martedì 6 gennaio 2015

La 'dissacrazione' della scritta di Tharros. Strani vandali falsari epigrafisti (della Domenica)

di Gigi Sanna


Fig. 2. Incisione recente della Sala da Ballo di San Giovanni con tentativo maldestro di imitazione.
 
    Mi era stato comunicato che in questo Blog si era affacciato, qualche mese fa,  uno strano personaggio (pare una donna) che con un post dal tono tra il minaccioso e il mafioso ha esclamato che ormai si era provveduto a 'dissacrare' (la parola usata è stata proprio questa) la scritta nuragica della Sala da ballo sul 'calendario astronomico' totale (solstizi ed equinozi), quello insistente sulla parete di sinistra dell'antica cava, prima nuragica e poi romana. Lì per lì non avevo capito il motivo e il significato preciso del post e soprattutto della parola 'dissacrazione' Ho pensato a qualche tentativo 'autorevole', magari esterno, di sconfessione epigrafica della scritta. Ma ora, per i tempi e per come sono andate le cose circa il segno distrutto dell'iscrizione arcaica di San Giovanni,  la vicenda ha assunto contorni molto  chiari.  O almeno, mi sembrano abbastanza chiari.
    Infatti, non è chi oggi non veda la correlazione tra quel post spedito nel noto Blog di Aba Losi e di Romina Saderi e lo scempio della scritta della scogliera e, soprattutto, non noti la correlazione esistente tra detto scempio del quadrettino (o quadratino) arcaico profondamente inciso recante la lettera 'erre' (apparente 'pi') e l'apparizione improvvisa di un analogo quadrettino -quadratino, ma senza alcuna lettera,  in una superficie del tutto liscia di una rientranza (quasi una nicchia)  della parete sulla destra (per chi entra) della cosiddetta Sala da ballo. Apparizione davvero sconcertante perché mai in tanti anni e soprattutto negli ultimi, sino a qualche mese fa, era comparso quel disegno geometrico o qualche disegno di quella natura.
  Stefano Sanna, l'appassionato ricercatore e scopritore delle scritte che  da anni e anni fotografa ogni angolo della Sala da ballo degno d'essere fotografato mai ha notato quel segno prima del pomeriggio del 21 Dicembre. Come mai l'ha notato  il sottoscritto e neppure le centinaia degli amici che, durante le escursioni, non hanno fatto altro che esaminare le pareti della sala a caccia di eventuali scritte di un certo interesse. Figurarsi un segno simile, anzi del tutto uguale per certi versi, a quello della scogliera! E per giunta un segno di concezione così maldestra!    
  Infatti, solo un cieco non si accorge di quell' ingenuo tentativo di imitazione, dove le superfici incise non manifestano, vuoi per il loro regolarissimo andamento squadrato della figura geometrica  vuoi per il colore della pietra nella parte incisa, alcuna traccia di antichità. Tanto ingenuo che la si potrebbe ritenere una ragazzata se non fosse perché essa è stata fatta intenzionalmente e con un certo scopo 'epigrafico' (chiamiamolo così) truffaldino: far credere che certi segni, lettere o figure geometriche che siano, siano presenti un po' dappertutto e che siano frutto di estemporaneità, di gente che da sempre va a disegnare e scribacchiare questo o quello, qui e là sulle pareti che ne danno l'opportunità, senza per questo dover scomodare alfabeti arcaici e scritte realizzate con essi.   
  E' evidente dunque che chi ha barbaramente massacrato il quadrettino - quadratino della scritta della scogliera,  asportando di netto la lettera consonantica, è passato poi a realizzare l'atto più importante: incidere lo stesso  quadretto nella Sala da ballo, ma senza  riportare alcuna lettera. Forse troppo rischioso tecnicamente e forse ritenuto non necessario e troppo imitante.
   Abbiamo detto che è l'atto più importante perché il vigliacco anonimo è passato, furtivamente, proprio  a 'dissacrare', a tentare di rendere prosaico e senza alcun valore quello che invece si ritiene 'sacro' ovvero la scritta arcaica nuragica sulle fasi calendariali del sole. Tanto 'sacro', quanto a significato per valore epigrafico ed archeoastronomico, che da quasi tre anni gli studiosi (tutti, tranne quelli che più dovrebbero) e gli appassionati si recano sul posto per ammirare sia la scritta sia i ciclici fenomeni astronomici.  
   Ma è anche evidente, da tutto ciò, che chi ha compiuto il fatto sa bene cosa significano certe parole,  sa bene cosa vuol dire 'dissacrare'; è uno che non è digiuno di una particolare terminologia,  se solo si pensa che l'atto posto in essere risulta un' applicazione perfetta e concreta del concetto. Ha creato un falso, lo ha inserito di straforo in un certo contesto (il sito della scritta calendariale)  proprio come farebbe chi, ad esempio, per insinuare il sospetto sulla 'sacra' Sindone, cercasse di nascosto di dissacrarla, inserendo - poniamo – tra le pieghe del tessuto alcune spore inesistenti o altro di impossibile per il territorio della Galilea ai tempi del Cristo.
   Da quanto esposto possiamo affermare che mentre da una parte l'anonimo non sa minimamente cosa sia l'epigrafia (tanto che ritiene che non si riconosca una traccia antica da una di gran lunga più recente),  dall'altra invece sa molto bene come bisogna comportarsi e cosa fare per insinuare sospetti. Soprattutto se poi si hanno amici compiacenti pronti a recepire e a strillare che è tutto un falso e che le scritte di San Giovanni e quelli della Sala da ballo sono una bufala.  Si sa che in archeologia inquinare si può: basta il semplice inserimento di un elemento spurio che renda incerto, per quel solo dato, tutto il rimanente. E si sa ancora che anche se ci si trova in difficoltà nel dimostrare la falsità di una scritta arcaica, si può almeno stemperarne con vigore il valore scientifico, limitarne la portata,  inserendovi in qualche modo il dubbio. Ed è noto che  il dubbio (pensiamo alla frequente accusa generica di falso) in archeologia e in epigrafia è rimasto quasi sempre dubbio, spesso per tantissimo tempo, sino a quando non ci si è decisi ad usare sofisticati strumenti scientifici di analisi e di datazione. Anche un archeologo dai primi vagiti  sa bene che se in uno scavo di sito  nuragico qualche mascalzone furtivamente gli infila in stratigrafia non dico un falso ma qualche coccio autentico, poniamo punico, la cronologia rischia d'essere incerta e ovviamente orientata verso il basso.  Per chi non lo sapesse, ciò è accaduto (con serie conseguenze giudiziarie a danno dei truffatori) nel clima della rovente polemica sui documenti (autentici) di Glozel in Francia. Con scritte false recenti eseguite su cocci non recenti persone del tutto insospettabili dello stesso  mondo scientifico tentarono di delegittimare l'antichità di quelle antiche, accusando, addirittura, gli onestissimi scopritori del sito, di un falso colossale di ben 3000 oggetti votivi!
   Ora, a mio parere senza se e senza ma, questo è stato il comportamento dell'anonimo furfante con intenzioni di 'dissacrare'; è stato il modo di agire di uno che certamente conosce bene l'argomento 'scrittura nuragica' e la polemica corrente su di esso; l'atteggiamento di una persona che forse fa parte o è molto vicino ad un certo gruppo di negazionisti, da anni anche detrattori e diffamatori irriducibili e che non mostrano  scrupolo alcuno pur di far trionfare la 'causa' e nascondere una certa verità.
     Ma gli è andata molto male, molto male. Perché l'epigrafia non è materia così facile che  permetta ai bari di farla franca. Soprattutto se non posseggono neanche i rudimenti di essa. Fa solo ridere chi imita con ingenuità e volgarità pensando che l'antico possa essere confuso e accostato al recente o addirittura al recentissimo. 
      Vedremo invece tra non molto, in uno specifico articolo,  quanto alta e non volgare fosse la conoscenza epigrafica dello scriba nuragico che ha creato, circa 2300 anni fa, quella (e non solo quella) straordinaria composizione che è stata deturpata per squallide finalità . E mica si parlerà di una sola figura geometrica:  si argomenterà su tre stupendi quadratini, tipicamente nuragici, che esaltavano, insieme agli atri significanti graffiti al loro interno, la divinità luminosa e il suo 'ingresso' nella ormai nota  'parete delle scritte' della  scogliera di Tharros.  

Vd. anche : Una brutta sorpresa22 DICEMBRE 2014