mercoledì 8 gennaio 2014

L' elsa gammata dei Sardôa grammata: pugnaletti di Sardegna unitevi!

di Atropa Belladonna


Sono quelli che Vincenzo Santoni definisce come segni formanti un "vasto repertorio figurativo di comunicazione sociale con valenza simbolica" (1). Sono tanti e diventano sempre più frequenti. E sempre più è difficile credere che siano solo "decorazioni plastiche", anzichè un vero e proprio repertorio di pittogrammi con valore sia simbolico che fonetico. Come erano i geroglifici egizi.
L' esempio della barchetta di Teti, con il pugnaletto ad elsa gammata, è solo il più immediatamente visualizzabile, immerso com'è tra altri grafemi  (figura 1a): qui un segno-simbolo della cultura nuragica è inciso su un supporto che è anch'esso un segno-simbolo della stessa cultura, un'umile barchetta fittile; un oggetto ben lontano dal poter essere un dono di prestigio proveniente da paesi lontani. 



Figura 1 a. Barchetta fittile epigrafica del museo di Teti; b. ansa di brocca askoide dal nuraghe Santu Antine di Torralba (SS) (2); c. "doppiere" in bronzo con doppia faccina e segni incisi a puntinato (vd. anche fig. 7) (3); d. Museo del territorio di Sedilo, vaso piriforme capanna 7, villaggio nuragico Iloi ; e. vaso piriforme con decorazione antropomorfa, dal complesso nuragico di Genna Maria, Villanovaforru (CA) (4a)

E' Santoni stesso ad elencare il repertorio di segni, limitatamente alle ceramiche e fermo all' anno 2007:
"In parallelo con i motivi del crescente lunare e del falso beccuccio, come si è detto, prende corpo un vasto repertorio figurativo di comunicazione sociale con valenza simbolica, attestato su diverse fogge vascolari in contesti isolani riconducibili all’ambito del BF; il quadro figurativo, per lo più in bassorilievo, prevede barrette verticali sulla parete di ciotole carenate (111), linguette – nervature alla carena (112), pastigliette a disco piatto (113), una borchia ad anello circolare in rilievo (114), anche preceduta da nastro (115), una figura di serpentello (116), bugnette singole o accoppiate (117), tubercoli associati con taccheggiature verticali alla carena (118), coppelle (119)cordoli a ditate sopra la linea di carena (120), rilievi asciformi e cordoncini plastici (121), pugnaletti ad elsa gammata (122), forcelle (123), motivi cornuti ad estremità pomellate (124) e non (125), protome taurina schematica (126). Due pugnaletti ad elsa gammata, ottenuti a morbida solcatura, sono associati a due bozze mammillari su askos del Piscu di Suelli (127)" (1).

Questo paragrafo, già di per sè significativo, è corredato da una serie di note a dir poco sorprendenti. E corredato da zero figure (a parte il vaso nel nuraghe Piscu di Suelli).
Leggiamo le note: le aggiunte in blu sono mie, e ricavate in base alla poca bibliografia a me accessibile ed alla "lista" di Santoni.

111. Barrette verticali sulla parete di ciotole carenate. Puddu 1992: 145 – 156, tav. IV, 11, 12, 15 (S.Vittoria di Serri); Ugas 1987/b; S.Anastasia di Sardara, Cap.5, p. 174, sch. 52 – 53, tav. VIII, a – b (ciotole carenate); sch. 56, tav. VIII, e (brocca a bocca trilobata, ansa a bastoncello pervio, con beccuccio di versamento: barretta o forcella in rilievo, alla base del collo); Usai 1996: 50 – 51, Tav. VIII, 8 – 9 (fonte Mitza Pidighi – Solarussa: barretta su ciotola carenata).

112. Linguette – nervature alla carena. Posi 2006: cap. 11 di Romanzesu – Bitti, 63 – 66; fig. 61, 3,

113.  Pastigliette a disco piatto.  Castaldi 1968: 40 – 41, 44, Fig. 21, 5 (Su Monte de s’Ape – Olbia). È forse attribuibile allo stesso orizzonte del BF l’esemplare di pastiglietta del Santu Antine di Torralba (Bafico, Rossi 1988: 127, 134,fig. 33, 15). Si richiamano altresì le pastigliette del contesto Flumenelongu di Alghero (Caputa 2004: 86 – 87, fig. II, 17 – 19).

114.  Borchia ad anello circolare in rilievo. Sebis, 1985: 97 – 101, Fig. 2, 12 (Madonna del Rimedio – Oristano); Santoni 2001/a: 60, Fig. 62, su ansa nastriforme a gomito rovescio, al Losa di Abbasanta.
Fig. 2, Nuraghe Palmavera



115 .Borchia ad anello circolare in rilievo preceduta da nastro. Taramelli 1909: 56 – 57, tav. V, 2;nuraghe Palmavera di Alghero (fig.2, ndr).

116. Serpentello. Lilliu 1955, tav. IX, 2 (Losa di Abbasanta); Santoni, 2001a: 60, Fig. 62, a dx: Losa.(fig.3, ndr).


Fig. 3, Nuraghe Losa
117. Bugnette singole o accoppiate. Sebis 1982: 111 – 113, fig. 9, 6 – 7 (Cuccuru S’Arriu di Cabras) Usai 2001, (nur. Fenu di Pabillonis: due bozze mammillari su ciotola carenata del BF); Caputa 2004: 86 – 88, fig. II, 15, 16, 23; fig. III, 26 (nuraghe Flumenelongu di Alghero); Posi 2006: 63 – 66, Fig. 61, 4 -5 (Cap. 11 di Romanzesu –Bitti); Usai 1996: 50 – 51, tav. VIII, 7 (fonte Mitza Pidighi di Solarussa); Atzori 1992: 130, 134, tav.III, 18, 24 (S.Elia di Santa Giusta); Usai, 2001, nuraghe Fenu di Pabillonis: due bozze mammillari su ciotola carenata.

118.  Tubercoli associati con taccheggiature verticali alla carena. Atzori 1992: 130, 134, tav. III,24 (S.Elia di Santa Giusta (OR).

119. Coppelle. Contu 1966: 170, 173, fig. 12, 2; tav. IV, 23 (nur. La Prisciona di Arzachena).

120. Cordoli a ditate sopra la linea di carena. Olbia, Su Monte de s’Ape (Castaldi, 1968: 41, fig. 21, 17); Nuraghe Funtana – Ittireddu (Campus, Leonelli 2000: tipo 440, Cio/89, fig. 172,4); Alghero – Palmavera (Taramelli 1909: 56 – 57, tav. V,1; Santoni 2001a: 86, fig. 88).

121. Rilievi asciformi e cordoncini plastici. Usai 2002: 50, 52, tav. IX, 22, 21.

122. Pugnaletti ad elsa gammata. Santoni 1987: 80 – 84, fig. 7, 15 (Soleminis – Facc’e bidda); Sebis
Fig. 4, Nuraghe Genna Maria
1989: 273 – 275, Fig. 2, 22 
(S.Barbara di Bauladu); Santoni 1987: 84 (Genna Maria di Villanovaforru)(fig.4 e 7, ndr).; Puddu 1992: 145 – 156, tav. IV, 8. (S.Vittoria di Serri).

123. Forcelle. Sebis 1989: 273 – 275, fig. 2, 21 (S.Barbara di Bauladu). Il motivo della forcella è rappresentato in parallelo alla linea dell’orlo. Nel medesimo contesto è rappresentato un pugnaletto ad elsa gammata. Altri motivi di forcella sono attestati nel contesto areale di Monte Prama – Cabras. Usai 2001: Nur. Fenu di Pabillonis. Il motivo della forcella è inciso su due anse a bastoncello, e in bassorilievo su ciotola carenata, parallelamente alla linea dell’orlo.

124. Motivi cornuti ad estremità pomellate. Santoni, 1986: 69, Fig. 10,5, tav. I,6. Il disegno non pone in evidenza le estremità desinenti a pomelli.


Fig. 5, complesso nuragico
santuariale di Sant'Anastasia,
Sardara
125. Motivi cornuti ad estremità non pomellate. Taramelli 1918: 87 – 88, figg. 99 – 100.(fig.5, ndr).

126. Protome taurina schematica. Lilliu 1982: 149, fig. 169, da S.Antine di Torralba.(fig.6, ndr).

Fig. 6, Nuraghe Santu Antine
Torralba












La barchetta di Teti non è certo l' unico oggetto epigrafico su cui sia inciso un pugnaletto ad elsa gammata: dal cosiddetto doppiere, i cui segni furono definiti da Lilliu come ideogrammi, fino a quello sull' anfora "cananea" di S' Arcu 'e is Forros. E gli altri, quelli sul vaso dal nuraghe Piscu Suelli, e i pugnaletti mostratici da Romina (4) cui bisognerebbe almeno almeno assegnare la dignità di potmarks (fig. 7a, e e fig 4), come si fa in tutto il mondo. E come si fa per l'Egitto predinastico del IV millennio a.C..  


Figura 7. a. grafica del vaso dal nuraghe Piscu di Suelli (disegno mio dallla foto in riferimento 1); b. grafica del cosiddetto "doppiere in bronzo" da Santa maria di Tergu (vd. 6d e citazioni); c. foto in negativo dell' anfora da S' Arcu 'e is Forros (7,8); d. trascrizione dei segni sulla fiancata della barchetta fittile di Teti (5); e. pugnaletto a decorazione plastica di Facc'e Bidda di Soleminis (vd. rif. 9 e citazioni) 

Ma a mio parere, oltre alla lista dei segni-simboli (veri e propri geroglifici per conto mio), Santoni presenta nel suo intrigante articolo un'altra foto spettacolare, presa dalla mongolfiera: il pittogramma monumentale, la bipenne di Su Monte (Sorradile, OR) (fig. 8). Un megasegno di cui abbiamo già parlato (4b)

                        

E quindi ripeto qui il mio appello del titolo: pugnaletti e altri grammata di Sardegna unitevi!

(1) Vincenzo Santoni,   2012, “Il quadro culturale della produzione e dell'arte figurativa nuragica”, In: I nuragici, i fenici e gli altri, Sardegna e Mediterraneo tra Bronzo Finale e Prima Età del Ferro;  a cura di P. Bernardini e M. Perra, Carlo Delfino ed., Atti del I Congresso Internazionale in occasione del venticinquennale del Museo “Genna Maria” di Villanovaforru, 14-15 dicembre 2007
(2) G. Lilliu, La civiltà nuragica, C. Delfino ed., 1999
(3) G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Ilisso ed., 1966 (ried. 2006)
(4) A. Belladonna, a. Segnali di segni: il "beccuccio", la "forcella", il disco e..., monteprama.blogspot.it, 13 DICEMBRE 2013; b. Foto del giorno: le barche mortuarie di Abydos e la forma bi-fallica,  29 GIUGNO 2013
(5) Gigi Sanna, Auguri da Teti. Firmato: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē, monteprama.blogspot.it, 9 DICEMBRE 2013 (ripubblicato da: gianfrancopintore.blogspot.it, Buon Natale da Teti: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē, 17 dicembre 2009)
(6) A. Belladonna, monteprama.blogspot.it, a. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (1 di 4), 18.01.2013; b. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (2 di 4), 26.01.2013; c. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (3 di 4), 09.02.2013; d. I documenti "ufficiali" della Sardegna arcaica (4 di 4),17.04.2013; 
(7) M. A. Fadda, Villagrande Strisaili. Il villaggio santuario di S'Arcu 'e is Forros, 2012, Carlo Delfino ed. 
(8) G. Sanna, Anfora con scritta di S'Arcu 'e is Forros. Garbini: in filisteo - fenicio. No, in puro nuragico,  http://gianfrancopintore.blogspot.it, 10.09.2012
(9) Romina Saderi, Il nonno del pugnaletto di Tetimonteprama.blogspot.it, 16 DICEMBRE 2013