sabato 13 settembre 2014

Il porto di Wadi al-Jarf sul Mar Rosso: 4600 anni fa (e ci sono anche dei geroglifici di leoni accovacciati).

Fig. 1: il molo dell'antichissimo porto sul mar Rosso è ancora parzialmente visibile oggi, in condizioni di bassa marea (1)
Tre campagne di scavi dal 2011, e siamo ancora all'inizio (1,2). L'antichissimo porto egizio di  Wadi al-Jarf sul Mar Rosso: probabilmente messo in opera durante il regno di Snofru (2620-2580 a.C.) e utulizzato in particolare durante il regno di re Khufu (2580-2550 a.C.), sì quello della Grande Piramide di Giza e dell'Età dell'oro egizia, e forse anche il papà della sfinge. Per qualche motivo questo porto, 100 km a sud di un altro luogo di ancoraggio (Ayn Sukhna) (fig. 2) fu usato esclusivamente durante la IV dinastia. Sulla riva opposta del Mar Rosso, ad una cinquantina di km, c'era  la fortezza di El-Markha: da lì si raggiungevano le miniere   di rame e di turchese del Sinai, a Wadi Maghara e Serabit-el-Khadem, come attestano innumerevoli iscrizioni in situ attribuibili a questa epoca (2) (fig. 3).

Fig. 2: mappa che mostra la posizione di Wadi-al-Jarf, 100 km a sud di un altro sito di ancoraggio (Ayn Sukhna) (2)

Fig. 3: le rotte delle spedizioni nel Sinai, verso le miniere di rame e turchese di Wadi Maghara e Serabit-el-Khadem (2). 



Le infrastrutture portuali Wadi al-Jarf  si estendono per 6 km dall'interno al mare; da ovest verso est: comprendono una sorgente d'acqua (attuale Deir St. Paul) cui segue un vasto e complesso sistema di 30 gallerie di stoccaggio scavate nella roccia calcarea (fig. 4, zona 1), di cui la più lunga misura 34 m in lunghezza, ognuna con un sistema di entrata (2); adiacente alle gallerie, diverse aree (zona 2-4) di aree abitative e di lavoro (fig.4 e 5), a carattere di accampamento e con ceramisti locali. Procedendo verso est, a metà strada tra gli accampamenti e il porto vero e proprio, si trova un edificio rettangolare di funzione ignota (zona 5, fig. 4). Finalmente, sulla riva del mare, le infrastrutture portuali vere e proprie: un molo a forma di L, quasi interamente sommerso (fig.1 e 4), che si estende verso est per 160 m per poi piegare a sud-est per altri 120 m. E' costruito con blocchi di pietra calcarea e di sassi bianchi presi dai wadi adiacenti, a creare una struttura frangiflutti. 
Fig. 5: l'area abitativa a est delle gallerie  di stoccaggio e ad ovest del porto
Fig. 6: Il deposito di ancore della zona 6 (2)

L'area portuale vera e propria (zona 6) comprendeva anche dei magazzini e un deposito di ancore di pietra (fig. 6).

Il sito sta fornendo non solo importanti informazioni sui sistemi portuali dell'Antico Regno, ma anche sulle modalità abitative e sulle professionalità, sui modi di vivere insomma, durante questa epoca così lontana e così "gloriosa" dell'Egitto (1,2). 

Ognuna delle gallerie della Zona 1 era chiusa da un blocco d'entrata, una sorta di saracinesca (portcullis)(fig. 7). In queste zone d'entrata, durante gli ultimi scavi si sono fatte eccezionali scoperte: di fronte alle gallerie G1 e G2, infilati tra le rocce, c'erano centinaia di papiri in ieratico, facilmente databili al regno di Khufu. Sono ad oggi i più antichi papiri mai scoperti in Egitto (il più vecchio risale all' anno 27 del regno di Khufu). 

Fig. 7: l'ingresso delle gallerie G1 e G2

Ma non c'erano solo papiri all'ingresso delle gallerie: c'erano anche iscrizioni e marchi sulla pietra calcarea. Tra queste, nomi di squadre di lavoro che includevano il nome stesso del faraone (in cartiglio) (fig. 8) e altre iscrizioni poco leggibili. 


Fig. 8: il sistema di chiusura delle gallerie G5 e G6, con i marchi sui blocchi di pietra. (Photograph by G. Marouard, drawings by P. Tallet.) (2)

Su queste rocce e tra questi marchi/iscrizioni compare anche un nostro vecchio amico: il leone accovacciato. E come non pensare-un pò per scherzo- ad un'altra città portuale-certo  più giovane- quella Tharros dove sono emerse rocce con incisi ben tre di questi leoni accovacciati: http://monteprama.blogspot.it/2014/03/e-con-le-mareggiate-dinverno-spunta-il.html? Sarà una coincidenza, certo, ma non è ora di guardarci dentro a quelle iscrizioni? 

1. Gregory Marouard e Pierre Tallet, Wadi al-Jarf - An early pharaonic harbour on the Red Sea coast in Egyptian Archaeology, vol. 40, 2012, pp. 40–43.
2. Pierre Tallet and Gregory Marouard, THE HARBOR OF KHUFU on the Red Sea Coast at Wadi al-Jarf, Egypt,   Near Eastern Archaeology 77.1 (March 2014), 4-14


Vd. anche: 
Il porto perduto delle piramidi, 12 Ago 2014
Il Vento e il Leone, 17 Lug 2014
Stele cultuali ancoriformi. E alcune sono perfino scritte: pensa un pò., 3 APRILE 2014