domenica 28 settembre 2014

Iscrizioni da Israele: ma con numeri egizi

Attorno al IX secolo e fino al VI a.C., gli Israeliti "pre-esilici" adottarono alcune tradizioni scribali egizie, in particolare lo script ieratico ed il corrispondente sistema numerale (1). La cosa interessante è che tra il IX e VI secolo circa, gli scribi ebrei della Palestina combinarono il loro sistema scrittorio con una variante paleografica dei numerali ieratici, denominata "Hebrew hieratic": in altre parole scrivevano in mix quando occorreva inserire dei numeri. L'esempio più noto è l' ostracon di Tell el-Qudeirat (antica Kadesh Barnea), considerato un esercizio scribale e risalente al IX-VIII secolo a.C. o al VII secondo la stratigrafia (fig. 1). Il mix sull' ostracon è rimarchevole: il numero 10000, ad esempio, viene scritto combinando il segno egizio per 10 con il numerale "lessicale" "migliaia" del paleo-ebraico (2).

Questi particolari ostraca, rinvenuti in Palestina, Israele ed Egitto (fig. 2), non contenevano solo segni numerali egizi, ma anche altri segni estranei al sistema scrittorio braico (fig. 3). Secondo alcuni studiosi sono segni "ieratico-derivati" (1): uno dei più notevoli è il segno a cappio (freccia rossa in fig. 1 e 3), una sorta di protome taurina molto stilizzata, per cui è stato proposto il significato di shekel o shekel regale


Fig. 1: in alto, l'ostracon di Tell el-Qudeirat (da 2), datato in base alla stratigrafia al VII sec. a.C., ma ad epoca precedente secondo la paleografia (1,2). In basso i numeri ieratici egizi dell'ostracon (2). 

Fig. 2:  Map showing sites of hieratic ostraca from Judah.(1).

Fig. 3: altri segni non ebraici sugli ostraca con numeri ieratici egizi (dal rif. 1)

Su questo particolare segno, che compare 22 volte di fronte ai numerali nell'ostracon di figura 1, si è molto discusso: "The looped line symbol that occurs 22 times in columns 4 and 5 before the numerals occurs also on inscribed weights. Scott  identiied this symbol as the “royal shekel” based on the weight of the weight-stones on which it is inscribed, which is slightly greater than that of the shekel (the adjective “royal” is based on a weight-stone bearing the inscription lmlk “(belonging) to the king” and having approximately the same weight as the looped-line weightstones). Albright noted that the form of this sign exactly resembles that of the Egyptian šs sign, but the connection between this fact and the use of the sign in Judah, if such a connection exists, is unclear. It may have something to do with this weight being used as a measure for grain, since the šs sign can be used as a phonogram for šs(r) “grain” in Egyptian." (1). 

Ma perchè adottare segni estranei, ed in modo piuttosto sistematico, in un'epoca in cui il cosiddetto alfabeto "fenicio" doveva essere ormai imperante e standardizzato? Alcuni studiosi pensano che questo aspetto fosse legato all'educazione scribale, mentre per altri il sistema in mix è legato all'uso sacrale di un certo tipo di scrittura (1,2). Tuttavia i segni che non rientrano nei repertori standard (egizio o paleo-ebraico/fenicio) sono sostanzialmente indecifrati o lo sono scarsamente, per cui al momento è impossibile rispondere a tale domanda.

(1) David Calabro, The Hieratic Scribal Tradition in Preexilic Judah, 2012, In: Evolving Egypt: Innovation, Appropriation, and Reinterpretation in Ancient Egypt by Kerry Muhlestein and John Gee, BAR International Series 2397, Information Press, Oxford, pp. 77-85
(2) Stephen Chrisomalis, Numerical Notation: A Comparative History Cambridge University Press, 2010