sabato 6 dicembre 2014

Intervista a Alessandro Usai


Brano estratto dal video di Tiscali Videonews "In volo su Mont'e Prama, i Giganti dall'alto Reportage: immagini esclusive e interviste" di Paolo Salvatore Orrù, riguardante l'intervista all'archeologo della Soprintendenza ai Beni archeologici di Cagliari e Oristano, Alessandro Usai:

"Mont' e Prama ci racconta almeno due periodi, o forse meglio una storia che ha due episodi principali, uno all'inizio e uno alla fine. L'episodio iniziale, quello nuragico, a sua volta può essere suddiviso in diversi momenti perchè ci sono le tombe più antiche, le tombe più recenti e le sculture collegate con queste, e poi tante altre cose di cui dobbiamo ancora chiederci l'esatta natura e pertinenza, quindi le altre strutture che adesso cominciamo appena a vedere. Questo è Mont'e Prama nuragico.
Poi abbiamo un Mont'e Prama che va oltre i limiti della Civiltà Nuragica, diciamo oltre l' VIII sec., che a mio parere è l'ultimo momento di questo ciclo culturale. Si addentra sino almeno alla fine del IV sec. a.C., in un periodo maggiormente connotato dalla presenza fenicia e da quella punica, precisamente, quest'ultimo momento, verso la fine del IV sec., sembra molto importante per la fine di Mont'e Prama inteso come distruzione e formazione dell'accumulo delle sculture sopra le tombe che invece rimasero apparentemente inviolate. Ecco, questo è il secondo Mont'e Prama. 
Gli studi devono essere ugualmente approfonditi, puntuali e precisi su entrambi i momenti, ma cercare di capire cosa è successo tra l'uno e l'altro, quindi riempire quello che finora sembrava un vuoto che potrebbe invece non essere tale, in quanto abbiamo testimonianze anche dei periodi intermedi: del VII- VI- V sec. a.C. Sicuramente molti elementi presentano segni di un accanimento, quindi segni di distruzione, e non solo, la formazione della discarica, cioè l'accumulo dei frammenti spezzati, distrutti, dev'essere avvenuta, deve aver preso forma, all'ultimo momento in quel periodo della fine del IV sec. che noi possiamo così ben individuare sulla base delle ceramiche, appunto. 
Però non possiamo escludere che queste grandi sculture lasciate all'aperto, senza manutenzione, pesanti e fragili, potessero essere già in parte cadute da prima, quindi non sappiamo esattamente cosa hanno visto i distruttori e che azioni hanno compiuto per distruggerle ulteriormente. Non sarebbe comunque sbagliato pensare che in questo arco di tempo il complesso scultoreo di Mont'e Prama ha avuto un suo normale degrado."