venerdì 21 febbraio 2014

I tre per tre archi di Tel Dan: 1800-1750 a.C.

Fig. 1. L'arco mediano dove si vede la
tecnica  costruttiva a tre corsi di mattoni.
Dan, 1800-1750 a.C.
Chi entrava nella città di Dan della Media Età del Bronzo (2000-1550 a.C.) da est, lo faceva attraverso una delle strutture più straordinarie mai descritte per l' archeologia del Vicino Oriente: un portale cittadino costruito con 47 corsi di mattoni d'argilla essiccati al sole, alto 7 metri. L'asse  nord-sud misurava oltre 15 metri, mentra quello est-ovest oltre 13. L' entrata era delimitata da due colonne così come l' uscita, ed il viaggiatore che entrava da est doveva percorrere più di 10 metri prima di sbucare dall' altra parte all' interno della città. Ma la cosa più straordinaria era che si doveva camminare sotto 3 archi, ognuno costituito di 3 corsi radiali di mattoni d'argilla (figura 1): è il più antico portale ad arco conosciuto. Gli archeologi datano la costruzione al 1800-1750 a.C. (figura 2 per una mappa di Tel Dan), ma venne usata solo per una o due generazioni: venne poi inglobata nel bastione murario di fortificazione.

La città dell' Età del Bronzo si chiamava Laish, come ci racconta la Bibbia in Giudici 18 (dove si narra il famoso episodio della presa della città da parte dei 600 Daniti): il nome è attestato nei testi di esecrazione egizi del XIX-XVIII sec. a.C. e nella lista di città conquistate da Thutmosis III nel XV sec. a.C. (1).

Mappa di Tel Dan con le emergenze archeologiche.
Immagine da questo sito
L'epoca del portale (figura 3) è la seconda in ordine di tempo di intensa urbanizzazione della città: 2970-2350 a.C. (Bronzo Antico) e 2000-1550  a.C. (Bronzo Medio), ma il tell ha almeno 16 strati archeologici  ad iniziare dal VI millennio a.C. per finire con l' epoca romana (I sec. a.C-IV d.C.). Il sito era ambito ed attraente per la presenza di fonte perenne d'acqua dolce (una delle tre maggiori che alimentano il fiume Giordano), per le fertili vallate attorno e per l' essere situato sulla via di passaggio delle carovane. Si stima che durante il Bronzo Antico i 20 ettari della città ospitassero circa 5000 abitanti e vi sono indizi per un portale esattamente sopra quello che abbiamo descritto. Nel XXIV sec. a.C. vi fu la distruzione e abbandono della città, un destino in comune con altre città cananee (1). Anche la città del Bronzo Medio trovò la sua fine, forse violenta, verso l' inizio del XVI sec. a.C..
Figura 3. Il portale inglobato nel bastione.
Si vede l' arco più esterno

Durante il Bronzo Recente (1500-1200 a.C.) le cose cambiarono nella città di Laish: vi si installò una fiorente industria metallifera, che si prolugnò fino al X sec. a.C.. La scoperta più impressionante è una tomba di gusto e materiale miceneo contenente i resti di 40 persone, risalente al XIV sec.; le analisi antropologiche suggeriscono che tra i sepolti vi sono diversi stranieri (1) e la ricchezza della tomba indica che la città era più che fiorente. Siamo all' epoca della conquista egizia attorno al 1470, così almeno scrive Thutmosis III. Ma la città mantenne la sua identità, qualunque essa fosse. La più simpatica attestazione di questa epoca è forse il famoso "danzatore" scolpito in rilievo su una placca di argilla (figura 4). Oltre che danzatore a me sembra che abbia una chitarra elettrica da rockettaro! 

Il "danzatore" di Dan, XIV sec. a.C.
Quello che viene dopo è (forse) altra storia e si intreccia con la narrazione biblica e la tribù di Dan, e forse con le vicende dei popoli del mare. Ne riparleremo. 

(1) John C.H. Laughlin, ''To the God Who is in Dan'': The Archaeology and History of Biblical Dan, Review & Expositor 2009 106: 323-359.