martedì 12 agosto 2014

Il porto perduto delle piramidi

Da: Mark Lehner, The  Heit el-Ghurab site reveals a new face: The lost port city of the pyramids, AERAGRAM Newsletter, 2013, 14 (1), 2-7

Heit el-Ghurab, la città dei costruttori di piramidi di Giza del III millennio a.C.: ci sono, dopo la campagna di scavi del 2013, solide evidenze per la presenza di un porto fluviale: un lungo taglio nella pianura alluvionale che fiancheggia il canale odierno del Nilo,  taglio oggi riempito di argilla e detriti. 

Il cosiddetto "muro del corvo", formava il confine meridionale dell'area di carico-scarico. 
E' chiaro che i lavoratori della città, fondata durante la IV dinastia o "Età dell'Oro" (2613-2494 a.C.), e le maestranze, avevano bisogno di merci a non finire: pietre, ma anche sussistenza alimentare. E disponevano di grandi quantità di materiale di importazione dal Vicino Oriente, testimoniato da ritrovamenti archeologici: soprattutto ceramica a pettine, giare che probabilmente contenevano resine, olio o vino, legname da costruzione (in primis il cedro del Libano) e da combustione. La cosiddetta Rotta di Byblos, che assicurava il prezioso legname rinvenuto praticamente in ogni parte delle "gallerie" di  Heit el-Ghurab e nelle mastabas di Giza. 

Esempi di ceramica a pettine importata durante la IV dinastia egizia dal Vicino Oriente. Da: Mark Lehner, The  Heit el-Ghurab site reveals a new face: The lost port city of the pyramids, AERAGRAM Newsletter, 2013, 14 (1), 2-7


Il complesso di gallerie a Heit el-Ghurab, la cittò degli operai costruttori di piramidi a Giza. Da: Mark Lehner, The  Heit el-Ghurab site reveals a new face: The lost port city of the pyramids, AERAGRAM Newsletter, 2013, 14 (1), 2-7

Ma come e dove era effettivamente questo porto? Vi sono evidenze pregnanti per la sua esistenza? L'autore promette di mostrare evidenze di infrastrutture portuali  nel prossimo numero di Aerogram Newsletters