene in genere chiamato "falso beccuccio" o falso versatoio si accompagna nel primo caso ad una straordinaria figura che si sviluppa in verticale, con un disco sulla testa. Un disco che ricorda da vicino quello in testa al bronzetto che Lilliu chiama il "musico" (fig. 2) (3) e che Gigi Sanna legge in chiave ben diversa (4). 
Fig. 2 Particolare del vaso di Genna Maria  di fig. 1(2)
e, a destra, il bronzetto"musico" (3,4)
Ma mentre quella del bronzetto è un'immagine di uomo grosso modo come noi, la figura sul vaso "fa paura": il viso senza bocca, gli occhi spalancati ed indagatori, le arcate soppraccigliari marcate ,rendono il viso simile a quello di un uccello rapace; il corpo somiglia ad una lisca di pesce, con 3 segni verticali a formare la spina dorsale. Una figura che sovrasta un segno a beccuccio o a crescente lunare, anche esso munito di tacche. E' umanamente assurda ed io credo che siamo di fronte ad un'immagine divina. Forse lo stesso Dio che il sacerdote col disco in testa e la fasciatura del viso, sta celebrando.  L'impianto generale del vaso non è rarissimo, nella cultura nuragica: ce ne sono diversi di questi vasi, anche dal sito di Sant' Anastasia, sempre col "falso beccuccio". Quello di inusuale che c'è al Genna Maria è l' antropomorfo: altrove al suo posto c'è una fila di cerchielli o una lisca di pesce. Quasi che si volesse far intuire la figura antropomorfa, senza mostrarla. Sempre dal Genna Maria, provengono i frammenti di un secondo vaso, anche esso con figura antropomorfa.



Fig. 3. Un secondo vaso frammentario
dal nuraghe Genna Maria,
 museo di Villanovaforru
La mia domanda è questa: il segno a Y sul vaso di Iloi è l' equivalente della figura sul vaso del Genna Maria? configura, assieme al "falso versatoio o beccuccio",  la divinità androgina YH o HY, colui che dà la vita? 

Il segno ad Y o a forcella  sta divenendo una sorta di tormentone del mondo nuragico, forse siamo di fronte ad un vero e proprio "logo" (2). Santoni nel suo saggio ne cita diversi esempi: nel paragrafo dove parla di un vasto repertorio figurativo di comunicazione sociale con valenza simbolica, alla voce "forcelle" e "corna lunate su asta di sostegno"(5).  Alcuni li abbiamo riportati qui (2).  Parlando del vaso di Iloi (fig. 1), Santoni scrive: [..]riccamente decorato da motivo «geometrico» zonale, che investe il collo e la spalla, per fasce orizzontali e verticali. Nel medesimo piriforme di Iloi, ad integrazione del motivo del falso beccuccio, in prioritario risalto alla base del collo, si inserisce il motivo delle corna lunate su asta di sostegno, affatto corrispondente e analogo al motivo cornuto / o lunato in bassorilievo, impugnato dalla figura antropomorfa su vaso piriforme di S.Anastasia di Sardara.[..] (5)(vd. fig. 4). Alleluja !

Fig. 4. Il cosiddetto "idolo" di Sardara, sul collo di un
un vaso frammentario dal complesso nuragico
di Sant' Anastasia (6). 

Questo segno a Y, ubiquitario a Santa Anastasia (2, 6) e di cui mi segnalano continuamente la presenza in siti nuragici (prima o poi gli renderemo giustizia come merita), sta divenendo un vero e proprio  marchio distintivo della religiosità nuragica. Così come il pugnaletto a elsa gammata. Secondo Santoni i due segni, almeno una volta, sono rappresentati nello stesso contesto: [..]forcelle (123). Sebis 1989: 273 – 275, fig. 2, 21 (S.Barbara di Bauladu). Il motivo della forcella è rappresentato in parallelo alla linea dell’orlo. Nel medesimo contesto è rappresentato un pugnaletto ad elsa gammata. Altri motivi di forcella sono attestati nel contesto areale di Monte Prama – Cabras. Usai 2001: Nur. Fenu di Pabillonis. Il motivo della forcella è inciso su due anse a bastoncello, e in bassorilievo su ciotola carenata, parallelamente alla linea dell’orlo. (nota 123 del rif. 5).

Io le "forcelle" di Monte Prama non le ho mai viste, voi? Nè ho mai visto un saggio dedicato, con analisi analogica e comparativa, a questo segno o simbolo come più vi piace: per me è un logo divino, oggi diremmo un avatar.

(1) G. Lilliu, La civiltà nuragica, C. Delfino ed., 1999
(2) A. Belladonna, Foto del sabato pomeriggio: un nuovo segno a Y nuragico, monteprama.blogspot.is, 13.04.2013
(3) G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Ilisso ed., 1966 (ried. 2006)
(4) Gigi Sanna, Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il 'diadema della Santità' nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, gianfrancopintore.blogspot.com, 18 dicembre 2011 (sarà presto oggetto di un post della serie rewind)
(5)  Vincenzo Santoni,   2012, “Il quadro culturale della produzione e dell'arte figurativa nuragica”, In: I nuragici, i fenici e gli altri, Sardegna e Mediterraneo tra Bronzo Finale e Prima Età del Ferro;  a cura di P. Bernardini e M. Perra, Carlo Delfino ed.; c. Beatrice Alba Lidia De Rosa, Sant'Imbenia (Alghero, SS), pp. 81-110.
(6) A. Taramelli, "Il tempio nuragico di S. Anastasia", in Scavi e scoperte:1918-1921, Collana  Sardegna archeologica. Reprints, a cura di A. Moravetti, Carlo Delfino Ed., 1984