venerdì 27 febbraio 2015

Monti Trigu, il magnifico


L'auto oltrepassa Monti Prama, lasciandosi dietro l'area di scavo. Prosegue verso nord: il traguardo è Monti Trigu, "il colle a forma piramidale", distante un paio di km dal più famoso colle dei Giganti. Stefanno Sanna ci regala un altro video, in uno dei luoghi più ricchi di poesia e di storia della Sardegna. Una storia (quasi) tutta da scoprire. MP

Fig. 1 Alla fine del video: il magnifico tramonto sullo sfondo di Monti Trigu. 
https://www.youtube.com/watch?v=ZDora-C-O18
Fig. 2. Le tracce dell'"edificio circolare" sulla cima di Monti Trigu (https://www.youtube.com/watch?v=ZDora-C-O18, simile ad alcuni edifici del Sinis-ancora da indagare, uno dei quali nei pressi della necropoli di Monti Prama (1). (vd. testo da A. Usai, 2014) 


[..] Infine si distinguono alcuni edifici circolari apparentemente isolati, simili a grandi capanne ma forse di carattere non semplicemente abitativo. Uno di questi sorge presso la necropoli di Mont’e Prama, ma non sembra appartenere a un vero e proprio insediamento, poiché nell’area, pur intensamente spietrata e coltivata, sono noti fin dagli anni ’70 solo altri due ruderi visibili o almeno intuibili, intorno ai quali i reperti ceramici in superficie si diradano rapidamente (uno è indicato da un cumulo di blocchi di pietra circa 200 metri a Sud, l’altro da un dosso con conci di basalto e arenaria circa 60 metri a Nord-ovest). Un edificio apparentemente simile al primo di Mont’e Prama, analogamente collocato su un leggero pendio, si trova in località Sa Bingia; altri due, distinti anche dalla posizione elevata e dominante, sorgono sulla cima di Mont’e Trigu e sul costone del pianoro tra i nuraghi Sa  Tiria A e Sianu Mannu (edificio da me indicato come Sa Tiria C).[..] (1) (fig. 3)




Fig. 3. Posizioni degli "edifici circolari" finora individuati, analoghi a quello su Monti Trigu e visibile nel video: da nord a sud, Monti Trigu, Monti Prama, Sa Toria, Sa Bingia. Viene anche indicato il complesso insediativo di Tzricotu, attorno ad uno dei pochissimi nuraghe monotorre standard del Sinis di Cabras e uno dei più grandi insediamenti nuragici del Sinis (2000-3000 mq) (modificato dal rif. 1). Monti Trigu si trova nel territorio comunale di Riola Sardo, gli altri siti nel Sinis di Cabras. 


Fig. 4. Monte Prama fotografato da Monte Trigu: in linea d'aria le due emergenze archeologiche distano circa 2 km.

Fig. 5. Monti Prama si trova al margine dell'altopiano basaltico frammentario del Sinis centro-meridionale. Monti Trigu ha caratteristiche geologiche analoghe a Monti Prama e viene considerato un "rilievo residuale" della morfogenesi erosiva del Messiniano (2), assieme al vicino Monti Palla (non mostrato nella mappa, vd. fig.6) (mappa geologica dal rif. 2)


Fig.6: mappa che mostra la posizione di Monti Trigu e Monti Palla, a nord di Monti Prama. Da questo link. 
Fig. 7: affascinante visuale da Monti Trigu (2). 

Si ricorda che nel dicembre 2014 si diffuse la notizia di altre statue che sarebbero  presenti nel territorio di Monti Trigu: 

"CABRAS. Mont‘e Prama. E Monte Trigu, Monte Palla. La patria dei Giganti è nel territorio di Cabras; almeno fino ad ora. Ma la ripresa degli scavi alla ricerca di quanto la terra dei Giganti ancora custodisce, potrebbe spostarsi, anche se di poco. Appunto, a Monte Trigu e Monte Palla, comune di Riola Sardo. È lì che si ritiene possano trovarsi altri giganti: almeno una ventina. E – stando ai risultati delle indagini elaborate attraverso il georadar – anche un edificio, che potrebbe essere un tempio. Le nuove statue, aggiunte a quelle già riportate alla luce, farebbero lievitare a circa cinquanta il numero dei Giganti riemersi. Una quantità imponente, che, se possibile, rende ancora più impressionante la portata della scoperta. Destinata a riscrivere l’identità della Sardegna alla fine dell’epoca dei nuraghi, tra il Bronzo finale e il primo Ferro. Fatte salve altre ipotesi, altrettanto suggestive.

Questi rinvenimenti e le indagini che li riguardano, ora, si allungano sull’asse Cabras-Riola Sardo. Il sindaco di Riola, Ivo Zoncu, ha avuto un mese e mezzo fa la comunicazione dal parte degli archeologi di Sassari dell’interesse che suscitano Monte Trigu e Monte Palla, peraltro di privati.

I Giganti abbracciano il Sinis e ampliano la portata scientifica del dossier Mont‘ Prama in un contesto che non ha precedenti. Ma sono, questi, anche giorni di polemiche. Ad alimentarle è soprattutto, l’ interruzione del servizio di guardinìa negli scavi di Mont‘ Prama, che riprenderanno il 7 gennaio, cime ha annunciato l’archeologo Raimondo Zucca (Università di Sassari), responsabile del cantiere assieme all’archeologo Alessandro Usai (Soprintendenza) e al professor Gaetano Ranieri (docente di Geofisica all’Università di Cagliari). Da qualche giorno, il sito di Mont ‘e Prama è sorvegliato da un gruppo di volontari che ieri si è incontrato a Mandriola. Un passaparola attraverso i social network, un impegno concreto da parte di persone che hanno anche deciso di trascorrere la notte a ridosso degli scavi e che sollevano la questione della mancata sorveglianza.

«Non c’è nulla da portare via», è l’opinione del professor Ranieri. È il suo strumento, il georadar, che ha dato la visione prospettica, a sedici canali, per scandagliare il terreno sottostante e indirizzare le ricerce. E che il problema di Mont‘e Prama non sia, in questo momento, la sorveglianza, lo pensa anche Attilio Mastino. Archeologo, ex magnifico rettore dell’Università di Sassari, rileva come, ad esempio, «anche il tempio di Antas non abbia una sorveglianza notturna». E non c’è in altri importantissimi siti isolani. Al di là del rischio tombaroli, che in passato hanno fatto razzia di luoghi a lungo, senza dubbio, trascurati dalle istituzioni, è che qualcuno possa interferire nel lavoro di cantiere. Nei rilievi stratigrafici, andando a calpestare aree ancora al centro di indagine. Fermo restando, come ha rilevato lo stesso professor Zucca, che l’interesse di quanti si stanno mobilitando attorno a Mont‘e Prama dimostra l’accresciuto livello di sensibilità attorno alle statue. Che stanno, lentamente ma in modo crescente, diventando patrimonio di tutti.


Queste misteriose statue hanno affascinato anche gli scienziati della Nasa, l’ente spaziale americano. Dei Giganti ha parlato a Mountain View, Silicon Valley, il professor Ranieri, che una settimana fa è rientrato dagli Stati Uniti, dove proprio con la Nasa conduce un importante progetto scentifico. Gli scienziati si sono mostrati molto interessati ai Giganti, di cui erano a conoscenza. La Nasa dispone di un satellite in grado di vedere il sottosuolo con un margine di errore di 3, 4 metri. Troppo, per questa ricerca; ma il satellite potrebbe anche essere ritarato, e la sua precisione aumentata. E chissà che in questa storia, ancora in gran parte da scrivere, non possa aggiungersi anche il contributo degli scienziati americani. Sarebbe, questa, una internazionalizzazione di una ricerca che riguarderà pure la Sardegna, ma la cui portata sarebbe folle restringere dentro i confini dell’isola."

Da: La Nuova Sardegna, 27.12.2014


(1) Usai A. 2014, Alle origini del fenomeno di Mont’e Prama. La civiltà nuragica nel Sinis, in MINOJA M., Usai A. (a cura di), Le sculture di Mont’e Prama. Contesto, scavi e materiali, Gangemi ed., Roma, pp. 29-72

(2) Carboni S. 2014, Inquadramento geologico e geomorfologico del Sinis, in MINOJA M., Usai A. (a cura di), Le sculture di Mont’e Prama. Contesto, scavi e materiali, Gangemi ed., Roma, pp. 13-28