sabato 17 maggio 2014

Come scrivevano i Cananei del II millennio a.C.: che casino!

di Atropa Belladonna

Figura 1: diversità degli script nella Canaan del II millennio a.C. (2000-1150 a.C. circa) (1). Il grafico a torta è fatto su un totale di 230 documenti. 

Come si scriveva nel Vicino Oriente (figura 1) e precisamente nella zona del Sud-Levante (figura 2) nel II Millennio a.C. (tab. 1)? Rachel Sparks fa il punto della situazione, nel capitolo 5 di un libro del 2013 (1).  Il grafico a torta di figura 1 fotografa la situazione relativa dei documenti scritti nel periodo dal 2000 al 1150 a.C. (Età del Bronzo Medio I-Bronzo Finale II): non include i cosiddetti "marchi" e i cosiddetti "pseudo-geroglifici" (1), ma solo documenti di una certa lunghezza. 

Figura 2: il Sud-Levante o Terra di Canaan di cui si parla nel testo (dal rif. 1)

Tabella 1

Vediamo però i numeri assoluti di questi documenti epigrafici (tabella 2):

Geroglifici egizi: 118
Ieratico egizio: 21
Geroglifici egizi in corsivo: 2
Geroglifici Ittiti: 6
Cuneiforme sillabico: 61
Cuneiforme alfabetico: 3 
Script Egei: 2 (incerti)
Proto-cananaico: 17
Totale: 230 tra il 2000 e il 1150 a.C.

Tabella 2

Se si sottraggono al totale i documenti scritti con sistemi scrittori egizi, dominanti visti sia gli stretti contatti commerciali prima che la dominazione egizia nel territorio poi, il totale di documenti scritti del Sud-Levante diviene 89: drammaticamente piccolo. 

Di fronte a questo "strano" e minuto corpus la Sparks scrive : [..]A review of the types of writing found in the Southern Levant during the Middle and Late Bronze Ages underlines one fact: textual evidence is much rarer in this region than contemporary Egypt, Syria-Lebanon or Mesopotamia.[..]In Middle Bronze Age Canaan, the evidence for use of script is both limited, and mixed in nature.[..] (1).

Eppure di fronte al numero totale dei documenti epigrafici,  di cui solo una piccola percentuale nel "locale" script proto-cananaico, gli studiosi non hanno e non  hanno mai avuto dubbi che nella regione si scrivesse: perchè è l' Oriente e  dell' Oriente da cui Lux viene non si può dubitare (Il professor Zucca è pregato di notare la scarsità di documenti in lingue e script egei, che pure erano a portata di mano). Ma siccome questo corpus del II millennio è ben strano, gli studiosi stanno seriamente iniziando a chiedersi come e perchè si scrivesse in quel modo apparentemente selvaggio. E cosa significasse scrivere in un certo modo anzichè in un altrov che fosse sistematico e standard. Ed infine stanno finalmente pensando a come e perchè in questa particolare regione sembra che si scrivesse di meno che altrove: siccome pensare che qui l' umanità fosse più scema è un'assurdità logica, dovevano esserci altri motivi. Gli epigrafisti Lemaire, Goldwasser e Rollston si fanno le stesse domande (2,3), e in particolare una: perchè i Cannei, inventori dei più antichi sistemi alfabetici durante i primi secoli del II millennio, li usarono apparentemente così poco nella loro terra di origine? perchè si dovette aspettare diversi secoli perchè l' alfabeto, considerato-a torto o a ragione-una delle invenzioni più di successo dell' umanità, non lo ebbe subito questo successo e particolarmente non lo ebbe nella Terra di Canaan? 
Gli studiosi hanno punti di vista un pò diversi: i. André Lemaire fa notare come attualmente vi siano due ipotesi estreme per la nascita o meglio la formalizzazione scritta, dell´alfabeto: diciamo che si viaggia dal 2000 a.C. (Medio Regno in Egitto) al 1300 a. C. (Nuovo Regno in Egitto), con alcuni capisaldi intermedi. Tra questi Lemaire assume, come ipotesi di lavoro, il periodo della dominazione Hyksos in Egitto, cioé dei faraoni asiatici di origine semitica che dominarono la regione del delta durante il XVII secolo a.C.  Per diverse ragioni, tra cui lo strapotere Egizio dell´epoca che vedeva questa modalitá di scrittura come appartenente agli Asiatici (una costante minaccia e fortemente denigrati), la diffusione della cultura scritta alfabetica non fu esplosiva all´inizio; durante il periodo di Amarna, i “signorotti” locali del vicino Oriente furono perfino costretti a ricorrere all´accadico per comunicare con i dominatori Egiziani. Iscrizioni trovate a Lachish indicano che durante il secondo millennio furono i sacerdoti dei templi locali a preservare e sviluppare l´uso dell´alfabeto cananaico dell´etá del Bronzo“perhaps so as to express a certain specific religious and cultural tradition” (2). Con la cosiddetta “catastrofe dell´etá del bronzo”, la caduta dell´impero Ittita e l´eclisse momentanea di Assiri ed Egizi, l´alfabeto prende invece un impeto inarrestabile con i regni semitici nord-occidentali (Fenici, Filistei, Israeliti ecc.). 
ii. Goldwasser fa notare l'assenza di iscrizioni nel nuovo alfabeto semitico proprio ad Avaris, la capitale egiziana degli Hyksos: la giustifica col fatto che il nuovo alfabeto fosse un fenomeno nato ai margini della società, nelle miniere del Sinai, mentre gli uomini della capitale preferirono adottare il ricco sistema scrittorio egizio. Una spiegazione che lascia dic erto molte perplessità:  Orly Goldwasser pensa, in sintesi, che gli scrittori in proto-sinaitico di Serabit-el-Khadem abbiano scopiazzato i geroglifici non sapendoli leggere correttamente, inventandosi così  un modo "democratico" di scrivere. iii. Rollston invece ha un’ opinione opposta: sostiene che li sapevano leggere eccome e che inventarono deliberatamente un sistema di scrittura-che ci rimane in gran parte sconosciuto- a carattere elitario e sacrale. La discussione ovviamente continua e difficilmente si giungerà ad un punto di convergenza: perchè una cosa è certa, e cioè che i Cananei erano ben riservati e criptici! Tant'è vero che i documenti in proto-sinaitico e proto-cananaico non mettono ancora d'accordo nessun epigrafista, quanto a lettura. La Sparks fa anche un tentativo di sistematizzare in modo quantitativo l'analisi delle lingue presenti in essi (fig. 3): l' accadico, la lingua franca del II millennio, è in realtà paragonabile ell' egiziano nell' Età del Bronzo Medio e ne viene surclassato nel Bronzo Finale. Ma tutte le lingue del momento sono rappresentate nella Terra di Canaan.   

Fig. 3 (si veda la tabella 1 per i la cronologia)

Il periodo cui la Sparks fa riferimento è indubbiamente quello che ha fornito i documenti alfabetici più terribili da decifrare e con ancora un forte carattere pittografico (3b,c).

Uno degli ultimi pubblicati è una coppa con beccuccio (beccuccio che si è perso) dalla tomba  1109 di Tell el-‘Ajjul (fig. 4); altri li trovate ai rif. 3b e 3c. 

Figura 4. La coppa di Tell el-‘Ajjul pubblicata da Hamilton nel 2010 (dal rif. 1): Ceramic spouted cup (spout now missing) from Tell el-‘Ajjul Tomb 1109, with painted Proto-Canaanite ownership inscription reading: ‘this (belongs) to Yrṣ’, (the) Can[aan]ite’ (Hamilton 2010: 107; UCL Institute of Archaeology Collections EXIII.115/1).

Ci sono poi decine e decine di scarabei che per alcuni sono "decorati" con pseudo-geroglifici, geroglifici equivocati, pseudo-scrittura, per altri recano invece una sofisticata crittografia amunica (3d). Ma la Sparks è un osso duro e si rende ben conto che quella non era una terra di illetterati: c'erano scuole scribali, coma ad Hazor, dove si insegnavano diversi sistemi di scrittura e diverse lingue; ci sono prove di una scrittura legata all' amministrazione, ma quello che più spicca è la scrittura votiva, è la religiosità degli scribi che rimane per lo più inaccessibile alla nostra comprensione. E c'era l' uso di oggetti per esprimere concetti, come i frequentissimi amuleti a forma di geroglifici egizi sacrali (tab. 3). E tanti, tanti marchi la cui natura ed il cui significato sfuggono, ancora oggi: come quelli, innumerevoli, sui lingotti oxhide (3e) per i quali abbiamo visto che la Kaiser suggerisce che siano scritti usando proprio il codice criptato dei Cananei del II millennio a.C. (4). Ciò significa che non solo c'erano scuole scribali ma che avevano fatto anche scuola. 

Tabella 3: The comparative frequency of Egyptian hieroglyph-shaped amulets according to context type (based on data from McGovern 1985: 125–259, and James and McGovern 1993) (dal rif. 1)

Che scuole scribali vi fossero è chiaramente svelato dall' abbecedario di Izbet Sartah del 1200 a.C. (un sito poco lontano da Aphek): uno dei documenti più straordiari della storia della scrittura alfabetica (5). 
Eppure l' essenza della scrittura cananea sfugge ancora agli studiosi, così come la profonda religiosità criptica di questi popoli che abitavano nel Sud-Levante nel II millennio: alcuni studiosi, alla disperata, si rifugiano nel fenicio standard e presuppongono i soliti "primi vagiti alfabetici" (per me assurdamente, perchè un sistema scrittorio esiste o non esiste, non ci sono vie di mezzo), altri si interrogano sul fenomeno e si rispondono "ne sappiamo troppo poco". 
Non sta a me, o forse sì, ricordare quanto la scrittura della Sardegna arcaica sarebbe d'aiuto per elucidare il fenomeno "Canaan del II millennio a.C.". 

A questo proposito, vorrei spostarmi per un secondo un pò più a nord, a Ugarit, l' hot spot degli scribi del II millennio a.C. , dove si parlava e si scriveva in accadico, ugaritico, sumerico, ittita, luvico, egizio, cipro-minoico e hurrita. Lì l' alfabeto proto-sinaiticoo venne re-inventato in cuneiforme, e qualche volta si trovano delle scritte in mix: come ad esempio in una delle scritte che testimoniano la presenza in città degli Shardana, scritti trtnm (figura 6) (6). Qui la scritta è in alfabeto cuneiforme ugaritico, ma viene straordinariamente inserita una A  in cuneiforme sillabico accadico: bello no?  
Fig. 6

1. Sparks, R. T. 2013. Re-writing the Script: Decoding the textual experience in the Bronze Age
Levant (c.2000–1150 bc). In: Piquette, K. E. and Whitehouse, R. D. (eds.) Writing as Material
Practice: Substance, surface and medium. Pp. 75-104. London: Ubiquity Press.
2. André Lemaire, The Spread of Alphabetic Scripts (c. 1700-500 BCE), Diogenes, 2008, 218: 45–58
3.  A. Belladonna, http://monteprama.blogspot.it, a. Le fortune del proto-sinaitico: i primi passi. 25.06.2013; b. I primi passi del proto-cananaico, 13.06.2013; c. Quando i Cananei rilessero i geroglifici. E si re-inventarono la scrittura,  23 GENNAIO 2014 (rewind dal 23 agosto 2010); d. Gli scarabei sigillo della Sardegna e la scrittura segreta del Dio nascosto, 26 OTTOBRE 2013; e. Lingotti oxhide: la banca dati dei marchi, 10 OTTOBRE 2013
4.  A. Kaiser, Copper Oxhide Ingot Marks: A Database And Comparative Analysis database, Master of Arts thesis, Cornell University, 2013
5. Sass, B. 1988. The Genesis of the Alphabet and Its Development in the Second Millennium B.C., Ägypten und Altes Testament 13. Wiesbaden:Harrasowitz
6. M. Dietrich e O.Loretz, Die Schardana in den teste von Ugarit, 1972, Festschrift H.E. Stier zum 70 Gebr., pp. 39-42.