lunedì 4 agosto 2014

Niente sesso, siamo inglesi

Senusret I (1971-1926 a.C., XII dinastia), durante il festival Sed davanti al dio Min. Da: Petrie, William Matthew Flinders, 1896 Koptos. London: Quaritch. (With a chapter by D. G. Hogarth.). Si noti la didascalia strategicamente posta davanti al fallo del dio Min. 



The Ithyphallic god Amun-Min with Senusret I

View of the Interior of the White Chapel
La "cappella bianca" a Karnak, mostra il re Senusret I davanti al dio Amun-Min (forma itifallica di Amun) Da questo sito: http://www.touregypt.net/featurestories/whitechapel.htm.  Si noti la forte simbologia fallica: il dio, l'offerta portata dal re, l'abnorme protuberanza sul davanti del gonnellino-grembiule del re stesso. 

Quando Petrie pubblicò il libro Koptos, in epoca vittoriana (era il 1896), non pubblicò disegni delle colossali statue (forse del dio Min) oggi all'Ashmolean Museum di Londra, ma si limitò a descriverle in modo talmente pudico da fare oggi sorridere: "The arms are rudely formed, about half projecting from the surface of the figure. The left hand is in the usual attitude of Min ; the right hand is not raised with a whip, as in the figures of historic times, but hangs down the side; the fingers are clenched, and a hole is drilled through the hand, as if for hanging something to it." Da: Petrie, William Matthew Flinders, 1896 Koptos. London: Quaritch. (With a chapter by D. G. Hogarth.), pg. 7. 


Da: De Trafford, A. & Tassie, G. J. 2009. Eroticism and sexuality in Old Kingdom Egypt

La morale vittoriana fece sì che Petrie non nominasse mai nel libro la parola fallo o pene: si arrivò a coprire maldestramente il fallo eretto del dio Min (come nella prima figura) o addirittura a "tagliarlo" come qui sotto. 

Il dio itifallico Amun-Min o Min (riconoscibile dalla caratteristica posizione della mano destra) da epoca romano-tolemaica . Dalla tavola XXII di Petrie, William Matthew Flinders, 1896 Koptos. London: Quaritch. (With a chapter by D. G. Hogarth.).

La ricerca sui simboli e segni fallici dell'Antico Egitto è rimasta ancora oggi in stallo e una ricerca di nicchia. Eppure fin dall'inizio e dai primi faraoni l'impronta fallica marca tutta la cultura religiosa egizia: eclatante è la scrittura del nome del faraone Kakau (Egitto e Sardegna: da quanto tempo? I parte, 19 GIUGNO 2013). Si ricordino inoltre le raffigurazioni itifalliche del verde "dio Terra" GEB.  

Dettaglio del papiro funerario di Tameniu o Tameni, British Museum: il dio Terra Geb la dea Cielo Nut. Si noti il colore verde tipico di Geb. (III periodo intermedio XI-VIII sec. a.C.)

(continua)