mercoledì 28 maggio 2014

Le acque dolci del deserto

Cosa avrebbe pensato Giovanni il Battista di questo festoso battesimo collettivo? Siamo ad una delle cascate e cascatelle del Wadi David, nel parco naturale di Ein Gedi e specificamente nella riserva. 
La riserva si estende sulle pendici sabbiose e rocciose che scendono dall' altopiano del deserto della Giudea (200 metri sul livello del mare) verso il Mar Morto che si trova a -423 metri. Le quattro fonti d'acqua della riserva (David, Arugot, Ein Gedi e Shulamit) vengono rifornite dalle acque invernali che scendono dalle montagne della Giudea e si raccolgono in una sotterranea riserva tabulare  d'acqua. La quale fornisce 3 milioni di metri cubici d'acqua per anno. Le acque della fonte di David si raccolgono nel Wadi David e i pendii scoscesi generano una miriade di cascate e cascatelle: quella che vedete nella foto è una delle più grandi e tra le più facilmente raggiungibili. Lì si raccoglie una folla festosa: a turno si va sotto la cascata a farsi una doccia rigeneratrice.
Dopo aver scarpinato da -400 a +100 metri sul livello del mare, sotto un sole bollente,  per arrivare alla fonte di Ein Gedi ed al tempio calcolitico adiacente (delle robe! ve ne racconterò), mettersi sotto quella cascata (sulla via del ritorno) è stato a dir poco divino. Incredibilmente, la folla non disturbava, perchè tutti erano allegri e vitali. Un' esperienza insolita, ma stupenda: molto più "divina" se me lo consentite, che assistere alle discussioni tra sacerdoti di diverse confessioni cristiane, dentro la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. 

Verso l' alto, nella riserva di Ein Gedi
L'incredibile paesaggio semi-desertico. 

La struttura centrale nell'area templare di Ein Gedi, risalente al IV millennio a.C.: si trova 500 metri sopra il Mar Morto (che si vede sullo sfondo)

Un cascata al Wadi David: finalmente un pò di fresco!