sabato 27 dicembre 2014

Anch'io, anch'io!

di Stella del Mattino e della Sera
Da anni il mondo piccolo (mp) si interroga sulle statuone di Monti Prama (MP).
Il Mondo Culturale (MC) si interroga anche di più: quando sono state montate? quando sono state sfasciate? e perchè queste attività fascio-sfascio?
Delle volte l'MC emette delle risposte che l'mp può leggersi sui cartelloni dei Musei o su Sardegna Fieristica.
Le risposte dell' MC seppure rare danno importanti indizi all'mp per provare a immaginarsi quel lontano tempo e quei lontani eventi; in quanto: sono rare ma ripetute molte volte che così l'mp non si perde niente o quasi.

Niente. Molto di recente (quasi ierlaltro, che ci vorrebbero un pò di apostrofi ma non so come metterli)  l'archeologo Carlo Tronchetti, avito scavatore a MP, ha partecipato con sua e nostra sorpresa all'Atlantide project. Dopo che ha parlato al convegno "Atlantide e la Sardegna", un baldanzoso radiocronista di Radio UniCa lo ha intervistato; l'mp aguzzi le orecchie  e gli occhi perchè l'avventuroso Indiana Jones del Sinis ha fatto rivelazioni rivelatrici e clamorose sul perchè, se non sul percome, le statue di MP sono state realizzate. Una bomba. Leggiamo attentissimi uno stralcio dell'epocale intervista

<<Radiocronista: "Lei ha specificato come la statuaria nasce in luoghi dove comunque nascevano dei grandi imperi. Ecco questo cosa vuol dire per la Sardegna, il ritrovamento di queste statue che lei ha specificato sono state fatte qua, da una comunità quindi sarda?".

C. Tronchetti: “Le statue nascono come idea, come concezione, come realizzazione nelle zone del Vicino Oriente dove sorgono i grandi imperi e poi questa ideologia si diffonde in tutto il Mediterraneo attraverso quelli che navigavano provenendo da quelle zone. Come dico sempre io questi arrivavano via mare e dicevano “Ma lo sapete che dalle parti nostre le persone importanti si fanno delle statue alte così?” “Allora la voglio anch’io”.  E così poi se le facevano.''>> Dall'intervista radiofonica  all'archeologo Carlo Tronchetti del  16 Dicembre 2014.  in occasione della sua partecipazione all' Atlantide project). 

Il baldanzoso e speranzoso radiocronista pensava -beata ingenuità-che lo studioso completasse una specie di sillogismo: se la grande statuaria nasce in luoghi imperiali e se la la Sardegna nuragica ha la grande statuaria, allora nella Sardegna nuragica c'era un impero? o dei regni o regnetti? o almeno dei ducati?

Ci vuol altro signor Radiocronista, non avrà pensato che l'archeologo cadesse in un simile trabocchetto! e poi lei fa vedere bene che non conosce i Nuragici: mai e poi mai qualcosa "è nato" in Sardegna, tanto meno nella Sardegna nuragica. Il loro grido di battaglia culturale era solo  e sempre  "Anch'io, anch'io!" . Li ho messi giusti gli apostrofi? uguale, chi se ne impippa, nessuno potrà mai sapere come i Nuragici scrivevano il loro grido di battaglia "anche perché, come ben esplicitato in tutti i testi scientifici sulla civiltà nuragica, questa non ha mai conosciuto la scrittura". 
Si ritiene, su tutti i testi scientifici, che i Nuragici soffrissero di Ankioite non trattabile. 

Però, però è curioso: infatti, sempre dalle cronache del tempo cui C. Tronchetti ha avuto apparentemente accesso (voi due, Antico e Norace: non è che fate gli informatori mercenari?! ), pare che quelli stessi che navigavano provenendo da quelle zone avessero anche detto “Ma lo sapete che dalle parti nostre le persone importanti scrivono?”. La risposta dei Nuragici questa volta è andata persa. 

Verso la fine dell'intervista il radiocronista - che è uno tosto - fa finta di cadere dalle nuvole di Venere e pone il domandone finale: 

<<Radiocronista: "Una cosa che non mi è chiara è il rapporto tra, appunto, le comunità sarde e quelle fenicie. C'era un rapporto alla pari? Perchè, ha specificato, questi sono comunque dati e scoperte più recenti, che in realtà è solo una la città o comunque la zona di Sant'Antioco quella fenicia, mentre le altre, nelle altre zone c'era un rapporto alla pari: me lo conferma?".

C. Tronchetti: “Mah, più che alla pari direi che era squilibrato in favore dei Sardi; cioè, c'erano queste grosse comunità tardo-nuragiche presso le quali si recano questi stranieri per commerciare, per avere accesso alle fonti di approvvigionamento dei materiali, dei minerali e di altre cose, e in qualche caso si stabilivano con dei piccoli nuclei presso queste comunità sarde. Diciamo che quelli che arrivavano via nave, ..erano navi isolate di mercanti, quindi chiaramente si dovevano appoggiare a qualche comunità locale e le città fenicie in Sardegna, quelle che conosciamo, sorgono ben dopo le statue di Mont'e Prama. Quindi praticamente c'è questo contatto che permette già un'integrazione culturale tra queste due popolazioni: i Fenici prevalentemente e i Nuragici. " >>