lunedì 22 settembre 2014

Un' impossibile storia d'amore

Fig. 1: bronzetti di toro con la colombella tra le corna (Da: Giovanni Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Illisso editore, 1966).

Bellini la colomba e il toro! Lilliu nel suo catalogo ne porta due esempi, dove il volatile si posiziona tra le corna del mammifero. Thimme nel libro sulla collezione di Borowski, ne riporta un terzo, con la colombella appoggiata sulla schiena di un toro con corna smisurate e, al solito, asimmetriche. Lilliu scrive del nr. 210:  "notevole, infine, l'uccello appollaiato sulla testa"  e del 212: [..] la silhouette d'un uccello dalla linea serpentina; forse è una colombella che si affaccia sul davanti come nella cornice di una finestra aperta sul vuoto[..]. Alla fine si orienta verso la rappresentazione di un'immagine pastorale.
Quello della collezione Borowski è forse il più completo (fig. 2), per via delle corna: l'animale è della stessa magrezza notata in precedenza (http://monteprama.blogspot.it/2014/06/corna-nuragiche-al-bible-lands-museum.html), si capisce che è maschio dal fallo in rilievo; le corna smisurate formano un semicerchio asimmetrico, come se il toro avesse una luna nuova in testa o volesse racchiudere un cerchio solare: com'è come non è per me quella è la solita lettura NUR = luce, con cui Gigi Sanna ci ha fatto una testa tanta. Il toro si legge 'AK (altra capa tanta) e la colombella può ben fare da determinativo divino He, di modo che leggiamo con facilità il ben noto Nur-'ak-he: Luce-Toro-lui/lei (Gigi Sanna, Sardȏa Grammata, S'Alvure 2004).  
  
Fig. 2: Da: J. Thimme,  Kunst und Kultur Sardiniens vom Neolithikum bis zum Ende der Nuraghenzeit: Sammlung Elie Borowski, Hirmer Verlag, Muenchen, 1983

Nella collezione Borowski c'è un altro reperto bronzeo, per il quale lo studioso collezionista non riesce a trovare un termine di paragone convincente. Poichè fu acuto osservatore, scrive che quella bocca aperta a formare un cerchio perfetto qualcosa vorrà pur dire. Secondo me, poichè quello è un giovane torello con le corna appena abbozzate (o rotte? sicuramente però non sono dei cornoni come negli altri), il cerchio della bocca potrebbe sostituire il cerchione delle corna di cui in figura 2. 

E il tre la colombella: come ben sappiamo sono intercambiabili. 

Fig. 3: Da: J. Thimme,  Kunst und Kultur Sardiniens vom Neolithikum bis zum Ende der Nuraghenzeit: Sammlung Elie Borowski, Hirmer Verlag, Muenchen, 1983

La lettura non è completa: vi sono altri logo-pittogrammi, ad esempio in fig. 1, uno dei tori è infilzato su una spada; in figura 3 gli occhi sono particolarissimi, vi è un tubercolo a fianco della bocca, vi sono ornamenti sulle corna. Però mi sento di dire che quella colombella sul toro non è un segno di una impossibile storia d'amore, o una scena pastorale o semplicemente rituale: è come il segno del tre sulla testa di fig. 3. Un segno di scrittura "con", pittogrammi tridimensionali di cui abbiamo visto diversi esempi dall' "arte" egizia (http://monteprama.blogspot.it/2013/05/foto-del-giorno-scrivere-con-i-vasi-ed.html; http://monteprama.blogspot.it/2012/11/il-ka-re-egizio-il-nur-ak-nuragico-e-il.html; http://monteprama.blogspot.it/2013/02/foto-del-giorno-scrivere-con-un-gesto.html) .