mercoledì 11 giugno 2014

Pozzi quadrati qua e là nel Mediterraneo (e oltre)

Sarà perchè li costruivano in legno (1), sarà perchè non hanno fatto breccia per qualche motivo, sarà per altro: ma trovare pozzi a pianta quadrata o pozzi circolari circondati da un elemento quadrato (che è poi la caratteristica di quello di Mistras (2): non dimentichiamoci che dall' alto è un cerchio dentro un quadrato, anzi teniamocelo bene in mente), mica è poi tanto facile. E non solo in Sardegna, dove forse il più celebre pozzo quadrato è quello dell'ipogeo di San Salvatore. Premetto a questa brevissima indagine, fatta con nulle nozioni di architettura, un paio di mie osservazioni sul pozzo di Mistras (2) (post che, tra le altre cose, ha stracciato tutti i record di ascolti).

1. A differenza di Gigi e degli altri io non ho visto neppure per un secondo una data, guardando la foto di Stefano: sarà per una mia carenza, non dico di no, ma a parte l'asta (che peraltro somiglia appunto ad un'asta, quindi perchè non a una I o una di quelle aste che si facevano per imparare a scrivere?) e il segno nove-simile o beth-simile, io proprio non riesco a vedere nè un 4 nè tanto meno un 2 o un 9 che siano convincenti nei segni che seguono;

2. sempre guardando la foto di Stefano, vedo dei segni qua e là nella cornice-non tutti quelli che ha trascritto Gigi, ma la maggior parte- che non sono certo in relazione ad una presunta data che tra parentesi non ho ancora ben capito quale dovrebbe essere-per via del punto 1. E francamente quando si guarda un oggetto gli elementi occorre guardarli tutti; e non c'è bisogno di essere nè architetti, nè archeologi, nè storici per capire questo semplice concetto logico;

3. Qualcuno ha parlato di pozzo medievale, precisamente romanico: per mia natura sarebbe mio desiderio vederne almeno uno fatto così di quell'epoca, e che riporti tutti gli elementi che si vedono in questo pozzo: vale a dire i. la particolare forma dei conci che formano la ghiera quadrata; ii. il loro incastroiii.il fatto che la ghiera quadrangolare circondi un pozzo circolareiv.il fatto che i lati siano orientati ai 4 punti cardinaliv.la scrittura lungo tutta la ghiera; vi.la stazza notevole del pozzo. 
Anticipo subito che io, nella mia breve ricerca, non ne ho trovato neppure uno che abbia tutti questi elementi; 

4. questione datazione e solite urla di falso: su queste questioni non mi fido di nessun occhiometro, ma se questo pozzo è considerato interessante (come pare abbiano detto le due archeologhe che lo hanno visto, Anna Ardu e Carla Del Vais- senza peraltro specificare il perchè) allora lo si analizzi: i metodi chimico-fisici e paleobiologici ci sono, quindi lo si faccia; per esempio si analizzino i licheni dentro l'incisione, si evinca la loro possibile età, si analizzi quanto, quando e come siano rimasti inglobati nelle incisioni stesse. Insomma non si vada per plausibilità -che è il criterio meno scientifico e oggettivo che io conosca-ma si vada per dati verificabili. E si ricordi che quella è una zona particolare, perchè attorno ci sono acque non proprio dolci ed anche questo va considerato analizzando licheni e compagnia, e la loro velocità di crescita;

5. questione 2010 o 2013: questo fatto l' ho trovato a dir poco patetico, e ognuno o ognuna dovrebbe per se stesso/a sapere come stanno le cose e se ha detto o meno la verità. Se dovessi esprimere un'opinione, per quel che vale, non posso credere che quel pozzo-anche per la sua notevole stazza-fosse ignoto all'archeologia, che si sta da anni ormai concentrando su Mistras per trovare l'agognato porto fenicio-punico e l'annesso emporio (ovviamente ignorando come se non esistesse neppure, l' imponente nuraghe Angios Corruda del curvone stradale, a circa 650 m dal pozzo): io credo che alcuni archeologi lo conoscessero, forse proprio dal 2010 o forse già da prima. Va bene avere la vista corta, ma caspiterina! Inoltre i beni storico-archeologici sono di tutti: mentire su di essi, soprattutto da parte di un professionista, non è accettabile-da qualunque parte si guardi la questione. 

6. I siti nuragici del Sinis di Cabras non sono stati scavati, se non in parte il sito di Murru Mannu all' interno del perimetro di Tharros; vista la particolarità della regione, che ha restituito-incidentalmente-le statue di Monte Pramachi tuona che quello non può essere un pozzo nuragico o di ascendenza culturale nuragica, dovrebbe a mio parere usare maggiore prudenza e magari usare il condizionale; visto che di infallibile c'è ne è solo Uno e che la scienza vive di dati-non di convincimenti a priori nè tantomeno di modelli immutabili. 

Qui finiscono le mie osservazioni personali sulla vicenda, e passo senz'altro alla mia piccola carrellata-per alcuni aspetti divertente, per altri aspetti interessante-soprattutto la configurazione del pozzo quadrato nell'area sacra del Kothon a Mozia; pozzo che ha i vertici rivolti verso i 4 punti cardinali ed un pozzo rotondo nelle immediate vicinanze (vide infra). 

L'indagine (parte prima)

Andando a memoria-cosa che non va mai troppo bene, ma tant'è- mi viene in mente una cosa piccola che ho visto su Tharros Felix 4, dal sito prenuragico e nuragico di Sa Osa (fig.1) (3). 

Fig. 1. Da:  USAI A. 2011, L’insediamento prenuragico e nuragico di Sa Osa - Cabras (OR). Topografia e considerazioni generali, in MASTINO A., SPANU P. G., USAI A., ZUCCA R. (a cura di), Tharros Felix 4, Roma, pp. 159-185.

A. Usai scrive: [..]Diversamente dai veri e propri pozzi per approvvigionamento idrico, più stretti e profondi, esso doveva essere fin dall’inizio un silo, cioè una riserva di cibo [..]Diversamente dai pozzi più profondi, in questo caso la falda acquifera non affiora, per cui non si sono conservati altri possibili resti organici. Il pozzetto K ha restituito una certa quantità di frammenti ceramici, che singolarmente e nel complesso richiamano altri contesti riferibili al Bronzo Finale terminale o agli inizi della Prima Età del Ferro; particolarmente significative sono le tipiche fogge oristanesi di scodelloni, scodelle e ciotole, boccali, olle e brocche con ansa decorata a tacche o a punti impressi[..]. (3).

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Sara Cappellini, nella sua tesi di laurea, ci parla invece di un "borgo nuragico con pozzo quadrato", segnalato dal Contu dopo gli scavi del 1948 a Domu de Orgia (pg. 72). (fig. 2) (4). Non ho una foto, mi dispiace. Forse occorre pescare la pubblicazione originale: E. Contu, 1948, "Esterzili (Nuoro). Edificio megalitico rettangolare di Domu de Orgia in località Cuccureddì, in Studi Sardi, VIII fasc. I-III, Sassari, pp. 313-317.



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L'amica Amira ci segnala una cosa sibillina e quasi del tutto  inesplorata: un pozzo presso il nuraghe Campu di Narbolia (loc. Su Pranu) (fig. 3). Di cui si scrive (mio il grassetto): Strutture relative a pozzo circolare a sezione tronco - conica, fabbricato in grossi massi basaltici sovrapposti in filari. Esternamente si presenta con una costruzione quadrangolare fabbricata in lastrine litiche e cemento, affiancata ad un abbeveratoio di forma rettangolare realizzato con i medesimi materiali e con la stessa tecnica. Il pozzo è costituito da 9 - 10 filari di blocchi basaltici sovrapposti, il primo dei quali poggia direttamente su un incavo circolare realizzato sulla roccia viva. All'interno di questo è presente l’acqua che ancora oggi riempie la struttura sino ai primi filari. Il pozzo non presenta caratteristiche che possano suggerire una datazione certa ed è stato sistemato, nella sua parte esterna, in tempi recenti, ma la prossimità con il nuraghe Campu e con la connessa area abitativa, non permette di escludere una sua origine antica.

Fig. 3. Il pozzo circolare inglobato entro una struttura quadrata, sicuramente riparato/rimaneggiato in tempi recenti, con dettagli ignoti (non è chiaro se in origine vi fosse una struttura quadrata attorno al pozzo rotondo o se questa sia totalmente nuova o....non si sa). 

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Alessandro Usai ci presenta ancora un pozzo da Sa Osa, con un tocco di quadro (fig. 4) : ma non illudiamoci che ci dia soddisfazione! Sicuramente più recenti dell’età nuragica sono il pozzetto L, che ha restituito solo pochi frammenti di ceramica invetriata medievale, e il pozzo M. Questo, scavato in parte nell’arenaria e in parte nei depositi nuragici sovrastanti, era rivestito internamente da un’incamiciatura muraria e aveva l’imboccatura rettangolare chiusa da una ghiera formata da quattro lastre in arenaria, squadrate e con incastri, di aspetto medievale o moderno; non ha potuto essere indagato fino al fondo per ragioni di sicurezza e non ha restituito reperti. (3)


Fig. 4: il pozzo M dal sito nuragico di Sa Osa, che Usai ritiene di epoca medievale o moderna  (3)

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Gli scavi nell'area sacra di Mozia (Sicilia, isola di San Pantaleo) hanno rilevato l' esistenza di un pozzo quadrato (P. 1660), nelle immediate adiacenze di un pozzo rotondo. Entrambi si trovano all' interno dell'area sacra del Kothon, non lontano dal tempio (5) (fig. 4a). 
Fig. 4a: il pozzo rotondo e quello quadrato nell' area sacra di Mozia (5).

[..] Il pozzo sacro P.1660.  Poco più di un metro a est di P.2927 venne scavato il pozzo P.1660, collegato alla stessa falda del precedente ad una profondità di circa – 1, 5 m. Il pozzo P.1660 fu in uso almeno dal VII secolo a.C., ma, molto probabilmente anch’esso fu scavato già nell’VIII secolo a.C., come indicano la quota dell’imboccatura e la stratigrafia del taglio.  L’imboccatura del pozzo P.1660 fu poi ricostruita nella Fase 5 (550‐470 a.C.) impiegando quattro grossi blocchi parallelepipedi di calcarenite posti di taglio delle dimensioni di 0,46 x 0,23 x 0,75 m a formare un’imboccatura quadrata con gli angoli orientati secondo i punti cardinali (5).

Fig. 4b: Da: L. Nigro, Alle origini di Mozia: stratigrafia e ceramica del Tempio del Kothon dall'VIII al VI secolo a.C., n L. Nigro (ed.), "Motya and the Phoenician Repertoire between the Levant and the West, 9th - 6th century BC. Proceedings of the International Conference held in Rome, 26th February 2010" (QFAP V), Roma: Missione Archeologica a Mozia 2010, pp. 276
Ricordo che nella stessa area sacra furono rinvenute due frammenti di brocche nuragiche (fig. 4b) e 4c) riportabili all'epoca dei pozzi di figura 4a, nonchè cucchiai e lucerne nuragiche (fig. 4d). Si veda questo post. 

Fig. 4c. Da:  Da: F. Spatafora, Indigeni e Greci negli emporia fenici della Sicilia occidentale, XVII International Congress of Classical Archaeology. Meetings Between Cultures in the Ancient Mediterranean (Roma 22-26 settembre 2008), in “Bollettino di Archeologia” on line I 2010/Volume speciale, Session: Identità e multiculturalità nella Sicilia di età coloniale (VIII-IV sec. a.C.), pp. 34-46.

Fig. 4d: Da: F. Spatafora, Indigeni e Greci negli emporia fenici della Sicilia occidentale, XVII International Congress of Classical Archaeology. Meetings Between Cultures in the Ancient Mediterranean (Roma 22-26 settembre 2008), in “Bollettino di Archeologia” on line I 2010/Volume speciale, Session: Identità e multiculturalità nella Sicilia di età coloniale (VIII-IV sec. a.C.), pp. 34-46.

Evidentemente a Mozia i pozzi quadrati andavano abbastanza di moda: perchè esiste anche una "Casa del pozzo quadrato" (fig. 5), da poco scoperta: alcuni rinvenimenti dall' interno del pozzo, sono stati perfino presentati a Sulcis 2013 da E. Gallo.

Fig. 5: la "Casa del pozzo quadrato" a Mozia. Immagine da questo sito

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Bene, finora ad incastro con le pietre fatte come quello di Mistras non si può certo dire che io ne abbia trovato molti- nè antichi nè medievali nè recentissimi. Mi è andata bene solo con ..il Giappone tradizionale, ma ammetto che non è certo di grande aiuto. Però è carina come cosa (fig. 7)!


continua (forse)

(1) A. Belladonna, Antichi pozzi di legno nell' Europa centrale. Cioè, antichissimi, 5 GIUGNO 2014, monteprama.blogspot.it
(2) G. Sanna & S. Sanna, Mistras di Cabras. Il magnifico pozzo (באר) sacro scritto di Yabal Yan'a Toro della Luce, 4 GIUGNO 2014, monteprama.blogspot.it
(3) USAI A. 2011, L’insediamento prenuragico e nuragico di Sa Osa - Cabras (OR). Topografia e considerazioni generali, in MASTINO A., SPANU P. G., USAI A., ZUCCA R. (a cura di), Tharros Felix 4, Roma, pp. 159-185.
(5) Lorenzo Nigro, Federica Spagnoli, Alle sorgenti del Kothon. Il rito a Mozia nell’Area sacra di Baal ‘Addir - Poseidon. Lo scavo dei pozzi sacri nel Settore C Sud-Ovest (2006-2011) ( Quaderni di Archeologia Fenicio-Punica, Colour Monograph 02), Roma 2012
(6) Renata Šoštarić, Antun Alegro, Vladimir Hršak, Zvjezdana Stančic and Hansjörg Küster, Plant Remains from an Early Iron Age Well at Hajndl, Slovenia, Coll. Antropol. 33 (2009) 4: 1295–1301