lunedì 16 febbraio 2015

Frasi celebri per il sito di Monte Prama

#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia

a. “L’archeologia e la storia sono discipline rigorose, come la matematica o la biologia” (Rubens D'Oriano, 2015)

a1. “Il santuario (di Monte Prama, ndr) viene comunemente datato tra la fine del IX e la fine dell’VIII secolo a.C., dunque tra l’825 e il 725 circa, in un momento in cui l’unica comunità non autoctona che stava giungendo quasi alla spicciolata lungo le coste della Sardegna sud-occidentale ed era in corso di consolidamento era quella dei Fenici di Sulky, attuale Sant’Antioco. Sia detto per inciso che i Fenici di Tharros erano ancora di là da venire.” (Piero Bartoloni, 2015)

a2. Dirimente [per la cronologia delle statue di Monte Prama] appare la ricostruzione – ad oggi neppure tentata – delle vicende alla base della formazione urbana di Tharros: le statue di Monte Prama non possono infatti essere che il volto alternativo di quell’insediamento, poiché il loro statuto eroico presuppone un controllo indigeno sull’emporion fenicio” (Mario Torelli, 1984)

a3. Questo emporio fenicio (di Tharros, ndr) dovrebbe essere responsabile della diffusione nel «cantone» nuragico del Campidano di San Marco de Sinis del prestigioso scaraboide della tomba XXV di Monte Prama, uno dei pochi aigyptiaká attestati in centri indigeni sardi, e soprattutto dell’ideologia della statuaria monumentale accolta in seno alla bottega responsabile della scultura di Monte Prama, forse anche grazie a un artifex levantino"  (Raimondo Zucca, 2011)

a4.il sito di Mont'e Prama è monumentale, e la sua storia va vista in relazione dialettica con quella dei Fenici”  (Mario Torelli, 2015)

a5. “Le statue potrebbero essere il segno di questa memoria (Iolao, ndr), che eterna il culto di un eroe che ha accompagnato Ercole in tutte le sue fatiche"  (Raimondo Zucca, 2015)

a6. "Resta dunque da individuare tra le comunità locali post-nuragiche il nemico contro cui fu combattuto il fatto d’arme e che fu celebrato con l’impianto della necropoli monumentale. L’unico cantone che confinava con quello del Sinis meridionale, noto con il nome di Campidano maggiore, era il cantone che fa capo a San Vero Milis, denominato Campidano di Milis, e al suo monumentale nuraghe di S’Uraki. Quindi, per concludere, si sarebbe trattato di un fatto analogo a quello che vide la leggendaria sfida tra Orazi e Curiazi, che è uno dei fatti alla base della saga della fondazione di Roma." (Piero Bartoloni, 2015)


a. “L’archeologia e la storia sono discipline rigorose, come la matematica o la biologia” (Rubens D'Oriano, 2015)

b1. "Il 9 ottobre 1979, la tomba 25 restituì alle mani di chi scrive uno scaraboide in osso (un amuleto a forma di scarabeo schematico) di tipo "pseudo Hyksos".  (Raimondo Zucca, 2000)
b2. "Lo scarabeo è riportato in tutta la letteratura degli ultimi trent’anni come costituito d’osso o d’avorio [..] non sono noti agli scriventi esempi di scaraboidi in osso o avorio[..] è possibile riferire la vetrina dello scarabeo di Monte Prama alla tipica composizione di steatite invetriata egiziana, specialmente a quelle databili al Nuovo Regno (ca. 1550-1070 a.C., ndr)".  (Ivana Angelini & Gilberto Artioli, 2014)
b3. “la tomba 25 ha restituito un oggetto che può essere interpretato come ornamento del defunto: uno scaraboide egittizzante tipo Hyksos, databile non prima dello scorcio finale del VII sec. a.C.”  (Carlo Tronchetti, 2005)
b4. "Il reperto, sicuramente di importazione, è databile per i confronti tra il 1130 e il 945 a.C."  (Alfonso Stiglitz, 2014)


a. Rubens D'Oriano, Le statue di Mont'e Prama e il fantarcheosardismo" In: Le sculture di Mont’e Prama - La mostra"2014, Gangemi editorepp. 193-202
a2.M. TORELLI, recensione a G. LILLIU, La civiltà nuragica, Sassari , «Nuovo Bullettino archeologico sardo», I, 1984, p.392.
a3. Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca Da Tarrai polis al portus sancti Marci: storia e archeologia di una città portuale dall’antichità al Medioevo, In: Mastino, Attilio; Spanu, Pier Giorgio; Usai, Alessandro; Zucca, Raimondo (a cura di).Tharros Felix 4. Roma, Carocci editore. p. 15-103: ill. (Collana del Dipartimento di storia dell'Università degli studi di Sassari, 39; Tharros Felix, 4, 2011, pp. 15-103. 
a4. Mario Torelli, In: Archeologia: Mont'e Prama, ancora tesori dal passato, ANSA, 26.01.2015
a5. Raimondo Zucca, In:  I Giganti di Monte Prama: eroi Shardana o figli di Ercole?  servizio di Giorgio Galleano per il TG3 del 22.01.2015
b1. Zucca, Raimondo (2000) I Guerrieri di Monte Prama. Sardegna fieristica, Vol. 52 (aprile-maggio).
b2. Ivana Angelini, Gilberto Artioli, Analisi archeometriche sullo scarabeo ed i vaghi di collana, In: Le sculture di Mont'e Prama - Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai,  Gangemi Editore, 2014, pp. 331-344
b3. C. Tronchetti, Le tombe e gli eroi. Considerazioni sulla statuaria di Monte Prama In:  Paolo Bernardini; R. Zucca (a cura di), Il Mediterraneo di Heracles, Roma, Carocci, 2005, pp. 145-167.
b4. A. Stiglitz, Lo scaraboide della tomba 25In: Le sculture di Mont'e Prama - Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai,  Gangemi Editore, 2014, pp. 315-322

Di fronte a tali rigorose certezze bio-matematiche noi preferiamo sposare la geniale e libera visione dei bambini: ecco i manifesti vincitori del concorso per le scuole "Il Manifesto che vorrei", cioè il manifesto ideale che i ragazzi vedevano come conclusione del progetto di restauro Mont'e Prama, Prenda 'e Zenia. (Da: Andreina Costanzi Cobau, Il laboratorio diventa museo, In:  Le sculture di Mont'e Prama - Conservazione e restauro, a cura di: A. Boninu & A. Costanzi Cobau,  Gangemi Editore, 2014, pp. 162-172). MP