giovedì 25 settembre 2014

La tavoletta di Dispilio: 5202 ± 123 anni a.C., così dice la datazione al carbonio

"The most unexpected of the finds, a cedar tablet the lake carved with 10 rows of “signs” was 14C dated to 5202 ± 123 BC, and is the oldest known engraved wooden tablet. In addition, clay tablets and other clay finds engraved with similar signs were also unearthed from layers dated either to the end of the Middle Neolithic or to the Late Neolithic I period. The dating of the Dispilio engraved finds is similar to those that appeared in southeastern Europe around 5300 BC, some 2000 yr earlier than any other known writing. These signs and inscriptions are considered by some scholars a specific script of literacy (Winn 1981; Merlini 2005; Lazarovici and Merlini 2005; Owens 2009). If this proves to be a primary source of written communication, the history of writing should be reconsidered and Neolithic societies can no longer be considered “societies without writing.” (1). 



Fig. 1: la tavoletta in legno di cedro da Dispilio (dal rif. 1)

Il nostro lettore Diego mi ha ripetutamente chiesto, pochi giorni fa, della discussa tavoletta lignea di Dispilio, un sito neolitico sulle rive di un lago nella Grecia settentrionale (municipalità di Kastoria). Io ero troppo occupata, al momento, anche solo per pensarci e chiedo venia a Diego. A dire il vero non penso nulla, o forse  ne penso troppo: fatto sta che questa tavoletta da un sito di crocevia tra Albania, Grecia e Macedonia, è una delle più antiche testimonianze di scrittura dell'Europa e forse del mondo. Di recente è stata datata al C14 assieme a diversi altri oggetti provenienti dagli ultimi scavi (1): le datazioni dei reperti variano tra il 5470 e il 4850 a.C., e la tavoletta ci casca proprio nel mezzo: 5202 ± 123 a.C. . La zona cade anche, geograficamente e temporalmente, nella cosiddetta area di cultura danubiana, dove si sviluppò uno script studiato da un manipolo di studiosi ma che comprende già un migliaio di documenti (2). Difficile sostenere, ancora oggi, che le società neolitiche fossero prive di scrittura (1).
Fig. 2: L'area geografica della cultura danubiana e le zone di ritrovamento dei documenti neolitici del danube script o script paleo-europeo (2). Da questo sito.

Inutile dire che la tavoletta di Dispilio è indecifrata, così come lo è la scrittura danubiana, con cui non pare avere molto in comune. Così come lo sono le tavolette enigmatiche dell'Età del Bronzo, diffuse nell'Europa centro-settentrionale, lo script delle Lipari del XV-XIV sec. a.C., le scritte del III millennio a.C. rinvenute in Siria ad Umm-el-Marra (3c), e gli antichissimi "messaggi" incisi su tavolette di pietra rinvenuti a decine nella "terra dei record" (tra Siria del nord e Turchia dell'est)(3d), risalenti addirittura al IX-X millennio a.C.. Eppure nonostante gli stimoli non manchino, i "grandi epigrafisti" non si smuovono, i libri non vengono mai riscritti: la scrittura per loro rimane un'invenzione mesopotamica tra il IV e il III millennio a.C., e legata a necessità amministrative e urbane. La fortuna del proto-sinaitico (3e) e quindi del proto-cananaico non si è mai più ripetuta; eppure anche per loro i libri di storia non sono stati riscritti: l'alfabeto è e rimane un'invenzione fenicia, l'invenzione di una invenzione. 

(1) Yorgos Facorellis, Marina Sofronidou,  Giorgos Hourmouziadis, RADIOCARBON DATING OF THE NEOLITHIC LAKESIDE SETTLEMENT OF DISPILIO, KASTORIA, NORTHERN GREECE, Radiocarbon, Vol 56, Nr 2, 2014, p 511–528
(2) Merlini M. 2005. The Danube script and the Grade Nica Platter - a semiotic study based on most recent autopsy of the Bulgarian item. In: Nikolova L, Higgins J, editors. Prehistoric Archaeology & Anthropological Theory and Education. Salt Lake City & Karlovo: International Institute of Anthropology. Reports of Prehistoric Research Project 6-7. p 59–78.