venerdì 1 agosto 2014

Pillole alfabetiche:ḥet

Dopo la zayin, ecco la ḥet: anche questa lettera, che diverrà la nostra H, pur avendo un suono più gutturale e aspirato, ha una storia duplice negli alfabeti semitici: nel proto-sinaitico è in genere simile geroglifico egizio per "stoppino da candela"; nel proto-cananaico somiglia ad una palizzata, una scaletta o uno scatolotto con cassetti. 
1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

Nr. 8 La lettera ḥet, h enfatica. Non è chiaro il significato della lettera in semitico arcaico (1). Alcuni autori propongono la lettura ḥa = matassa di filo (1).




Sin,  esempi di ḥet dalle scritte alfabetiche delle miniere di turchese di Serabit-el-Khadim del Sinai (prima metà del II millennio a.C.). Dx, in alto: geroglifici egizio precursori/collegati alla lettera semitica ḥet. Da Goldwasser, Orly,  2006, Canaanites Reading Hieroglyphs. Horus is Hathor? - The Invention of the Alphabet in Sinai, Egypt and the Levant, Ägypten und Levante 16, pp. 121–160. 
La forma a scaletta, palizzata, o scatolotto della ḥet è già presente nel proto-sinaitico, e si collega forse con alcune varianti grafiche del geroglifico O42, che indica la palizzata attorno ad un luogo sacro., Da: Gordon J. Hamilton, "A proposal to read the legend of a seal-amulet from Deir Rifa, Egypt as an early West Semitic alphabetic inscription" (Journal of Semitic Studies, 54, 2009, 51-79. 


E' chiaro il legame con il geroglifico O4, identico alla forma del proto-sinaitico e con suono molto simile (vedi anche la lettera He). Molto meno evidente, soprattuttto in alcune forme molto arcaiche (vide infra) il legame con il geroglifico O42.





La lettera egizia omofona. In egiziano vi sono diversi suoni monoconsonantici simili: si ritiene che il più simile alla ḥet semitica sia il geroglifico V28.

Evoluzione. Nella terra di Canaan, origine dei minatori del Sinai, la ḥet si evolve in modo non lineare, da una forma definita a "scala" per poi passare ad una sorta di scatolotto bipartito, fino ad un segno simile alla nostra H o all'attuale # dei telefonini. 

L'evoluzione della lettera ḥet dal II al I millennio a.C. (Da: Life in Biblical Israel, Philip J. King, Lawrence E. Stager Westminster John Knox Press, 01/gen/2001) 

Anomalie del proto-sinaitico "fuori dal Sinai" e del proto-cananaico. 
Tra i documenti del "proto-sinaitico fuori dal Sinai" ne esiste almeno uno, dal cuore dell'Egitto (Deir Rifa), che presenta una ḥet di tipo proto-cananaico: Hamilton la paragona all'attuale # dei telefonini e computer. 


Amuleto di Deir Rifa (Egitto). Hamilton legge l'accostamento ḤZ (da destra a sinistra) come "veggente, indovino". La freccia rossa indica la ḥet. Da: Gordon J. Hamilton, "A proposal to read the legend of a seal-amulet from Deir Rifa, Egypt as an early West Semitic alphabetic inscription" (Journal of Semitic Studies, 54, 2009, 51-79. 

Tra i documenti in proto-cananaico pubblicati di recente da Lemaire, ne esiste uno dove la ḥet assume una forma più complessa rispetto all'usuale "scaletta" o "scatolotto" bipartito: Lemaire la definisce a "palizzata".  
Particolare di ascia in bronzo; provenienza ignota, tentativamente datata al XVII sec. a.C. Da:  A. Lemaire, FROM THE ORIGIN OF THE ALPHABET TO THE TENTH CENTURY BCE: NEW DOCUMENTS AND NEW DIRECTIONS, in: New Inscriptions and Seals Relating to the Biblical World,  edited by Meir Lubetski, Edith Lubetski, Society of Biblical Literature , pp.1-20; Dx., la placca di Shechem; da:Sass, B. 1988. The Genesis of the Alphabet and Its Development in the Second Millennium B.C., Ägypten und Altes Testament 13. Wiesbaden:Harrasowitz

Alfabeto cuneiforme di Ugarit (XIV-XII sec. a.C. circa). 
La ḥet  ugaritica somiglia vagamente ad un quadrifoglio. Quest'ultimo aspetto è ancora più evidente nella forma "breve" dell'lafabeto cuneiforme ugaritico, utilizzata in Palestina.
La lettera ugaritica ḥet (alfabeto lungo)

La lettera ugaritica ḥet (alfabeto breve, doc. KTHST 6.1)

La Sardegna. Nei documenti nuragici la ḥet assume forme  del  proto-cananaico, fenicio arcaico, e ugaritico. Non è attestata finora la forma a "stoppino di candela" del proto-sinaitico.

1. Goldwasser, Orly,  2006, Canaanites Reading Hieroglyphs. Horus is Hathor? - The Invention of the Alphabet in Sinai, Egypt and the Levant, Ägypten und Levante 16, pp. 121–160


Per saperne di più: