martedì 9 settembre 2014

Ma guarda cosa ti spunta tra i segni numerali e di scrittura: una rotella..

No, no, nessun colpo di testa e nessuna illusione: non è la nostra rotella del nuraghe Palmavera. E' una rotella o rotellina o rotellona di piombo, e proviene dal pozzo sacro nuragico di Sant'Anastasia (Sardara). E no, Ugas non ce la mostra, ce la racconta però e ci dice che è piatta, piccola (?) e di funzione ignota; secondo Ugas il segno inciso su di essa a freccia asimmetrica vale A e anche 1 (fig. 1).
Fig. 1 Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377




Fig. 2 Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377




Fig. 3:  Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377

Fig. 4:  Segno alfabetico  su ansa a gomito rovescio (inediti, Civico museo archeologico di Sardara, foto di G. Garau). Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377

Fig. 5:   Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377


Fig. 6:   Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377

Fig. 7:   Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377. Si noti che il segno a "doppia W" è impresso a pasta molle e non inciso: è quindi molto poco probabile che risalga al IX sec. a.C. e che si tratti di una sigma greca, visto che nel IX secolo non si producevano più lingotti oxhide da almeno due secoli (http://www.archeologica.com/oxhide-ingots-in-the-central-mediterranean?vmcchk=1

Per non parlare ovviamente degli altri segni riportati in letteratura: scarabei, nonchè sculture di Toro e simboli bisessuali (fig.8); insomma lì c'era tutta una sintassi-sacra quanto il luogo- che non si può certo liquidare a quel modo. 
Fig 8a.  Reperti dal sito santuariale di Sant' Anastasia di Sardara: a. Il cosiddetto "idolo" con in mano un oggetto a forcella; b. vaso frammentario "con simboli bisessuali" (fallo con seni); vasi con segni a forcella o a Y  (Da: A. Taramelli, "Il tempio nuragico di S. Anastasia", in Scavi e scoperte:1918-1921, Collana  Sardegna archeologica. Reprints, a cura di A. Moravetti, Carlo Delfino Ed., 1984)
Figura 8b. Santuario nuragico di San'tAnastasia, Sardara (CA). Sin, scarabeo in steatite (Da: Cinzia Olianas, Uno scarabeo inedito dall’area del pozzo sacro di Sant’Anastasia di Sardara, presentazione a Sulcis 2013, VIII Congresso Internazionale di Studi Fenici e Punici, Carbonia - Sant'Antioco 21-26 ottobre 2013), dx, testa taurina in basalto associata ad un concio di coronamento (Da: A. Taramelli, "Il tempio nuragico di S. Anastasia", in Scavi e scoperte:1918-1921, Collana  Sardegna archeologica. Reprints, a cura di A. Moravetti, Carlo Delfino Ed., 1984)