lunedì 21 aprile 2014

La cronologia: le navi raccontano

Fig. 1. La cronologia del Vicino Oriente ed Egitto, segnata da testi, governanti e avvenimenti  legati alle navi che solcavano il Mediterraneo (ed altri mari). Sarah Rich la ricostruisce attraverso la documentazione epigrafica ed archeologica (1). Questa figura, rielaborata dalla sua tesi di dottorato, mostra solo alcuni degli eventi chiave. Vd. tabella 1 per la ricostruzione estesa. 



Tabella 1: legenda della numerazione in fig.1 per le 4 aree geografiche indicate (da 1).

"When my majesty crossed over to the marshes of Asia, I had many ships of cedar built on the mountains of God’s Land near the Lady of Byblos [Lebanon].They were placed on chariots, with cattle drawing (them)They journeyed in [front of] my majesty, in order to cross that great river which lies between this foreign country and Naharin.” (stele di Barkal di Thutmose III, XV sec. a.C.). 

Questo e tanti altri documenti epigrafici ed archeologici: Sara Rich fa "parlare" di sè le navi stesse, è un viaggio che conduce come un esperto capitano di nave. Ma non con lo scopo di arrivare a ricostruzioni tecniche, bensì con quello di stabilire la portata culturale delle navi stesse e le simbologie legate ad esse (1).  "it is also necessary to recognize the cultural relevance of cedar ship wood, as well as how various source groves were accessed and perceived during different times and by different cultural groups, who may have had different motivating factors in mind.In Northern Europe, there has been a recent movement in the discussion of ship iconography and archaeology that focuses on the ship's place in individual cultures and its many possible diachronic functions.4 Aptly, this approach has been called the “ship-as-symbol” perspective, but it has not yet been widely employed (if at all) in studies of ancient Eastern Mediterranean ships, although it has been used in interpreting Aegean Bronze Age ship imagery.5 I apply this ideology to ancient Eastern Mediterranean wooden vessels and take it one step further by incorporating the wood provenance study into a “ship-timber-as-symbol” theory. [..]Like so many other aspects of ancient life, the choice to use cedar wood – and from which forest it came - was both a practical and ritual consideration" (1).

Se ricordate, ne abbiamo già parlato di questa tesi a proposito delle barche mortuarie di Abydos, ca. 3050 a.C. (faraone Hor-Aha) (2) (fig.2). 
Fig. 2. A sin., alcune delle monumentali 14 barche mortuarie di Abydos, ca. 3050 a.C., faraone Hor-Aha, lunghe dai 18 ai 25 metri. Sarah Rich (Università di Leuven) ne rileva sia la forma incontestabilmente bi-fallica, sia il numero (quattordici) che la studiosa ritiene connesso al mito di Iside e Osiride,  sia la presenza di colore giallo sugli scafi, colore solare legato alla luce e alla rinascita (1,2).

Come si inseriscono in questo quadro le navi della Sardegna? E chi lo sa? Questo si scriveva nel 2012: " "Che la marineria nuragica abbia rivestito un ruolo determinante nell' ambito degli scambi tra Oriente ed Occidente a partire dal XII secolo è ormai assodato, mentre è più problematico cogliere l' inserimento all' interno delle rotte commerciali attivate dalla marineria fenicia ed euboica con la penisola alla fine del IX secolo" (3). 
Il XII secolo a.C. corrisponde, nella cronologia riportata in fig.1 e tab. 2 a:
a. L'epoca che copre la XIX e XX dinastia in Egitto, da Seti II a  Ramesses XI (1200-1078 a.C.); durante il l'epoca ramesside, gli Sherden appaiono come elementi socialmente attivi nell'Egitto stesso, possessori di terre, messaggeri del faraone, scribi, membri di giurie  (4);
b. Un vaso nuragico frammentario, oggetto di uso comune e-riparato in antico con piombo sardo-viene rinvenuto a Pyla-Kokkinokremos (Cipro): proviene da uno stanziamento temporaneo dei "Popoli del Mare" (5), verso la fine del XIII secolo a.C.; questo episodio si inserisce in corrispondenza della fondazione "achea" di Kition nel 1200 a.C. (1);
c. precede l' epoca dell' espansione assira di Tiglath-Pileser I (ca. 1100 a.C.) e segue di poco la datazione del relitto di Uluburun (1330-1300 a.C.; 
d. cadono le città di Ugarit, con il suo alfabeto cuneiforme  e l' impero Hittita: il ruolo dei Popoli del Mare versus fattori sociali e climatici è ancora oggetto di discussione, ma certo è che gli Sherden e gli altri presero parte attiva alla crisi di questa epoca (4); 
e. è l'epoca dei Giudici della Bibbia (1), che precede l' epoca dei Re. 
f. Gli scavi ad Akko (in Palestina) rivelano, come a Pyla, uno stanziamento temporaneo, produttivo nella metallurgia (fine XIII-inizi XII sec. a.C.), che l' autore attribuisce agli Sherden (7)
Verso la fine del XII sec. a.C. inizia in Egitto il III Periodo Intermedio (1078-664 a.C.), un'epoca di crisi graduale dell' antica cultura egizia e che finirà con la conquista assira di Tebe. Attorno all'VIII secolo a.C. terminano anche le menzioni di Sherden nei documenti egizi: basta Sherden Hori, PakamenSatameniu e sua moglie Adjedaa, Dydy o Padjesef (4,6) (tabella 2 e rif. 8).  Dai documenti epigrafici dell' epoca, si svince che gli Sherden erano stanziati nella Palestina settentrionale (4, 7, 8); e dai documenti epigrafici sardi, con una Stele di Nora che menziona esplicitamente un 'Ab ShRDN, cosa si evince? 



Tabella 2: sommario dei documenti egizi che menzionano i Popoli del Mare; le lettere di Amarna sono scritte in cuneiforme accadico. I testi egizi in realtà definiscono "del mare" solamente Sherden, Shekelesh, e Eqwesh (rielaborato da 7).

(1) Sarah  A. Rich, 2013, Ship Timber as Symbol? Dendro-provenancing & Contextualizing Ancient Cedar Ship Remains from the Eastern Mediterranean / Near East, PhD dissertation, University of Leuven (Belgium).
(2) A. Belladonna, monteprama.blogspot.it, Foto del giorno: le barche mortuarie di Abydos e la forma bi-fallica, 29 GIUGNO 2013
(3) Fulvia Lo Schiavo, Matteo Milletti, Simona Rafanelli e AA.VV, "Navi di Bronzo, dai santuari nuragici ai tumuli etruschi di Vetulonia", Carlo Delfino ed. , 2012
(4) The Sea Peoples and Their World. A Reassessment, Eliezer D. Oren, Editor, 2013, University of Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology
(5)  monteprama.blogspot.it, a. A. Belladonna, Vaso nuragico a Pyla-Kokkinokremos, fine XIII sec. a.C., 8 GIUGNO 2013; b. R. Saderi, Foto del giorno: frammento di vaso nuragico ritrovato a Pyla-Kokkinokremos (Cipro), 2 NOVEMBRE 2013; c. A. Belladonna, L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna: ce ne parleranno?, 23 AGOSTO 2013
(6) a. Temple of Herishef at Heracleopolis. The remains of the ancient city of Heracleopolis (Ehnasya)( Ramesses II). W.M. Flinders Petrie, F.L. Griffith, and C.T. Currelly, Ehnasya: 1904. Memoir of the Egypt Exploration Fund 26 (London: Trübner & Co., 1905), plate 27/1-2; b.  Emanuel, Jeffrey P. “Egypt, the 'Sea Peoples,' and the Brailed Sail: Technological Transference in the Early Ramesside Period?”. In American Schools of Oriental Research Annual Meeting. Chicago, IL, 2012.
(7) Ann E. Killebrew and Gunnar Lehmann, The World of the Philistines and Other “Sea Peoples”, Introduction to: The Philistines and Other “Sea Peoples” in Text and Archaeology, 2013, edited by Ann E. Killebrew and Gunnar Lehmann, Society of Biblical Literature, Atlanta, Georgia