lunedì 21 luglio 2014

ALLA RICERCA DI UN CALZINO SPAIATO Ovvero, del perché Coracodes ha questo nome.

di Sandro Angei

Il porto di Cornus, che finalmente è stato ubicato proprio nell’arco di S’Archittu,  com’è ben spiegato in questo sito: http://www.sarchittu.net/tempi.html, cela ancora  un segreto. Per quale motivo il porto di Cornus era chiamato Coracodes limen?
Massimo Pittau, ci spiega la glossa in termini di radici greche del nome, che a suo dire significa letteralmente “porto a forma di becco di corvo”. Dal punto di vista linguistico nulla da eccepire, ma… si ferma qui.
Ora immaginiamoci la scena del primo mercante greco che approda e per tanto vede per primo il porto di Cornus dal mare e chiede al capitano della nave: “Comandante che porto è questo?” Quello gli risponde tronfio “Il porto di Coraš”.

L’altro guarda l’arco che gli si para davanti, mentre la nave si avvicinava alla costa e fatte le debite deduzioni replica “Già, è evidente che si chiami Corax, ha la forma della testa di un corvo!” Il comandante lo guarda stranito, poi gli si accende la lampadina e pensa “Però che acume questo greco!” Da allora in poi il porto di Coraš si chiamò Coracodes limen, perché in questo modo era facilissimo da individuare anche al marinaio che vi approdava per la prima volta, memore della fama di quel nome.
Questa potrebbe sembrare una storiella per bambini, ma non lo è.
Cerchiamo il perché di questo nome.
Queste sono immagini che raffigurano un corvo.


E queste sono delle fotografie di S’archittu, scattate dalla costa che dà sul mare aperto.



Qui ho evidenziato il contorno che l’arco disegna con le ombre. Le prime due immagini sono con due contorni differenti sulla stessa fotografia e ambedue assomigliano alla testa di un corvo.

Sarà per questo che il porto di S’Archittu fu chiamato Coracodes?