giovedì 20 novembre 2014

Il capovolto: dal Neolitico al Medioevo?

Fig. 1. Vaso nuragico del Bronzo Recente 
(1350/1300-1200-1150 a.C.). Grotta Loddo
a Corongiu de Mari (Iglesias) (1)


[..]Infine prendiamo in considerazione le olle globulari od ovoidali a collo distinto rappresentate sia da colletti alti, in un solo esemplare, sia da colletti bassi in più esemplari, tra i quali quello a Fig. 2, 12 (fig. 1, ndr)dello stesso impasto e dello stesso colore e trattamento delle superfici dell’olla precedente. Il vaso in esame reca sulla parete esterna ad iniziare dalla parte superiore di un’ansa mancante, ma della quale residua piccola parte del nastro destro dell’attacco superiore, un motivo ad alberello stilizzato, ottenuto con incisione superficiale della punta di una stecca, larga in media mm 2, fatta sulla pasta cruda prima della cottura. Suggestivo il richiamo alle figure degli antropomorfi capovolti dell’età del Rame sardo (Contu 1965; Atzeni 1988) (fig. 2a, ndr)
Non è da escludere, comunque, un ritorno al pensiero che sottende la rappresentazione del capovolto, in una continuità culturale, mai interrotta, con l’età del Rame.
Avanzo, con prudenza, l’ipotesi che tale concezione relativa alla morte possa essere continuata sino al periodo punico come dimostrerebbe il segno di Tanit capovolto nella tomba punica n. 5 di Monte Sirai (Barreca 1964, p. 53, Figg. 7 e 8) (fig. 2b, ndr) .[..] (1).  



Fig. 2. a. Grafica di una delle statue menhir con simbologia del capovolto, esposte al museo di Laconi; b. la Tanit capovolta, un unicum sardo, dalla necropoli di Monte Sirai, di epoca punica, tomba 5. (2). c. Siddi, Medio Campidano: figure antropomorfe all'esterno della chiesa di San Michele Arcangelo, edificata nel XIII secolo in stile romanico*; si veda il rif. 3 per una discussione sulla Tanit "capovolta"

(1) Luciano Alba, Il deposito antropico della Grotta Loddo a Corongiu de Mari (Iglesias), In: Atti del XX Congresso Nazionale di Speleologia, Iglesias 27-30 aprile 2007, Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia Serie II, vol. XXi, Bologna 2008, pp. 432-440
(2) Piero Bartoloni, Monte Sirai, C. Delfino ed. 2004
(3) Gigi Sanna, monteprama.blogspot.it, Tanit, il Toro eterno celeste e i versetti 3 e 4 del libro della Genesi (II), 21 NOVEMBRE 2012

*: http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampidano/it/chiesa_di_san_michele_arc.page;jsessionid=0B3B50E2C31BB374F65119ACC36DD69D [..]La chiesetta mostra una fattura asimmetrica, con pianta a due navate ed un’unica abside semicircolare nella navata principale. La spartizione dell’interno a due navate risulta cosa abbastanza inconsueta per le chiese romaniche della Sardegna (ma non solo), essendo esse una dozzina in tutta l’isola[..] (fig. 3, ndr)