giovedì 27 marzo 2014

Il bambino di Taramsa e gli altri antichissimi "seduti per l' eternità"

di Atropa Belladonna

Fig. 1: il bambino di Taramsa, deposto semplicemente mettendolo seduto col volto rivolto ad est (da. 1a). E' stato trovato su una collina che venne utilizzata  nel Paleolitico Medio (300000-30000 anni fa) come cava per ciottoli di selce. Si trova nell' Alto Egitto (fig. 2), ad est di Naqada. La datazione, dapprima attribuita a 55000 anni fa (1b), è tuttora incerta (1a). Attualmente si trova conservato al Museo della Civiltà Egizia a Il Cairo, in attesa di ulteriori analisi. 

Appena l' ho visto e ho letto che era lo scheletro del corpo di un bambino ho pensato come in un flash: lo hanno messo così, seduto, come se fosse ancora vivo. E' toccante questo corpicino, seduto nella sabbia e circondato da resti dell' attività estrattiva della selce, sulla collina di Taramsa (fig. 2)  nell' Alto Egitto. Vi sono problemi di datazione, per fenomeni intrusivi di acqua e sabbia (ad esempio quella nel cranio è databile a 24000 anni fa, quella attorno allo scheletro a 76000, quella sotto a 102500 e quella sopra a 68000 anni fa (1a)).
Fig.2: da questo sito
 La questione non è irrilevante, perchè lo scheletro è del tipo "uomo moderno" e potrebbe rappresentarne la più antica deposizione conosciuta: purtroppo le analisi sullo scheletro, molto problematiche perchè si sbriciolava a guardarlo, sono bloccate (1a).
Per quanto toccante sia però, questa modalità di deposizione non pare aver aveuto molto successo nei tempi futuri: le prossime sepolture rinvenute in Egitto risalgono a circa il 10000 a.C., son sempre insabbiate ed il viso si volge at est, ma sono stese e non sedute.

Vent'anni dopo la prima pubblicazione sul bambino di Taramsa, ne arriva un'altra, altrettanto interessante: si tratta di una sepoltura rinvenuta nell' oasi di Azraq ('Ayn Qasiyya), in Giordania (2). E' datata tra 19800 e 20400 anni fa, nel cosiddetto Epipaleolitico. Il defunto, probabilmente un maschio adulto, è stato deposto seduto in posizione rannicchiata (figura 3) e probabilmente bendato; l'analisi tafonomica indica che le ginocchia si sono portate in fuori successivamente. La posizione di sepoltura, dicono gli autori, è totalmente inusuale per quei tempi e luoghi (2).


Dalla Giordania alla Siria, a Tell Halula nella valle dell' Eufrate: altri luoghi ed altri tempi, siamo nell' VIII millennio a.C., Neolitico pre-ceramico. Qui ed allora l' 80% dei 114 defunti sepolti sotto 16 case, erano in posizione seduta e rannicchiata (3). Dentro pozzetti con diametro superiore variabile tra i 16 e i 100 cm e profondi tra gli 8 e i 100 cm. (figura 4).  Forse i corpi venivano almeno parzialmente disidratati, vista la piccola dimensione di alcuni pozzetti dimensione  i defunti (3). Metà circa delle sepolture avevano corredi funerari, tra cui perline da collana in pietra o osso ed un eccezionale pendente pettorale a crescente lunare in rame (fig. 4).
Figura 4: a sinistra, la tipica posizione seduta e rannicchiata dei defunti di Tell Halula (Siria) (VIII mill. a.C.), posti in pozzetti sotto il pavimento delle case; a destra il teschio con pendente a lunula in rame, considerato un pettorale (dal rif 4). 

Sempre in Siria, a Tell Qaramel nell' epoca 8500-6500 a.C. (PPNA) ai morti spesso e volentieri tagliavano la testa: su 20 scheletri distribuiti nei 12 sepolcri studiati di questo periodo (in sepolture primarie, secondarie, singole o collettive) (4), solo uno era completo  e sepolto rannicchiato (figura 5).
Figura 5: l'unico scheletro completo da Tell Qaramel (PPNA) (4), in posizione rannicchiata


E l' Europa, direte voi? In Europa ci andiamo la prossima volta e vi posso assicurare che il Vecchio Continente riserva delle sorprese... sorprendenti. Una piccola anticipazione: il mio flash di cui sopra non sembra poi così peregrino, perchè nel sito mesolitico-neolitico precoce di  Hardinxveld-Giessendam De Bruin (Olanda, 5250-4500 a.C.) un defunto sepolto seduto in un pozzetto e senza alcun corredo funerario, viene chiamato "the survivor", colui che sopravvive (5) (fig. 6).

Fig. 6 (dal rif 5): colui che sopravvive. 

(1) a. Pierre M. Vermeersch, The Taramsa Burial, In: Chert Quarrying, Lithic Technology and a Modern Human Burial at the Palaeolithic Site of Taramsa I, Upper Egypt Philip Van Peer, Pierre M. Vermeersch, and Etienne Paulissen Egyptian Prehistory Monographs 5. Leuven: Leuven University Press, 2010, pp. 215-224; b. P. M. Vermeersch, E. Paulissen, P. Van Peer, S. Stokes, C. Charlier, C. Stringer and W. Lindsay, A Middle Palaeolithic burial of a modern human at Taramsa Hill, Egypt, Antiquity, 1998, 72 : 475–484. ( The skeleton was in a seated position. The legs were bent to the left in a pronounced contracted position. The skeleton was leaning backwards in a West-East orientation. The head was looking up to the East. It rested upon a sand bed containing few cobbles. The left arm was bent, resting upon the pelvis. The right arm was stretched down behind the back of the skeleton. The skeleton was surrounded by extiction waste deposits comprising gravely sand mixed with numerous artefacts. Both the seated position of the skeleton and the surrounding matrix of exploitation waste indicate that this is an intentional burial. The body was simply laid down against the side of the extraction pit and covered up by the extraction debris mixed with artefacts. Because of its shallow pos ition, at a depth of no more than 1 m below surface, we exclude the possibility that the person had died by accident due to the collapse of the pit wails., 1a)
(2) Richter, Tobias; Stock, Jay; Maher, Lisa; Hebron, Caroline, An Early Epipalaeolithic Sitting Burial from the Azraq Oasis, Jordan. Antiquity 84:321–334.
(3) a. Miquel Molist, Xavier Clop, Emma Guerrero, Josep Anfruns, Ignacio Montero-Ruiz and Salvador Rovira,  New metallurgic findings from the Pre-Pottery Neolithic: Tell Halula (Euphrates Valley, Syria), Paléorient, 2009, 35: 3-48; b. Ortiz, Anabel, Philippe Chambon, and Miquel Molist. "“Funerary bundles” in the PPNB at the archaeological site of Tell Halula (middle Euphrates valley, Syria): analysis of the taphonomic dynamics of seated bodies." Journal of Archaeological Science 40.12 (2013): 4150-4161. In questo articolo si scrive:"[..] Although seated burials are uncommon, they have recently been gaining attention from a number of researchers such as Liv Nilson, working on the late Mesolithic upright skeletons from Skateholm I and II (Nilsson, 2003), and Stéphane Rottier, who works on bodies in seated and squatting positions in Bronze Age France (Rottier, 2004, 2009). Seated burials appear to be a very uncommon mode of deposition in Near Eastern prehistory. Very few skeletons have been recorded in this position from the Natufian or Neolithic periods, with a few noticeable exceptions, such as in the groups of primary burials at sites such as ‘Ayn Qasiyya, Kfar HaHoresh, Tell Qaramel, and Abu Hureyra4 (Richter et al., 2010; Goring-Morris, 2005; Kanjou, 2009; Moore et al., 2000). Looking more broadly, some seated burials have been recorded in Mesolithic contexts from northern Europe. There are important differences, however, such as the position of the lower limbs, which are frequently outstretched (Nilsson, 2003). 
(4) Youssef Kanjou,  Study of Neolithic human graves from Tell Qaramel in North Syria, Int. J. Mod. Anthrop. 2 (2009), 25-37
(5) E. Smits, Skeletal evidence of interpersonal violence, In: Sticks, Stones, and Broken Bones: Neolithic Violence in a European Perspective, Edited by Rick Schulting and Linda Fibiger, Oxford University Press, 2012, 194.