venerdì 5 dicembre 2014

Foto del giorno: caldane nuragiche a Santa Giusta

Da: Paolo Bernardini,  Pier Giorgio Spanu and Raimondo Zucca, SANTA GIUSTA - OTHOCA . Ricerche di archeologia urbana 2013, FOLD&R- The Journal of Fasti Online, 2014, #312. 

"[..]Il rapporto fra le comunità sarde di Othoca e i Levantini, precedentemente alla costituzione della città di Othoca, si sarà strutturato, con probabilità, nell'ambito di un santuario
Chi scrive, nel 1991, ipotizzò l'esistenza di un santuario nuragico, presso il ponte romano sul Rio Palmas: <<a un monumento di carattere indeterminato (sacro o funerario) esistente nell'area dell'odierna Santa Giusta deve attribuirsi un concio basaltico individuato a circa 50 metri a nord del ponte romano sul Rio Palmas. Il concio prismatico di basalto nero grigiastro, compatto, è accuratamente lavorato a martellina sulla faccia a vista rettangolare, tagliata obliquamente, per ottenere, una volta in opera, un paramento a profilo parabolico. Questa tecnica di lavorazione si è riscontrata sia in tomeb di giganti a struttura isodoma (Oratanda-Cuglieri ad esempio), sia in templi a pozzo (Santa Cristina-Paulilatino, Su Tempiesu-orune, etc.) dell'estermo Bronzo Finale o del principio dell'età del Ferro. Le dimensione rimarchevoli del concio di Santa Giusta (m. 0,60 x 0,37 x 0,49) farebbero ritenere più probabile l'attribuzione dello stesso ad un tempio a pozzo>>. 
Nel 2011, nel corso dello scavo archeologico nell'area del ponte romano, è venuto in luce un bronzetto figurato di tradizione vicino-orientale (figg. 6-7), da attribuirsi presumibilmente ad un contesto santuariale. Il bronzetto, alto cm 16,5, rappresenta una figura assisa presumibilmente maschile; il "trono" su cui era assisa la figura è da immaginarsi in materiale deperibile (legno?). Il busto, forse rivestito di tunica, presenta il braccio destro avanazato che porta la mano tesa in avanti; il braccio sinistro è teso lateralmente ad impugnare un elemento incerto, foliato, con la decorazione a ramo schematico sulla superficie esterna (flabello?). Il ritrovamento aggiunge credibilità all'ipotesi che i numerosi conci in basalto, anche lavorati a martellina, riutilizzati nelle fasi di restauro (tardo antiche? medievali?) del ponte romano e i basoli della strata possano riferirsi alla demolizione e riuso di una struttura nuragica nei pressi del ponte". Da: Paolo Bernardini,  Pier Giorgio Spanu and Raimondo Zucca, SANTA GIUSTA - OTHOCA . Ricerche di archeologia urbana 2013, FOLD&R- The Journal of Fasti Online, 2014, #312. 

Abstract: Othoca (Santa Giusta ) was inhabited by indigenous communities whose villages were arranged around a nuraghe perched on the hill of the Basilica in the Late Bronze and the Early Iron Age. Into this place came the Phoenicians around 750 BC; the resulting “mixed” community gave rise to an urban center around the last quarter of the seventh c. B.C. Thanks to research conducted between 1980 and 1990 it is possible to follow the history of the center from the archaic period up to the Hellenistic and Roman phase: it was affected by the geo- environmental factors typical of the area of a lagoon. The geomorphological analysis today shows the physical appearance of the habitat of Othoca more responsive to the old situation: a large sea bay with some small islands located upon little reliefs. The Postgraduate School of Archaeological Heritage of the University of Sassari launched in 2013 a survey and excavation in the neighborhood of Is Olionis of Santa Giusta, within the precincts of the ancient Phoenician and Punic city. The first evidence is the discovery of a large wall built between the eighth and seventh c. B.C.; unfortunately modern upheavals have destroyed the ancient stratigraphy at this point, but it is possible that in the future new research are able to recover significant remains of the archaic settlement.