giovedì 14 agosto 2014

Sardegna e Cipro

Fig. 1. 1) Olla a colletto con anse a gomito rovescio da Pyla-Kokkinokremos (Cipro); 2) Olla a colletto con anse a gomito rovescio di bronzo da Mura Pitzinna-Bonorva (Sassari); 3) Ansa a gomito rovescio di bronzo da Abini-Teti (Nuoro) (dal rif. 1). Si veda anche:  Vaso nuragico a Pyla-Kokkinokremos, fine XIII sec. a.C., 8 GIUGNO 2013;  Foto del giorno: frammento di vaso nuragico ritrovato a Pyla-Kokkinokremos (Cipro), 2 NOVEMBRE 2013; L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna: ce ne parleranno?, 23 AGOSTO 2013

Sebbene il vasetto ci sia stato restituito in pochi frammenti e completato con una ricostruzione virtuale, Fulvia Lo Schiavo non ha dubbi: [..]Il vaso nuragico a collo con anse a gomito rovescio da Pyla-Kokkinokremos (Cipro). Una delle scoperte più sensazionali e significative di questi ultimi anni nel quadro delle interconnessioni mediterranee è quella del rinvenimento di ceramica d’impasto nuragica nel corso di scavi archeologici in un sito della costa sudoccidentale di Cipro: Pyla-Kokkinokremos [..] Il vaso, ancorchè ricostruito digitalmente da pochi frammenti mediante un procedimento virtuale altamente sofisticato è perfettamente riconoscibile e tipologicamente inquadrabile: infatti, il più significativo dei frammenti rinvenuti è quello di un’ansa tipica della Sardegna nuragica che per la sua forma viene definita «ansa a gomito rovescio» e si ritrova a coppie su vasi a collo, come in questo caso. Fra i confronti tipologicamente più significativi, indicati da Franco Campus e Valentina Leonelli, vi è un esemplare da Brunku Madugui-Gesturi, databile al Bronzo Finale  ed un altro, a corpo ovoide, dal livello d’incendio all’interno della capanna alpha III sull’Acropoli di Lipari; un vaso di bronzo a breve collo espanso con anse a gomito rovescio da Mura Pitzinna-Bonorva è l’esemplare formalmente più prossimo (fig. 1) (1). Un bellissimo vasetto, aggiungo io, quello di Mura Pitzinna. E si inalbera anche un pochino l'archeologa quando il collega Karageorghis scrive che fra i Popoli del Mare (che costruirono il temporaneo sito di Pyla Kokkinokremos) c'erano anche alcuni "rifugiati" sardi: no, dice lei, erano più probabilmente navigatori e mercanti:  Il quadro storico al quale si fa risalire la breve vita del sito di Pyla-Kokkinokremos è di non più di cinquant’anni, fra la fine del XIII e l’inizio del XII secolo a.C. (corrispondente al nostro Bronzo Recente) e la sua distruzione, secondo Karageorghis, può essere stata contemporanea a quella di Tell Kazel in Siria, città «svuotata» alla fine del Tardo Bronzo II e poi «rioccupata» dalla stessa popolazione e in parte anche da un gruppo di nuovi arrivati, portatori di un nuovo stile di ceramica grigia d’impasto (Handmade Burnished Ware). This group may correspond to a first peaceful wave (of Sea People) who pitched their camps in this region some time before the eighth year of Ramses III… The final destruction … may be attributed to a second and larger wave of Sea peoples, who vanquished both the population and country of Amurru. (BADRE, 2006: 93). Prosegue Karageorghis: It is most probable that among the Aegean immigrants there were also some refugees from Sardinia. This may corroborate the evidence from Medinet Habu that among the Sea Peoples there were also refugees from various part of the Mediterranean, some from Sardinia, the Shardana or Sherden. … It is probable that these Shardana went first to Crete and from there they joined a group of Cretans for an eastward adventure. (KARAGEORGHIS, 2011b: 90). L’unica riserva che si avanza, sulla base della ancora esigua evidenza ceramica e dal punto di vista di coloro che navigavano e commerciavano dal lontano Occidente, è che piuttosto che di «rifugiati» si tratti di marinai e mercanti. (1).

Quasi come un'eco, ecco una voce dall'Università di  Glasgow (fig. 2), che ci dice che no, non è lecito sulle basi dei ritrovamenti archeologici, postulare che ci fossero maestri metallurgi ciprioti venuti ad insegnare ai somari nuragici come si tratta il metallo (A. Russell tratta questa ipotesi come una "narrativa", una sorta di favoletta). Nè ipotizzare che i Nuragici fossero andati a scuola di metallurgia a Cipro sulla base del summenzionato vasetto (2). Piuttosto dobbiamo pensare a due aree che condividevano una tradizione d'eccellenza nell'estrazione di rame e produzione di bronzo: 

Fig. 2. Dal rif. 2
Basti paragonare i luoghi di ritrovamento dei famosi lingotti ox-hide con quelli di ritrovamento di elementi di cultura materiale cipriota (fig. 3) (2). E vedere che ci sono più tracce di lingotti ox-hide in Sardegna che in qualunque altro luogo del mondo (fig. 4), di certo non favorisce l'ipotesi che fossero i ciprioti a viaggiare verso ovest, ma piuttosto il viceversa. 


Fig. 3: a sin., luoghi di ritrovamenti archeologici di tipo "cipriota" in Sardegna, a destra di lingotti ox-hide (dal rif. 2). Si veda anche: Lingotti oxhide: la banca dati dei marchi, 10 OTTOBRE 2013


Fig. 4: distribuzione dei lingotti ox-hide nel Mediterraneo (dal rif. 1) 

(1) F. Lo Schiavo, Interconnessioni fra Mediterraneo e Atlantico nell'età del bronzo: il punto di vista della Sardegna, 2013, In: Interacción social y comercio en la antesala del colonialismo María Eugenia Aubet Semmler (coord.); Pau Sureda Torres (coord.), ACTAS DEL SEMINARIO INTERNACIONAL CELEBRADO EN LA UNIVERSIDAD POMPEU FABRA EL 28 Y 29 DE MARZO DE 2012,  pp. 107-134
(2) Russell, Anthony (2011) In the middle of the corrupting sea: cultural encounters in Sicily and Sardinia between 1450 - 900 BC. PhD thesis,   University of Glasgow.