martedì 18 febbraio 2014

Il vino di re Tut: anche cotto, per la trasformazione piú difficile

Dentro la tomba di  Tutankhamun (1332–1322 BC) furono poste 23 anfore vinarie nella camera annessa al sarcofago (1), camera che serviva da magazzino di provviste per l' uso che il re doveva farne nell' oltretomba. Tuttavia 3 altre anfore vinarie furono posizionate nella camera mortuaria vera e propria (fig. 1), sul pavimento, nelle immediate vicinanze del sarcofago esterno, ai punti cardinali sud, est ed ovest. Curiosamente nessuna anfora fu posizionata a nord.  Le iscrizioni sulle anfore e le analisi chimico-fisiche  identificano i tre vini come diversi tra loro:  un vino rosso ad ovest, bianco ad est e shedeh a sud. Il shedeh, un vino rosso cotto e fortificato (molto zuccherino) comparve in Egitto alla fine della XVIII dinastia, cioè verso la fine del XIV sec. a.C.. 


Fig 1: le tre anfore vinarie poste a sud, est ed ovest nella camera sepolcrale di Tutankhamon. Modificato da: Maria Rosa Guasch Jané, The meaning of wine in Egyptian tombs: the three amphorae from Tutankhamun's burial chamber, 2011, Antiquity, 85, 851–858 (1)



Fig. 2, la preparazione dello shedeh. Da: Wahlberg, Eva-Lena, The Wine Jars Speak. A text study, 2012, Uppsala University, Disciplinary Domain of Humanities and Social Sciences, Faculty of Arts, Department of Archaeology and Ancient History (2)


Perchè questa disposizione a punti cardinali nella camera mortuaria di re Tut? Secondo Maria Rosa Guasch Jané (1) c'è un legame con la mitologia egizia, riaffermatasi dopo l' episodio di Amarna e re Echnaton. Secondo la mitologia egizia, il dio solare Ra viaggia nella notte dentro il corpo della dea celeste Nut, a bordo della barca solare e riemerge/rinasce ad est al mattino come Ra-Horakhty. Nelle tombe ramessidi il disco solare viene dipinto come rosso al tramonto e come giallo chiaro all' alba, corrispondenti secondo l' autrice al vino rosso ad ovest e bianco ad est: quindi questa polarità sembra essere parte del rituale funerario e simboleggia il viaggio del re defunto nell' aldilà e verso la rinascita. Ma l' anfora di shedeh a sud? 
Nel cielo del sud si trovano stelle e costellazioni che sorgono e tramontano come il sole (i decani): tra di esse Sothis ed Orione, l' aspetto astrale di Osiris. Osiris  deve accompagnare il defunto re nel viaggio attraverso il Duat-il regno dei morti. Invece, nel cielo del nord, le stelle circumpolari (eterne) dell' Orsa Maggiore-il Grande Carro-ruotano attorno al polo nord celeste, sempre sopra l' orizzonte. La parte più critica del rinnovamento del re nell' aldilà avviene alla sesta ora, quando in lui deve avvenire l' unione tra Ra come ba (anima) e Osiris come corpo: questa ora della trasfigurazione del re in Osiris viene dipinta nella parete sud delle camere mortuarie (1). Secondo l' autrice il vino fortificato shedeh (2) doveva servire al re per rafforzarsi in questo momento critico del suo viaggio, essendo allo stesso tempo un simbolo forte della trasfigurazione.

L' innovazione religiosa della XVIII dinastia dopo Echnaton in ambito funerario, pone l' accento sulla combinazione tra Osiris e Ra: Osiris durante la notte diviene Ra e diviene visibile come Orione nel cielo del sud; è un "sole notturno", un inno nella tomba di Horemheb lo descrive come "Ra della notte". Un testo crittografico sull' esterno del secondo sarcofago di re Tut, descrive il rinnovamento del sole ad est, controllato dalla combinazione Osiris-Ra (1). Tutto ciò però non chiarisce completamente perchè non vi fosse alcun vino sul lato nord: l' autrice suggerisce che questo sia legato alla natura "imperiscibile" delle costellazioni circumpolari (1).

Atropa

(1) Maria Rosa Guasch Jané, The meaning of wine in Egyptian tombs: the three amphorae from Tutankhamun's burial chamber, 2011, Antiquity, 85, 851–858 
(2) Wahlberg, Eva-Lena, The Wine Jars Speak. A text study, 2012, Uppsala University, Disciplinary Domain of Humanities and Social Sciences, Faculty of Arts, Department of Archaeology and Ancient History