venerdì 15 agosto 2014

Una vecchia ricetta, anzi più vecchia ancora

Quando iniziarono gli antichi Egizi ad avvolgere le loro mummie in teli impregnati di resine imbalsamanti  secondo la ricetta standard? E cioè non seppellendole semplicemente sotto la sabbia bollente del deserto, che faceva sia da conservante che da dessiccante, ma avvolgendole in teli impregnati di resine, olii balsamici e altri strani ingredienti? Finora si credeva che l'uso delle resine nella mummificazione fosse sporadicamente praticato dal 2200 a.C., durante l'Antico Regno e con crescente veemenza durante il Medio Regno (2000-1600 a.C.); e si credeva fermamente nel paradigma che le mummie predinastiche fossero realizzate in modo molto semplice, seppellendo il defunto nelle roventi sabbie del Sahara: e che Madre Natura facesse lei! 

Sin.,  Tomb No. 3538, Badarian Period, Mostagedda. The most convincing depiction of the ‘toffee-like’ (presumed) ‘resin’ was effected in the light microscope (1); Dx, "Calibrated ages for the corrected textile dated samples.The table displays the data corresponding to these probability distributions at 68.2% and 95.4% probability.(1)

Invece non è così: uno studio pubblicato su PlosOne, utilizzando le più moderne tecniche di laboratorio (sia biochimiche che biofisiche e chimico-fisiche) ha portanto indietro la ricetta di 1500 anni: 51 campioni di teli, di provenienza datata e sicura e conservati in un museo, hanno fornito una risposta sicura. I campioni provenivano dal cimitero predinstico di Badari (9) e di Mostagedda (42).
Una curiosità: gli studiosi hanno identificato tra gli ingredienti uno zucchero dell'albero della gomma, ingrediente di cui Erodoto avrebbe scritto 3000 anni dopo, descrivendo il processo di mummificazione. 

(1) Jones J, Higham TFG, Oldfield R, O'Connor TP, Buckley SA (2014) Evidence for Prehistoric Origins of Egyptian Mummification in Late Neolithic Burials. PLoS ONE 9(8): e103608. doi:10.1371/journal.pone.0103608

Per chi legge il tedesco: Ägypter balsamierten Tote bereits vor 5200 Jahren, di  Angelika Franz