venerdì 19 settembre 2014

Il Venerdì di Monte Prama

Il Venerdì di Repubblica del 19 Settembre 2014 dedica un articolo (pp. 66-68) alle statue di Monte Prama, a firma Cristina Nadotti. Il titolo può apparire provocatorio, ma solo per chi non sia famigliare con questo complesso scultoreo: E se la Grecia avesse copiato dalla Sardegna? L'autrice si riferisce ovviamente alla datazione delle sculture di Cabras, che piano piano sta scivolando sempre più indietro: [..] se fosse stata confermata la datazione al IX secolo avanti Cristo, ormai largamente accettata dagli studiosi, le grandi statue a tutto tondo sarebbero state le più antiche del Mediterraneo, antecedenti ai kouroi dell'antica Grecia, seconde solo ai colossi egizi [..]. A me non risulta che quella del IX secolo sia una datazione largamente accettata dagli studiosi, ma alla giornalista gli studiosi devono aver detto così: sicuramente non viene sbandierata  a tutto spiano.
Che le statue di Monte Prama abbiano ben poco a che fare con quelle greche lo vede anche (o soprattutto) un bambino della scuola materna).
Che siano "strane" in quanto a proporzioni fisiche, tanto che a Fidia e Prassitele gli sarrebbe presa la nausea, è altrettanto ovvio: quale scultore con un minimo di conoscenza dell'anatomia e della vanità umane, farebbe dei toraci così ampi e le gambe corte e tozze? 
Che sia ora di parlare di Egitto e di fare una comparazione -pur nelle importanti differenze- soprattutto con la "disumanità" delle statue dei faraoni figli di dio sarebbe un passo altrettanto ovvio, ma quando lo faranno e soprattutto: lo faranno mai? 

Immagine da: Fabio Bettio, Alberto Jaspe Villanueva, Emilio Merella, Fabio Marton, Enrico Gobbetti, Ruggero Pintus. 2014. Mont’e Scan: Effective shape and color digitization of cluttered 3D artworks ACM J. Comput. Cult. Herit. 8, 1, Article 4 (August 2014)

Non nasconde, la giornalista del Venerdì, un certo disappunto per la storia delle statue: sottovalutate e tenute in standby per quasi 40 anni: "E' infatti una storia molto sarda e molto italiana a fare da sfondo a scoperte importanti quanto trascurate. Almeno fino a ora[..]"  
Vi risparmio la fiera delle ovvietà emanate da coloro che vengono chiamati eroi moderni delle università di Cagliari e Sassari (che da come la vedo io stanno solo facendo il loro lavoro, e non mi vengano a parlare di budget bassi perchè quello è un tragico leit motiv di tutta la ricerca universitaria italiana e non giustifica un quasi silenzio ultratrentennale).
Faccio un'eccezione: Alberto Moravetti (ordinario di preistoria e protostoria a Sassari e da cui, incidentally, aspetto una risposta sulla rotella scritta del nuraghe Palmavera da 34 mesi) dichiara: "Un complesso di statue simili nell'ambito del Mediterraneo non c'è [..] Queste genti che innalzavano statue per celebrare la loro storia, che riproducevano in miniatura la loro grande architettura, sono un fenomeno grandioso [..]" e via grandioseggiando.
Io un pò di paura ce l'ho, ma speriamo in bene! 

Ringrazio per la segnalazione Grazia Pintore, il cui sms mi ha raggiunto appena tornata in Italia. 

vd. anche: 
Mont’e Prama: col georadar alla ricerca di memorie antiche, http://www.mediterraneaonline.eu/monte-prama-col-georadar-alla-ricerca-di-memorie-antiche