lunedì 23 dicembre 2013

Soprintendenza di Cagliari ed Oristano: ecco la rivista on-line

Ne ha dato l´annuncio su FB Marco Minoja in persona: riprende la pubblicazione dei Quaderni della Soprintendenza ai Beni Archeologici per le Province di Cagliari ed Oristano. Basta scorrere alcuni degli articoli per imbattersi in vecchi amici, ad esempio segni di scrittura nuragica (anche se non viene ovviamente chiamata cosí) (figura 1)

Figura 1: BARATULI – MONASTIR (CA). Frammenti fittili da US 60. Da: E. Atzeni & G. Balzano, La fortezza di Baratuli - Monastir (CA), QUADERNI, 2013, 24: 77-102, Tav. XII
Commento nel testo (mia l' enfasi): [..]Il riferimento precedentemente effettuato alla sacca n. 158 di Monte Olladiri, e agli specifici reperti in essa contenuti, ha sollecitato l’ inserimento tra il materiale selezionato per il presente contributo, di quattro ulteriori frammenti di anse. La loro peculiarità, e il confronto possibile con alcuni reperti rinvenuti all’ interno della citata sacca n. 158, hanno motivato la scelta, nonostante la loro provenienza sia da riferire a una raccolta di superficie condotta lungo i crinali sud-est e sud-ovest dell’altura e pertanto non possano vantare alcuna affidabilità in termini di associazione stratigrafica. Pertinenti in tre casi a brocche non meglio identificabili (TAV. XII,32-34), e in un caso a una scodella con ansa ad anello a impostazione verticale (TAV. XII, 35), i frammenti sono tutti caratterizzati dalla presenza di un marchio, inciso nettamente sulle superfici, che richiama verosimilmente segni alfabetici il cui valore è convertito in contrassegno numerale. Il riscontro più immediato è senz’altro quello con le due anse di brocca rinvenute da G. Ugas all’ interno della sacca n. 158, sia per l’analogia di almeno uno dei contrassegni incisi che per la stessa morfologia delle anse, a sezione circolare (TAV. XII, 32-33). L’apposizione di tali segni in particolare su recipienti destinati a attingere, contenere e versare liquidi non fa escludere l’ ipotesi che essi rappresentassero delle misure codificate di capacità. Un ulteriore confronto, ancora una volta relativo all’ansa di una brocca a sezione circolare, è possibile con un esemplare edito dal nuraghe Fluminelongu di Alghero, la cui proposta di datazione è tuttavia sensibilmente arretrata rispetto a quanto proposto da G. Ugas. Come nei due reperti n. 988 e n. 1 01 5 [III] (TAV. XII, 34-35), il contrassegno inciso rappresenta in questo caso una X, marchio noto su lingotti di piombo e di rame e inciso su un peso in steatite da Santu Brai – Furtei, cui viene attribuito in questo caso un significato ponderale e un’origine non alfabetica ma legata ad un sistema di numerazione a tacche variamente ripetute 21. 
Nota 21: UGAS 1987, pp. 188-191. L'esiguità dello spazio a disposizione non consente in questa sede di allargare la disamina a ulteriori confronti e di approfondire la potenzialità delle riflessioni che ne conseguono, di cui si sottolinea l'indubbio interesse e che è augurio poter affrontare in altra occasione. In relazione all'ambito in questione si rimanda al recente ZUCCA 2012, pp. 214-216



Nel successivo articolo c'è anche una  faccia scolpita su un frammento ceramico (Figura 2) ed una forcella  da aggiungere alla nostra collezione (figura 3).

Figura 2. DaF. Farci & C. Morittu, L'insediamento di Is Obias sul versante orientale di Monte Zara - Monastir, Cagliari. Prima campagna 2011-2012, QUADERNI, 2013, 24: 103-138, (TAV. XII, 1)

Commento nel testo: Degno di nota, per il soggetto raffigurato e per lo scarso numero di esemplari finora conosciuti, è il sopraccitato frammento con la rappresentazione antropomorfa 39. Esso presenta superfici abrase e impasto ricco di inclusi; gli occhi sono resi con due cerchielli semplici, mentre rimangono solo l’impronta del naso e della bocca; la presenza di una frattura nella parte
superiore del volto non permette di accertare se fosse provvisto di copricapo e come fosse inserito nel corpo del vaso (TAV. XII, 1 ). In base ai confronti possibili col reperto proveniente dal cosiddetto pozzetto votivo del Taramelli nel santuario nuragico di Sant’Anastasia di Sardara 40 e con quelli derivanti dai nuraghi Genna Maria di Villanovaforru 41 e Is Paras di Isili 42si può ipotizzare che l’elemento descritto fosse pertinente ad un vaso piriforme 43
Nota 39: Ugas attribuisce le anfore piriformi con la raffigurazione della figura umana alla fine dell’VIII-inizi VII sec. a.C., UGAS 1986, nota 1 3, p. 49. Bernardini ipotizza che l’applicazione di figure antropomorfe nelle anfore piriformi rappresenti l’evoluzione, in Età Orientalizzante, di questa classe, BERNARDINI 1992, p. 397.
Nota 40: Frammento di vaso piriforme che sotto l’orlo presenta una figura umana in rilievo che stringe fra le braccia un bastone terminante a forcella, TARAMELLI 1 91 8, cc. 87-88, figg. 99-1 00.
Nota 41: Due vasi piriformi con decorazione antropomorfa sotto l’orlo: BADAS 1 987, Tav. IV, p. 1 43; LILLIU 1982, figg. 1 68, 1 70, pp. 1 48-1 49; CAMPUS-LEONELLI 2000, 71 6 Pir. 1 , 4, p. 434, tav. 250, 4, p. 442.
Nota 42: Frammento di vaso piriforme decorato a cerchielli concentrici impressi e con la rappresentazione schematica di un volto maschile barbato, riferito al periodo geometrico (IX-VIII sec. a. C.), COSSU–PERRA 2002, pp. 51 2-51 5, fig. 2, 1 0, tav. I, c.
Nota 43: Nella vicina località di Sa Costa de Su Cadru, sul versante occidentale del colle di Monte Zara, considerata da G. Ugas uno dei quattro quartieri riferibili ad un unico vasto abitato che, oltre Is Obias, comprende le località di Bia de Monti e Sa Pranedda, è stata rinvenuta “una testina fittile pertinente ad un’anfora piriforme di fine VIII sec. a.C.”, UGAS 2001 , p. 78. Un’altro frammento fittile con rappresentazione antropomorfa è stato rinvenuto in superficie a Monte Olladiri, UGAS 1986, nota 1 3, p. 49.


Figura 3. Rappresentazione di forcone o forcella scolpita. DaF. Farci & C. Morittu, L'insediamento di Is Obias sul versante orientale di Monte Zara - Monastir, Cagliari. Prima campagna 2011-2012, QUADERNI, 2013, 24: 103-138, (TAV. XVII, 7)

Commento nel testo: Significativo per la simbologia e per i confronti disponibili è ancora un orlo sbiecato internamente con la rappresentazione plastica di un forcone o forcella 62.
Nota 62:  Il simbolo plastico della forcella o forcone compare a S. Anastasia-Sardara, in un frammento di vaso piriforme (si veda la nota 5), sulla parete di una brocchetta a collo obliquo e sul collo di un grosso boccale, TARAMELLI 1 91 8, coll. 87-89, 91 -93, figg. 99-1 00, 1 03-1 04; su un grande bacile e su numerosi frammenti, Usai 2003, p. 39; su un frammento di parete da S. Vittoria di Serri, TARAMELLI 1 91 4, col. 422, fig. 11 6, col. 423; su una ciotola frammentaria dal nuraghe Santa Barbara di Bauladu-Oristano, SEBIS 1 989, fig. 2, 21 , p. 274; su frammenti dai nuraghi S. AntineTorralba e S. Barbara-Macomer, MORAVETTI 1 990, figg. 1 9-20, pp. 78-79.

Io trovo il tutto molto interessante, per varie ragioni. Però avrei alcune questioni: 

Che cosa sono questi "marchi" che vengono sempre più nominati ma di cui, infine, nulla si dice? perchè è chiaro che la X non può essere solo e sempre un segno ponderale, e che spesso si trovano segni diversi su oggetti che hanno uguale capacità? 

Le "facce scolpite" sono degne di nota: ma degne perchè, cosa denotano? 

Il segno a forcella è significativo per la simbologia: ma quale simbologia?