giovedì 27 febbraio 2014

I Nuragici tornano in Etruria nel III millennio d.C.

Il 25 febbraio 2014 la rubrica quodidiana GEO (Rai 3) ha ospitato Franco Campus e Flavia Trucco, curatori della mostra "La Sardegna dei 10000 nuraghi", in corso al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Dalla tramissione Geo del 25/02/2014:  i modellini in figura sono copie degli originali, realizzati per i visitatori ipovedenti.

Dal programma ho appreso una cosa che non sapevo: la mostra è stata interamente finanziata dal comune di Ittireddu e da quello di Torralba. Ci volevano due piccoli comuni che assieme non fanno 2000 abitanti per far si che la civiltà nuragica sbarcasse per la prima volta nella capitale. Così almeno ripete e ribadisce l' archeologo e curatore Franco Campus. Anche se, da quello che raccontano sia Campus che la Trucco, questo è vero solo per i tempi moderni, perchè in antichità altrochè se erano in zona e le parole di elogio alla civiltà nuragica non vengono certo risparmiate:"Una delle più significative culture dell' Europa occidentale" "Il rapporto diretto con il mare e le altre genti del Mediterraneo" e poi, esplicitamente "Il popolo nuragico navigava per tutto il Mediterraneo", "Un popolo che esercitò un ruolo di primo piano sulla scena mediterranea" "Gli Etruschi agli albori della loro storia, incrociano quella sarda". 

Da quel che ho sentito, il problema scrittura non è stato sfiorato, nonostante il navigare "permise ai Nuragici di apprendere, elaborare in modo originale e diffondere diverse tecnologie".  

La mostra rimarrà al museo di Villa Giulia fino al 16 Marzo 2014, poi dal 5 Aprile dovrebbe spostarsi a Genova, nel teatro del Palazzo Reale. Chi dovesse andare a Roma non dovrebbe perdere l' occasione di andarsi a vedere il "Materiale pre-protostorico di provenienza sarda nelle raccolte dei musei dell'Italia centrale" (Paola Francesca Pia Falchi, 2011, tesi di dottorato)

E mentre i nuraghi vanno a Roma ed in TV, le statue di Monte Prama verranno presentate a Livorno il giorno della Festa della Donna. Lo annuncia l' associazione culturale sarda Quattro Mori Livorno

"Sabato 08 Marzo 2014 – ore 16.30 c/o il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo Via Roma 234 Livorno , Il presidente dell’ Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori” di Livorno apre il convegno sulle sculture di Mont’e Prama di Cabras (Oristano), prima e dopo il restauro.

Illustreranno l’evento : dott. Carlo Tronchetti , dott.ssa Antonietta Bandinu, dott.ssa Ornella Fonzo e dott.ssa Elsa Pacciani
Coordina i lavori : dott. Luciano Cauli
Il Presidente Antonio Deias"

Quindi sì, possiamo dire che i Nuragici stanno tornando in Etruria, per farsi ancora una volta ammirare dopo quasi 3000 anni (e forse più, chi lo sa?). Sì perchè nel numero di Febbraio 2014 di Archeo si trova la seguente impressionante cartina di reperti nuragici nell' Italia peninsulare, in contesti che vanno dal 1000-850 a.C. circa (Tomba dei Bronzetti Sardi di Vulci) fino al VI secolo a.C.: e con processi che, almeno in parte e da una certa epoca in poi, diventano palesemente imitativi degli oggetti nuragici originali, segnatamente dei bronzetti. I quali così si ritrovano oggigiorno catapultati indietro di qualche secolo, anche,ricordate? grazie ai rinvenimenti recenti nella tomba di Giganti di  Orroli e nel vano a di Funtana Cuberta. Che si apra una nuova era, di maggiore attenzione a questa straordinaria e unica cultura? 


Cartina dell´Italia peninsulare con le localitá che hanno restituito manufatti nuragici. Da: M.L. Arancio, F. Campus, C. Casi, F. Trucco, In Etruria sulle orme dei Sardi, Archeo, febbraio 2014, 348, pp. 47-55