domenica 2 febbraio 2014

Non solo pugnaletto

di Atropa Belladonna

Siamo rimasti di certo tutti ipnotizzati dal pugnaletto nuragico inciso sulla barchetta di Teti, trasmessa perfino al TG1 il 26 Dicembre 2013: un onore che non è ancora toccato neppure alle statue di Monte Prama-per quel che ne so io. Di certo però su quell' oggettodi significativo c'è altro eccome. 

Figura 1. Una 'aleph fortemente taurina sulla barchetta fittile di Teti. Particolare della foto da questo sito

Per esempio sul fondo vi sono dei segni, un paio dei quali erosi, ma almeno due ben riconoscibili: uno è una sorta di protome taurina stilizzata a corni asimmetrici o, se più vi piace, una A rovesciata fortemente pittografica, cioè che ricorda ancora da vicino l' origine proto-sinaitica ( 1700-1400 a.C.) della 'aleph fenicia o ebraico-arcaica; e della nostra attuale A (figura 1).  

Una 'aleph di questo genere non è usuale nei repertori proto-sinaitici, dove la lettera è tipicamente rappresentata come vera e propria testa di toro, a volte anche con occhi e bocca (figura 2). Secondo il repertorio di Sass una simile a quella di figura 1 si trova in Sinai 363 e in Sinai 375 (1a). Ma è alla Palestina che dobbiamo guardare per trovare davvero degli omologhi, precisamente ai siti di Raddana e Revadim: siamo nella zona di Gezer e Beth Shemesh, la culla del proto-cananaico (2a, 2b). I due documenti cui maggiormente mi riferisco sono l' ansa di Raddana ed il sigillo scaraboide di Revadim (fig 3a e 3b): la prima datata su basi paelografiche al 1200-1300. a.C., il secondo (straordinario per gli evidenti richiami egizi) dapprima datato all' VIII-VII sec. a.C. e poi ridatato da Sass su basi paleografiche al IX-XI sec. a.C. (1a, 1b). In entrambi i casi la paleografia sembra fare un pò a pugni con il contesto archeologico, decisamente più giovane. Occorre però dire che 'aleph simili a quella sulla barchetta di Teti si trovano anche in documenti più tardi (figura 3c, Cipro e Ajrud IX sec. a.C.), anche se in questo caso con orientazione uguale a quella standard dell' epoca (1b). 




Figura 2. Il repertorio di 'aleph (la futura A) degli alfabeti semitici del II millennio a.C. , aggiornato all'epoca in cui scrive Sass (1988)(1a)

Figura 3a. Sin, l' ansa di Raddana (Israele) datata paleograficamente al 1200-1300 a.C., ma proveniente probabilmente da un contesto archeologico più recente di 100-200 anni; dx, iscrizione proto-sinaitica nr. 362 (1700-1400 a.C., placca di pietra da un tumulo sopra la miniera L di Serabit-el-Khadem). Si noti la medesima sequenza 'aleph-het e la differenza tra la due 'aleph. (da 1a). 

Figura 3b. Impronta del sigillo scaraboide di Revadim (da 1a)
Figura 3c. Analisi paleografica del sigillo di Revadim (1b). Si noti anche il lamed, identico a quello del frammento di Nora.
La scena (sempre che sia solo scena e non vada letta anche essa; cosa quest'ultima di cui sono quasi certa) sul sigillo di Revadim, dove Sass legge L ' ABA= appartenente ad 'ABA, è di ispirazione egizia, ma con chiari elementi locali 81b). La ritroviamo in parte su uno scarabeo da Tall al 'Ajjul (figura 4, vd. figura 5 per una mappa dei siti menzionati), forse l' antica Sharuhen degli Hyksos. Tuttavia, come fa notare Sass, la posizione delle braccia nel sigillo di Revadim è anomala e unica, uno punta in giù e l' altro in su: vi ricorda qualcosa? (3a). 
Figura 4. Scarabeo da Tall al 'Ajjul (Sharuhen?), datato a ca. il IX-X sec. a.C. (1a)

Figura 5, mappa dei siti menzionati nel testo (da 1a). In alto a destra particolare di una mappa (da questo sito) che mostra la posizione di Tall al 'Ajjul 

L' altro segno diagnostico sulla barchetta di Teti si trova sulla sinistra del pugnaletto: due linee parallele (figura 6). Su questo segno e la sua origine non ci possono essere molti dubbi: è presente solo nel proto-sinaitico è una zayin/dh (1). Un esempio lo troviamo in figura 7.




Figura 7. La zayin a linee parallele da un documento inciso su roccia (freccia rossa); repertorio proto-sinaitico, I metà del II millennio a.C. (da 1a)

Questi mix, queste contaminazioni tra sistemi scrittori erano piuttosto comuni nell' epoca dei primi alfabeti semitici (1a, 2a, 2b, 2c), ma quello che forse può stupire di più è il ritrovare segni tipici del proto-sinaitico o l' influsso spiccatamente egiziano in documenti che si piazzano attorno o nella piena Età del Ferro, archeologicamente parlando. Cioè in una epoca in cui si era già affermato o si stava affermando l' alfabeto fenicio "standard". Ne abbiamo visto un altro esempio qualche giorno fa, la leshem-ankh inscription di Bethsaida (2c): anch'essa risalente al IX-X sec. a.C., ma con un segno  'ankh-simile che nulla ha a che fare con l' alfabeto fenicio. Il perchè di queste anomalie non sa dirlo esattamente nessuno, seppure abbia di certo a che fare con l'aspetto sacrale della scrittura.
In altre parole la nostra barchetta (2d, e), che tanto anomala è apparsa nella scrittura incisa su di essa, è in buona compagnia: datata con la termoluminiscenza al IX-VIII sec. a.C. I segni sono incisi a crudo, quindi coetanei alla manifattura. Eppure vi sono segni (la zayin proto-sinaitica, la 'aleph proto-cananaica molto taurina, ecc.) che paiono scritti qualche secolo prima (3b), assieme ad un segno del tutto estraneo al resto del mondo, ma non certo alla Sardegna: un pugnaletto nuragico.

Non c'è da riflettere sulla genesi e sul ruolo di un tale mix spazio-temporale e concettuale?

(1) a. Sass, B. 1988. The Genesis of the Alphabet and Its Development in the Second Millennium B.C., Ägypten und Altes Testament 13. Wiesbaden:Harrasowitz; b. Sass B. The Revadim seal and its archaic Phoenician inscription. 1983, Anatolian Studies 33 (R.D. Barnett festschrift), 169–175.
(2) A. Belladonna, monteprama.blogspot.it; a. Le fortune del proto-sinaitico: i primi passi. 25.06.2013; b. I primi passi del proto-cananaico, 06.08.2013; c. Al nome di..., 28 GENNAIO 2014; d. The epigraphic, nuragic boat model at the Archaeological Museum of Teti (NU, Sardinia): what now?, 3 DICEMBRE 2013; e. Ed il Tg1 spezza il tabù, 11 GENNAIO 2014
(3) G. Sanna, monteprama.blogspot.it; a. Tanit, il Toro eterno celeste e i versetti 3 e 4 del libro della Genesi (II).21.11.2012; b. Auguri da Teti. Firmato: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē, 09.12.2013 (reblogged da gianfrancopintore.blogspot.it, 17.12.2009)