martedì 14 gennaio 2014

Foto del giorno: i "pastori" nuragici di Monaco di Baviera

 Nr 26 e 27 -  Pastori con la barba, bastone e fiaccola (?). Bronzo 7.-6. sec. a.C
Eccoli qui  i nostri bronzetti nuragici "emigrati" in Germania e conservati alla mostra permanente Prähistorische Staatssammlung dell' Archäologische Staatssammlung di Monaco di Baviera, dei quali  mostrammo l'immagine qualche giorno fa in questo post.


Grazie alla collaborazione degli amici dell'Associazione Nurnet, la Rete dei Nuraghi , in particolare dell'amico Roberto Serra e della gentile signora Rossella Maltinti, che ringraziamo, siamo riusciti ad avere altre informazioni su tutte tre le statuine citate, accompagnate da immagini migliori:

Descrizione delle statuine dei due "Pastori" tradotta dal catalogo tedesco Kunst und Kultur Sardiniens, 1980:

Nr. 27:
Bronzo, alt. 12 cm, con condotto di colata 13,2 cm.
Sardegna, località sconosciuta.
Cultura nuragica VII-VI sec. a.C.

Il pastore barbuto, In piedi con le gambe leggermente divaricate tiene nella sinistra un grosso bastone, e nella destra – come un’offerta – qualcosa che potrebbe rappresentare un fiore o una fiaccola (confrontare con le fiaccole votive di Lilliu (G.Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, 1966, nr.367). Sulla spalla sinistra è poggiata una mantella che termina a punta. Il pastore è vestito a quanto pare solo con un gonnellino corto e con un berretto piatto, che presenta un avvallamento cruciforme.
La raffigurazione è maturata ed orientata all’attento studio dell’uomo. Questa statuetta fu trovata insieme alla seguente ed è stata eseguita dallo stesso maestro fonditore. Tutte e due le statuette sono da ricondurre al gruppo barbaricino (vedere anche da pagg. 37).
I valori dell’analisi dei metalli dell’istituto di ricerca Rathgen di Berlino (J.Riederer) corrispondono alla lega tipica dei bronzi sardi.
Stato di conservazione: indenne,è conservato il condotto di colata a forcella.
Letteratura: SKK (Kunst und Kultur Sardiniens, 1980) Nr. 120

Nr. 26:
Bronzo, alt 12 cm, con condotto di colata 13 cm.
Sardegna, località sconosciuta
Periodo nuragico, VII – VI sec. a.C.

Abbigliato esattamente come il pastore precedente. Questo però tiene il bastone nella mano destra mentre con la mano sinistra, sproporzionatamente grande, trattiene contro il torace la mantella ripiegata su se stessa e appoggiata sulla spalla La parte inferiore delle gambe è protetta da gambali.
Sembra che questo pastore sia stato rappresentato come più anziano di quello precedente. Questi due bronzetti, che sono stati trovati nella stessa località e eseguiti dallo stesso maestro fonditore, potrebbero essere l’effige votiva di due fratelli oppure di un padre e figlio.
I valori dell’analisi dei metalli dell’istituto di ricerca Rathgen di Berlino (J.Riederer) corrispondono alla lega tipica dei bronzi sardi.
Stato di conservazione: indenne a parte la mancante parte superiore del bastone. Condotto di colata con l’armatura in piombo originale, patina leggermente incrostata e ruvida .
Letteratura: SKK (Kunst und Kultur Sardiniens, 1980) Nr. 121



Sempre dal catalogo tedesco Kunst und Kultur Sardiniens del 1980, la signora Rossella ha estratto l'immagine del terzo bronzetto che risultava inserito nelle miniature fotografiche del banner del sito ufficiale dell' Archäologische Staatssammlung.
Qui di seguito la sua descrizione tradotta dal tedesco:
Nr. 20 Arciere con elmo cornuto 
Nr. 20:
Bronzo, alt 16 cm, con condotto di colata 17,6 cm
Sardegna, località sconosciuta.
Cultura nuragica IX-VIII sec. a.C.
Catalogo della collezione Borowski del 1983

Il guerriero in piedi a gambe larghe, solleva la mano in segno di saluto o di preghiera. Veste una doppia tunica ed un elmo piatto con alte corna. Il collo è protetto da un collare a spirale, le gambe da gambali rinforzati da elementi in metallo, lo stomaco da una piastra metallica rettangolare appesa ad una larga fascia a V che scende dalle spalle ed infine l’avambraccio sinistro da un largo manicotto decorato con archi di metallo. Il guerriero appoggia il suo arco alla spalla sinistra; la faretra, con la spada fissata a lato ed un ulteriore passante per un’altra arma (pugnale?) pende dal dorso. Occhi grandi, arrotondati e discoidali dominano il volto sottile e finemente disegnato.
La statuetta fa parte del gruppo di guerrieri che per le loro caratteristiche sono riportati ad una fase antica. I guerrieri di Abini le sono stilisticamente affini (G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, 1966, nr. 86, 98 e 259), così come un altro arciere (G.Lilliu, op.cit. nr.30) e paiono provenire dallo stesso laboratorio.
I valori dell’analisi dei metalli dell’istituto di ricerca Rathgen di Berlino (J.Riederer) corrispondono alla lega tipica dei bronzi sardi.
Stato di conservazione: mancano le ultime parti delle corna dell’elmo, la parte superiore dell’arco ed il piede destro. È presente il condotto di colata a forcella. Patina verde levigata.
Letteratura: SKK (Kunst und Kultur Sardiniens, 1980) Nr. 93

A questo link altre immagini dell'arciere

 Romina

Foto del giorno: bronzetti nuragici all' Archäologische Staatssammlung di München