giovedì 6 febbraio 2014

Il patto col diavolo ed il voto di convenienza

Gesù, che la sapeva lunga, non ci cascò: "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai" gli sussurrò il diavolo all' orecchio, ma Gesù-pur affamato da un lungo digiuno nel deserto-lo mandò a quel
paese. Va bene che nella sua posizione riusciva ad essere più lungimirante, ma detto tra noi: chi può pensare che un patto col diavolo possa funzionare?

Lo spunto me l' ha dato una discussione iniziata su facebook dopo che l' Unione Sarda ha pubblicato il menu che è stato servito a Berlusconi e Cappellacci in occasione della recente visita del primo a Cagliari. Però questo commento ho deciso di scriverlo qui dopo aver letto l'articolo pubblicato da Vito Biolchini questa mattina. Che all' apparenza c'entra poco ed invece c'entra eccome.

Nella summenzionata discussione, un esponente di Zona Franca Lista Randaccio-che come si ricorderà si è inaspettatamente alleata con Ugo Cappellacci (provocando la scissione del Movimento Zona Franca e la candidatura di Gigi Sanna), risponde alle critiche in questo modo:
"Intanto oggi si è parlato per la prima volta a tutta l'Italia della zona franca.....E se non sbaglio è quello che vogliamo tutti..Cosa pensate che senza un'alleanza con partiti forti ci avrebbero mai cagato....Ricordate ci si è alleati col diavolo per il bene della nostra terra.."


Il commento è stato poi ripreso da Massimiliano Sanna che ne è stato evidentemente molto colpito; anche io devo dire, tanto che ho così commentato, a caldo: "Vedi caro Iano, chi stringe un "patto col diavolo" ha molto a cuore i propri interessi e ben poco quelli della comunità. Chi lo fa conosce bene la natura di quel patto e sa che, almeno per un pò di tempo, le cose gli andranno bene, la sua vita sembrerà migliorare, si riempirà perfino di adoratori di riflesso. Ma siccome il  diavolo è quello che è, nessuno ci ha mai guadagnato tranne lui stesso da questi patti: il credere che l' interesse sia reciproco è la maggior illusione del patteggiante, così come il credere che il patteggiante sia sincero nel suo interesse verso gli altri è la maggior illusione dei suoi seguaci. "
Può anche darsi che io in parte mi sbagli, nel senso che non sono così sicura che chi stringe un patto col diavolo sappia bene ciò che fa, ma il punto non è questo: il punto è che invece il diavolo lo sa molto bene e che non concederà proprio un bel nulla di sostanziale ai suoi seguaci, anzi li umilierà proprio come lo è stato il diavoletto Ugo M. , dando loro qualche briciolina illusoria di potere. 
Un altro punto-però correlato a questo- è che per decenni si sono votati partiti che non convincevano per nulla per paura che vincessero "gli altri", che le forze nuove, fresche ed alternative non fossero abbastanza forti per contrastarli. Così molti votavano DC per non "far andar su i comunisti", molti hanno votato negli anni addietro per Berlusconi per lo stesso motivo e adesso da sinistra si invoca lo stesso voto di convenienza con la scusa di non "far andar su Cappellacci". Primum vivere: come evitare che rivinca Cappellacci?, è lo slogan. Slogan antichissimo, io credo di aver capito, ha funzionato anche nella storia molto passata. Si arrabbierà Biolchini se gli dico che è un metodo squisitamente Berlusconiano, che non gli fa certo onore? Tanto più che io ritengo che neppure lui ci creda, e che sia solo un modo di fare propaganda.
Come può essere serio ed avere stima di stesso quando scrive "Potrei sbagliarmi ma non mi si può impedire di esercitare il mio diritto di elettore che esprime una preferenza sulla scheda dopo aver fatto delle semplici previsioni sull’andamento del voto, alla luce dell’obiettivo che voglio raggiungere. Il mio l’ho dichiarato: impedire che Cappellacci si confermi alla guida della Regione. Alla luce di questa legge elettorale (che non possiamo far finta che non esista) dunque io non posso far altro che votare per il candidato che secondo me ha più di tutti le maggiori possibilità di battere Cappellacci. E per me questo candidato è Francesco Pigliaru.
Sia chiaro, la mia è una scelta innanzitutto pratica: se le mie antenne e i sondaggi mi avessero detto che Michela Murgia era davanti a Pigliaru, io avrei senza dubbio votato per Murgia. Senza dubbio alcuno, fedele all’antico motto “primum vivere, deinde philosophare”.

Come direbbe Beppe Grillo, non può essere è una allucinazione! [..]Le allucinazioni come scritto dal neurologo Oliver Sacks, tendono ad allarmare. Spaventano. Per questo ci sono le cure. Noi, al posto degli psicofarmaci abbiamo i giornalisti. Ci tranquillizzano. Dicono che è per il bene del Paese. [..]

Tanto per parlare di forze nuove ed alternative, faccio un pò di propaganda anche io, proponendo due tra le rare, rarissime interviste a Gigi Sanna:
Meno tasse e più lavoro: ricetta anti spopolamento
Gigi Sanna: il turismo sole-mare-spiaggia non basta più