sabato 22 marzo 2014

BAT-woman e la prigioniera col Toro

di Atropa Belladonna  vd. prima  parte

O la prigioniera del toro, oppure sono prigionieri entrambi o nessuno dei due? L'incisione sul retro di questo ostracon da Hierakonpolis (figura 1) (1) non credo riuscirà mai a mettere d'accordo gli studiosi (la riprendo più avanti nel post, per un' intrigante comparazione con un reperto da San Vero Milis), ma sul davanti di esso tutti concordano che vi sia  una delle raffigurazioni più antiche della dea taurina Bat (1). E la mia domanda è: questa raffigurazione, vecchia di oltre 5000 anni, è  il segno o il precursore del segno che abbiamo chiamato-tentativamente- 'ankh/Tanit o  la "donnina" (2a)?


Fig. 1a. L' ostracon dall'area HK29A di Hierankonpolis, denominata "centro cerimoniale" o tempio, della fase predinastica, (3600-3100 a.C. circa).  La città esisteva  già nella prima metà del IV millennio a.C., e comprendeva diverse "facilities", quali il tempio, una grossa birreria, una fabbrica di ceramiche; inoltre vi erano un cimitero per i lavoratori ed uno per le élites. In epoca dinastica si ridusse fortemente e venne chiamata Nekhen. Immagine da questo sito



Fino a poco tempo l'ostrakon di figura 1 era considerato la più antica raffigurazione di questa divinità, taurina quanto astrale, imperscrutabile quanto destinata a fondersi con la più famosa Hathor. Però, sempre dallo stesso insediamento predinastico di Hierakonpolis, ne è uscita un'altra che pare la preceda di qualche decennio (figura 2a); ancora più stilizzata e resa solo per i suoi tratti essenziali, ma, secondo l' egittologo Hendrickx, inequivocabilmente lei  (figura 2a): "when completed symmetrically, it obviously represents the emblem of the cow-goddess Bat, with the characteristic angular face, protruding ears and tall incurving horns" (3). 

Figura 2. a. potmark su una scodella dal cimitero predinastico HK6 e sua ricostruzione completa ,ca. 3900-3600 a.C.; (3a); b. la tavoletta di Gerzeh, ca. 3600-3300 a.C.; c. una delle 4 raffigurazioni di Bat/Hathor sulla tavoletta di Narmer da Hierankopolis (ca. XXXI sec. a.C.). 

E' lo stesso Hendrickx a sottolineare la somiglianza della rappresentazione di Bat sull' ostracon di Hierankonpolis e la più famosa tavoletta di Gerzeh (figura 2b), dove Bat (o Hathor, per alcuni) viene rappresentata in modo più astrale: stelle al posto delle orecchie, stelle sulla punta delle corna, corna che si accostano ma non si chiudono del tutto a cerchio, ed un quinto astro tra le corna stesse. Ed anche con le 4 facce di Bat rappresentate sulla tavoletta di Narmer (figura 2c, 3a) e reiterate sul grembiule del faraone (figura 3b). 

Figura 3a. La tavoletta di Narmer (ca. 3100-3050 a.C.). Immagine da questo sito
Figura 3b. Un dettaglio della tavoletta di Narmer dove si vedono le quattro teste di Bat sul grembiule del re. Da  questo sito

Un altro egittologo esperto di Egitto predinastico e proyodinastico, Francesco Raffaele, accosta decisamente la placchetta di Gerzeh con le sue "cinque stelle" ad un antropomorfo su un sigillo rinvenuto ad Abydos e risalente alla stessa epoca, 3600-3300 a.C. (Naqada IID) (figura 4) e questo accostamento è un input d'eccezione, io credo, per le nostre ricerche: ci suggerisce che nella "donnina" giubilante con le braccia alzate,  le braccia stesse potrebbero rappresentare o coincidere con le  corna incurvate della dea Bat. E non solo: questo antropomorfo giubilante, trasposizione della testa taurina, ricorda da vicino il geroglifico A28 (Hey!) da cui deriverà, secondo l' ipotesi corrente, la lettera He del proto-sinaitico (4, 2b, 2b). Con la differenza che in questi due casi ci sono in più dei corpi celesti, cioè sono "astralizzati" (fig. 4). 

Figura 4: la testa di BAT resa come un antropomorfo su un sigillo da Abydos e la placchetta di Gerzeh. Immagine da qui

Di questo antico personaggio-Bat- vale decisamente la pena di saperne di più, perchè la sua iconografia è legata alla regalità stessa del faraone ed alla  legittimizzazione del suo potere "divino": leggiamo cosa ne scrive Hendrickx nel box di figura 5 (3a).

Figura 5: Un box che illustra le caratteristiche essenziali della dea BAT (3a) . 
Ordunque, diviene lecito pensare o ipotizzare che il corpo a triangolo di Tanit sia una stilizzazione della testa di toro? che la "testa" sia un simbolo astrale/di luce, quindi anche luni-solare? che le "braccia" siano un simbolo doppio, vuoi le corna del toro arcuate-quando sono alzate in giubilo- vuoi le orecchie di Bat/Hathor-quando sono in orizzontale o a "farfallino"? ma soprattutto diviene lecito pensare che sia "scomponibile" e "leggibile" nelle sue componenti, essendo anche nello stesso tempo un segno unitario (5a)? Di questo segno e della tremenda importanza che ha nello script nuragico ci ha parlato Gigi Sanna in un recentissimo post (5b) e a dire la verità ce ne parla sempre e ancora ne riparleremo. 


La retro-scena e l'omino con toro di San Vero Milis. 
Però adesso, prima di chiudere vorrei fare un giretto dietro la Bat-woman di figura 1 e riprendere il motivo inciso sul retro dove si distinguono le corna di una protome taurina. Ed insieme vorrei fare un giretto a San Vero Milis (figura 6): perchè? E' semplice: Hendrickx ci dice: "[..]sebbene appaia piuttosto caotica, è possibile distinguere una figura umana sulla sinistra (probabilmente femminile) che è senza braccia e forse seduta, come le figure femminili sedute e con anche prominenti, ben note da raffigurazioni predinastiche in argilla. Sulla destra c'è una testa di toro su un palo, un elemento noto, tra le altre testimonianze, da iscrizioni su vasi dalla tomba U-j (del Re Scorpione I) di Abydos e dalla scena su roccia di Gebel Tjauti, nel deserto dietro Tebe (fig. 6b, rif. 3b e vd figura 7, ndr). Una breve linea connette la parte inferiore della testa di toro alla donna, che sembra indicare che la donna è prigioniera; questo potrebbe spiegare l' assenza di braccia, come per i prigionieri tipicamente rappresentati con le braccia dietro la schiena. La testa del toro in connessione con un prigioniero sia qui che a Gebel Tjauti, suggerisce che la testa taurina stessa debba essere interpretata come simbolo del potere reale[..]" (3a). 



Figura 6: a. disegno dell' incisione sul retro dell' ostracon  dall'area HK29A di Hierankonpolis (1); b. dettaglio dell' iscrizione fortemente logografica di Gebel Tjauti (come a. risale al IV millennio a.C.) (3a, 3b); c. il nuraghe-altare di San Vero Milis, Serra 'e is Araus (2d)

Non so se con questa storia della prigioniera  ci abbia azzeccato, perchè per quanto ne so io potrebbe essere prigioniero il toro, visto che è impalato. Oppure nessuno dei due e potrebbero in realtà formare una sorta di consorzio divino. Ma quello che mi ha colpito è la linea connettiva tra una figura taurina ed un antropomorfo, perchè l' abbiamo già vista su queste pagine, e precisamente suggerita per le due figure scolpite sull'eccezionale modello di nuraghe-altare da Serra 'e is Araus (fig. 6c), scoperto nel 2000 e pubblicato solo del 2012 (2d, 6):  "Nella base superiore si distinguono 25 scanalature radiali e 25 mensole. Nella fascia che corre lungo il disco superiore, all' altezza delle figure scolpite, vi è un motivo a chevron continuo, leggerissimamente inciso ed appena visibile dalla fotografia. Una frattura passa tra la fronte dell' animale ed il braccio dell' antropomorfo, tanto da far pensare che in origine le due figure fossero connesse" (6) 

L' ennesimo, antichissimo ed ignorato legame tra l' Egitto e la Sardegna? in un manufatto che per me è ancora più eccezionale delle statue di Monte Prama? 

Il corpo di Bat,  il Menat, serrature e pozzi nuragici
Bat e Hathor, le dee taurine, ci hanno portato nell' Alto Egitto, nel cuore stesso degli inizi di quello stato millenario (fig. 7). La prima era la dea del distretto 7 (Sheshesh=Sistrum), la seconda quella del distretto 6 ( Aa-ta = coccodrillo)(figura 7); Hierankopolis si trova qualche decina di chilometri più a sud. Il tutto nella zona calda dei primi faraoni, la regione  che comprende perfino Wadi-el-Hol, la Valle del Terrore testimone di antichissime iscrizioni in alfabeto proto-semitico (7, 2e).  La "confusione" tra le due dee bovine fu tale che il sistrum divenne, nel corso dei secoli, il simbolo di Hathor che assunse anche l' appellativo che era di Bat, "Hathor dalle due facce": Hathor è attestata  dalla IV dinastia in poi. Egittologi come Hendrickx però mantengono viva la memoria di Bat, il cui nome è la femminilizzazione del BA (tramite il suffisso T), una delle componenti dell' anima, così come Kat (vagina) è la femminilizzazione di Ka (il toro, il fallo, "l'anima come essenza e potenza vitale")(2f). 




L' emblema del settimo distretto (figura 8) è il sistrum stesso, in origine logogramma di Bat.

Figura 8: a sin. scrittura del nome BAT, per il quale viene usato la cicogna (il bilittero BA, ger. G29), il complemento fonetico A (l'avvoltoio, ger. G1)  e il "panino" T (ger X1)  come suffisso femminile. Segue il sistrum, depterminativo della dea. a dx, il simbolo-segno del distretto 7 dell' Alto Egitto, Shesheh= sistrum


Il "corpo" di Bat era rappresentato raramente come tale, ma spesso e volentieri come oggetto: il contrappeso della collana Menat, fatto a forma di serratura o di un pozzo nuragico come preferite, spesso e volentieri al collo del dio lunare Khonsu (figura 9) (8). 

Figura 8: Definizione di BAT dal rif. 8 e collana  con contrappeso Menat a forma di serratura. A destra una raffigurazione del dio lunare Khonsu da Karnak con collana e contrappeso in evidenza. 

Dove voglio andare a parare? facile: se  Bat è parente della "donnina" protosinaitica che si legge "H" e se Bat è anche la forma a "serratura di chiave" del contrappeso del Menat che è a dir poco simile ai pozzi nuragici (9) (Figura 9) , è tanto fuori di testa uno che questi ultimi li legge "H" (10)? 

Fig. 9, dal rif. 9
(1) Hendrickx, S. & Friedman, R.F., Chaos and order: A Predynastic “ostracon” from HK29A. Nekhen News, 15 (2003): 8-9.
(2) A. Belladonna, monteprama.blogspot.it; a. Le donnine di Amun (e le altre): co-evoluzione del segno 'ankh e del segno a Tanit, 2 MARZO 2014; b. Le fortune del proto-sinaitico: i primi passi, 25 GIUGNO 2013; c. I primi passi del proto-cananaico, 6 AGOSTO 2013;  d. Beccatevi questo agglutinamento 'AB!1 GIUGNO 2013; e. Quando i Cananei rilessero i geroglifici. E si re-inventarono la scrittura, 23 GENNAIO 2014; f. La spirituale androginia del Toro, 7 MARZO 2014. 
(3) a. Hendrickx, S., The earliest example of Pharaonic iconography. Nekhen News, 17 (2005): 14-15; b. SHendrickx, S. & Friedman, R.F., Gebel Tjauti Rock Inscription 1 and the Relationship between Abydos and Hierakonpolis during the early Naqada III Period, GM196 (2003): 95-110.
(4) Sass, B. 1988. The Genesis of the Alphabet and Its Development in the Second Millennium B.C., Ägypten und Altes Testament 13. Wiesbaden:Harrasowitz; 
(6) Simbolo di un simbolo. I modelli di nuraghe, A cura di Franco Campus e Valentina Leonelli, Ara Edizioni, 2012. 
(7) Darnell, J. C., Dobbs-Allsopp, F. W., Lundberg, M. J., McCarter, P. K., Zuckerman, B.,  2005 Two Early Alphabetic Inscriptions from Wadi el-Hôl. Pp. 63-124 in The Annual of the American Schools of Oriental Research 59. Boston: American Schools of Oriental Research.
(9)Sanna, Barbara; Usai, Emerenziana; Zucca, Raimondo (2009) Il Santuario costiero di Orri (Arborea). In: Mastino, Attilio; Spanu, Pier Giorgio; Zucca, Raimondo (a cura di). Naves plenis velis euntes. Roma, Carocci editore. p. 236-257, ill. (Collana del Dipartimento di storia dell'Università degli studi di Sassari, 36; Tharros Felix, 3).
(10) Gigi Sanna, Sardȏa Grammata, 2004, S' Alvure ed.