domenica 30 novembre 2014

I sacri pozzi in pillole: 12. Nuraghe Maimoni, oasi di Seu

di Sandro Angei
(vd. Pozzo nr. 11)
Pozzo n°12

Pozzo situato vicinissimo al nuraghe Maimoni, all’interno dell’oasi di Torre Sèu. Il pozzo è interamente scavano nella roccia e al momento della mia visita era completamente asciutto.

Questo è l’architrave dell’ingresso al nuraghe Maimoni, completamente interrato


Quel che si vede del pozzo da sopra l’architrave.


Particolare n°1

    Il pozzo è ubicato a pochissima distanza dall’ingresso del nuraghe; parrebbe all’interno di un’area cortilizia. Il caso ha voluto che il crollo della torre nuragica abbia preservato in modo fortuito l’integrità della cavità, perché dei grossi massi sono caduti sulla stretta imboccatura, proteggendo il vano dalla caduta di materiale minuto che lo avrebbe sicuramente interrato.
Il pozzo si sviluppa in altezza raggiungendo la profondità di circa 4,50 m; il diametro di base è di circa 1.30 m, mentre l’imboccatura ha un diametro di 0,60 m. Per le difficoltà dovute alla sua posizione è arduo rilevare con precisione la sezione verticale del manufatto, ma da un primo riscontro con mezzi empirici molto semplici sembrerebbe che esso non abbia una forma troncoconica (suggerita dal diverso diametro tra base e imboccatura), ma una forma a bottiglia, come qui appresso illustrato:



La forma potrebbe suggerirci un utilizzo di carattere sacrale, simboleggiare cioè l’utero della dea madre. Per tanto, all’interno di un rito legato a tale simbolismo, è verosimile che questo sia stato realizzato per raccogliere le acque meteoriche piuttosto che captare quelle sorgive; tenuto conto del fatto che il pozzo denominato Maimoni, situato 400 m a nord del nostro (descritto nella scheda n°13 e visitato congiuntamente a questo), è situato ad una quota di circa 12 m inferiore al nostro ed è alimentato dalla falda anche in piena estate. Per tale motivo ritengo sia improbabile che il nostro capti acque di falda benché nei periodi piovosi, ma i dubbi potranno essere sciolti allorché, durante tutto l’arco dell’anno, si possa fare un monitoraggio che possa svelare se le acque raccolte sono anche di falda benché stagionali o solo freatiche.

Particolare n° 2
Il nuraghe Maimoni è stato realizzato, a parte l’architrave dell’ingresso, interamente con massi di arenaria. Questo dato potrebbe farci vedere sotto una nuova luce l’attività estrattiva della vicina cava d’arenaria di punta Maimoni, che secondo le notizie reperibili anche su internet, sarebbe una cava sfruttata anticamente dai Fenici prima e dai Punici dopo, per costruire Tharros. Alla luce di quanto qui espongo non ho difficoltà ad affermare che l’evidenza dei fatti da ragione di uno sfruttamento della cava anche in età nuragica.

Particolare n° 3
Gli stipiti dell’ingresso al nuraghe presentano segni di chiudenda. Il nuraghe in un certo periodo della sua storia fu chiuso con una porta. A giudicare dal livello di riporto del materiale accumulato, che arriva a circa 25 cm dall’intradosso dell’architrave, quegl’incavi potrebbero essere molto antichi.


La tecnica di serratura è simile a quelle usate fino ai primi decenni del secolo scorso nelle case contadine, dove serviva per chiudere dall’interno le porte d’ingresso: una volta accostata la porta, veniva bloccata con una spranga che facendo perno su un estremo infilato nel foro cieco (qui non visibile), scivolava nell’incavo appositamente conformato a forma di virgola. Questo nelle porte con cardine, nel caso in questione, essendo presente un secondo foro cieco dalla parte che da sull’esterno, non azzardo alcuna ipotesi sbrigativa, dico solo che è ragionevole pensare che ci siano altri incavi alla base dello stipite. Questo e la loro antichità, lo potrà rivelare solo uno scavo sistematico del sito.

***

L’atmosfera è particolare nell’oasi di torre Sèu, il silenzio anche. Il pozzo era lì,
davanti all’ingresso del nuraghe, un buco profondo semi ostruito dal crollo della torre
che rovinandovi sopra bloccò la profanazione di quel luogo.
Grembo della dea madre che raccoglie la linfa vitale.
«Cosa cerchi in questo luogo?» Mi guardo attorno, non vedo nessuno.
«Son qui dentro la tua anima.»
«Chi sei?» Chiedo.
«Io sono colui che è. Cosa cerchi?»
Rispondo «Cerco la verità
«Cos’è la verità?» Mi chiede.
«Voglio riscoprire i perché. Voglio riportare in vita questi sacri pozzi.»
«Sai chi sono io?» Mi domanda.
Con un sorriso rispondo «Sei il dio dei pozzi!» Come l’avessi sempre saputo!
«Cosa cerchi in questi pozzi, i doni a me riservati?»
Rispondo «Cerco sacri pozzi, cerco i templî, non quel che contengono!»
«So che dici la verità. Lascia questo luogo, il vero tempio non è qui!»
Con sorpresa e sgomento domando «Dov’è?»
«Cammina, quando sarà il momento lo saprai!»

Camminai sotto il sole che dopo il mezzogiorno scendeva la china della montagna celeste. Seguî i miei passi fino alla costa, arrivai infine in riva al mare e “lui” si manifestò.
Il dio dei pozzi si manifestò.


Un sereno tempo d'Avvento dalla Redazione del blog