lunedì 29 settembre 2014

La Croce


Tutti gli esponenti della cultura e della politica e tutti i giornalisti della Sardegna, tacciono di fronte a questo orrore: https://untoreblog.wordpress.com/2014/09/26/la-professoressa-aba-losi-quella-del-fallo-nuragico/
e a questo: https://untoreblog.wordpress.com/2014/09/28/nurnet-ercole-contu-e-il-dramma-della-pensione/  e potremmo andare avanti all'infinito.

Per questo la voce di Atropa come autrice da oggi tace: vi sono ancora tre pillole alfabetiche, un impegno con i lettori, e poi ci metteremo una croce sopra. Gli eventuali contributori vedranno ovviamente pubblicati i loro post. Ma io ho chiuso: quando un hobby è fonte di orrore anzichè di relax per il tempo libero, come hobby è ...penoso.
Auguri alla Sardegna ed alla sua storia, alla sua archeologia che non ha uguali nel Mediterraneo.

L'art. 21 della Costituzione italiana stabilisce che:
  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
  • La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
  • Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
  • In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
  • La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
  • Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
La Corte di Cassazione italiana ha recentemente stabilito una serie di requisiti affinché una manifestazione del pensiero possa essere considerata rientrante nel diritto di critica e di cronaca: veridicità (non è possibile accusare una persona sulla base di notizie false), continenza e interesse pubblico. Se si tratta di fatti personali, anche se veri e continenti, non dovrebbero essere pubblicati. Al riguardo operano i limiti previsti dai reati di diffamazione e ingiuriaIn generale costituiscono un evidente limite al diritto di cronaca anche l'onorabilità e la dignità della persona. Tutto ciò è diventato sempre più vero dopo la legge sulla privacydel 1996.