domenica 17 agosto 2014

Una nuova epigrafe etrusca in Sardegna?

di Alberto Areddu

Occuparsi di epigrafia, è risaputo, è assai problematico, specie laddove a questa disciplina si offrano materiali di discutibile origine, che suscitano le ironiche disattenzioni (per poi diventare levate di scudi) degli occhiuti cultori di ambito accademico, che ambiscono a mantenerla sotto il proprio rigido controllo, senza derogare alle variegate gamme di interpretazione che un testo nuovo, spesso, riesce a stimolare presso i non-accademici. Il problema è che poi loro stessi forniscono di quel manufatto, interpretazioni che conflagrano facilmente l'una con l'altra. Ecco che per fare un esempio, dal 1981 vari studiosi, quelli detti volgarmente mainstream, che spesso hanno fatto le pulci agli epigrafisti amateurs (e se non ricordo male a qualcuno di questo sito), hanno finito per fornire variegate interpretazioni su di una epigrafe "comparsa" (termine questo estremamente acconcio al caso) probabilmente agli inizi degli anni '70 in quel di Semestene, o per meglio ubicare, sulla abside della chiesetta di San Nicola di Trullas, che dista due chilometri dal borgo campedino.


 Per primo a occuparsene fu il Pittau che la definì, senza meno, schiettamente etrusca, venne poi Attilio Mastino che la bollò invece come non genuina, astenendosi, a quel che pare, dall' esprimere un'interpretazione, venne poi Giulio Paulis, che vi scorse una profferta amorosa di un qualche incalorito liceale (immondo, su di una chiesa!) a una sua donzella, che evidentemente non consentiva; venne poi recentissimamente Raimondo Zucca, espertissimo di antiquitates sarde, che vi vide una scrittura del tutto recente in italiano (ma non offrì alcuna giustificazione a tale personale interpretazione). Insomma un profluvio di prese di posizione tra loro del tutto inconciliabili fino a che non sono arrivato io. Ci feci un giro circa dieci anni fa a Semestene, mi sogguardai bene l'epigrafe, notai alcuni particolari, ben visibili anche nella foto che vi allego. Lasciai decantare quel testo, finché non fui richiamato ad esso, da un altro testo che trovai in una comune biblioteca. Insomma feci quattro conti, contattai gli autori di due testi sardi, e infine trovai la SOLUZIONE. Soluzione che ho mandato alla rivista Almanacco Gallurese, uscita a giugno, in una veste ahimè un tantinello defraudante: mancano le note e alcuni caratteri sono saltati in stampa (pensate a una "erre" che diventa "pi").  
Chi volesse può leggersi però tranquillamente in versione integrale, il testo relativo all'enigma risolto, su http://www.academia.edu/7784068/Unepigrafe_etrusca_in_Sardegna_Lenigma_di_san_Nicola_di_Trullas . Poi se vuole mi farà sapere il suo punto di vista. 

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