mercoledì 21 gennaio 2015

Le lastre e i metallari della capanna 16 di Brunku s'Omu (Villa Verde, OR)

Stralci di testo e immagini da: Riccardo Cicilloni, Giacomo Paglietti - Il villaggio protostorico di Brunku s'Omu – Villa Verde (Sardegna Centro Occidentale-Italia): lo scavo della capanna 16. Notizia preliminare, 2014, ArchaeologicalTraces.org-Traces in Time, 4: tit0022

[..] I materiali rinvenuti permettono di riferire preliminarmente l’ultimo momento di occupazione della capanna 16 alla fase conclusiva del Bronzo finale: l’assenza di elementi di fase Geometrica, così come nelle altre capanne dell’abitato, esclude, al momento, la prosecuzione dell’occupazione del villaggio di Brunku ʼe s’Omu nella prima età del Ferro.[..]Lo scavo, pur non essendo ancora ultimato, mette in evidenza alcuni importanti elementi connessi con le attività che si sono svolte all’interno della capanna 16 durante l’ultima fase di occupazione, collocabile nell’ambito del Bronzo Finale, a cui si riferiscono anche le altre capanne del villaggio. Da una parte le evidenti attestazioni di attività fusoria (massi con tracce di colature metalliche, alcune scorie di fusione), pur in attesa di una determinazione fisico-chimica, ci indirizzano verso l’utilizzo di un settore della capanna per attività metallurgica, al quale potrebbe forse ricondursi anche la fossa ricavata nella lastra del basolato; dall’altra le aree di attività domestiche, riconducono presumibilmente alla preparazione e cottura dei cibi. Tuttavia, al momento, non si hanno elementi sufficienti che provino la relazione temporale tra tali attività[..].


[..]A seguito della rimozione della US 1 sono state individuate 5 lastre litiche parallelepipedi ben lavorate, collocate lungo i margini orientale, meridionale e occidentale dei paramenti murari. Pur non essendo ultimato lo scavo dello strato archeologico, si può ritenere che questi elementi costituiscano parte dell'arredo della capanna, con funzioni ancora da interpretare. Fin dalla comparsa di queste lastre, l’unità stratigrafica era ancora coerente con il deposito sovrastante. Il proseguimento dello scavo ha permesso di mettere in luce gran parte di questi elementi di arredo: una prima lastra, situata in prossimità del presumibile ingresso, rivolto a SE, si presenta di forma trapezoidale e ben rifinita a martellina su entrambe le facce (Fig. 11); una seconda lastrina di forma parallelepipeda (n. 2), è stata rinvenuta in prossimità di una presunta bassa nicchia che si apre nel paramento SW; la lastra n. 3 è un monolite lavorato a gradino, l’interruzione dello scavo non ha permesso di verificarne la dimensione totale (Fig. 12); altre due (nn. 4 e 5) sono state rinvenute nel paramento E in prossimità di una probabile grande nicchia (Fig. 13): la n. 4 è di fattura analoga alla n. 1 pur di dimensioni inferiori e si presenta ancora fissa nel terreno in posizione verticale, la n. 5 ancora inglobata in un deposito interno alla nicchia mostra angoli arrotondati e nel lato breve un foro di forma sub-quadrangolare di incerta funzione (Fig. 14). Un altro monolite, infine, di forma allungata ma di fattura rozza è stato rinvenuto presso queste ultime due lastre.


Si è dunque giunti allo strato archeologico, caratterizzato da un sottile strato di color grigio chiaro di circa 5 cm di spessore (US 2) che si adagiava su un lastricato di pietre ben disposte per circa la metà meridionale della capanna. I primi elementi culturali rinvenuti si riferiscono ad un frammento ceramico decorato a cordoncino, caratterizzato da punti impressi riconducibile ad una ben nota classe di vasi a collo, ampiamente nota nell’ambito della produzione nuragica delle fasi conclusive del Bronzo finale sia in Sardegna che a Lipari (Cavalier e Depalmas 2008; Paglietti 2013). Elementi riconducibili a questo vaso sono stati rinvenuti sparsi in gran parte della capanna: frammenti di collo erano infilati al colmo delle lastre nn. 4 e 5, altri frammenti che presentano una decorazione a cordoncino provengono dal centro della capanna e infine due anse a gomito rovescio dal lato SO (Fig. 15). Tutti questi frammenti ceramici mostrano impasti compatti e superfici ben trattate di color grigio-bluastro. A questi importanti rinvenimenti si aggiungono i resti di un bacile litico frammentario finemente lavorato con due bugne quadrangolari. 
Nel versante SO della capanna in prossimità della bassa nicchia, a quota -3,35, sono stati messi in luce due massi con evidenti colate di metallo fuso al di sopra (Fig. 16) e prossimi ad essi un particolare masso coerente con la pavimentazione lastricata che presenta una fossetta circolare con ghiera o anello in rilievo. Lo scavo del riempimento di questa fossetta ha permesso di individuare, al suo interno, due unità stratigrafiche distinte, la superiore di pochi centimetri coerente col deposito sovrastante (US 1) e la inferiore più compatta e di colore grigio (US 4) coerente allo strato archeologico della capanna. A contatto col fondo della fossa è stata rinvenuta un’ansa a gomito rovescio frammentaria (pertinente molto probabilmente al vaso a collo con cordone punzonato) associata ad un piccolo frammento di carbone che sarà oggetto di datazione radiometrica (Fig. 17).




[..]Nell’area settentrionale della capanna, sempre nella US 2, sono stati rinvenuti altri importanti elementi di cultura materiale: una coppa di cottura completamente schiacciata dal crollo, ma interamente ricostruibile, era posizionata in prossimità del paramento settentrionale, accanto ad una macina basaltica a barchetta posizionata con la faccia piana in alto ed infine un supporto ceramico mobile, di forma trapezoidale con ansa ad anello e parte superiore insellata decorato da cerchielli semplici impressi a cannuccia. Questo supporto, utilizzato probabilmente per sostenere contenitori sospesi su braci, è stato rinvenuto integro, miracolosamente scampato all’evento del crollo (Fig. 19).