giovedì 5 febbraio 2015

Segni "forse alfabetici" e "più facilmente fenici" a Monte Prama


[..[L'acquisizione di grafemi di un alfabeto semitico (più facilmente fenicio) da parte dei Sardi di Mont'e Prama nel quadro delle interazioni culturali dell'VIII secolo a.C. andrà, in future ricerche, chiarita. Allo stato delle indagini dovrà segnalarsi la problematica presenza di singoli segni, forse alfabetici, in alcuni frammenti di modelli di nuraghe constatata da chi scrive e da Antonietta Boninu, direttrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici si Sassari e di Nuoro, in occasione di un sopralluogo del giugno 2008 nel Centro di restauro di Li Punti (nota 69). 
Da: Raimondo Zucca, I Phoinikes nel Sinis, In: Le sculture di Mont'e Prama - Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai,  Gangemi Editore, 2014, pp. 73-102 (pag. 82)

(Nota 69: USAI A. 2009, Cenni sul Montiferru e la Planargia meridionale in età nuragica, in PES P., Archeologia tra Planargia e Montiferru (a cura di A. Usai e T. Cossu), Cagliari, pp. 263-296).

Di questi segni si ebbe notizia per la prima volta nel 2008: 
Da: L’Unione Sarda, I nuragici scrittori? «Nessuna prova», di Carlo Figari
Per gli archeologi Zucca, Stiglitz, Usai e Antona i segni non sono un mistero
12 Luglio 2008
[..]USAI [..] Altri singoli segni su ceramiche sono segnalati in uno scavo a Villanova Monteleone e a Monte Prama, nella zona dei famosi guerrieri di pietra. I segni però si notano non sulle statue, ma su modelli di nuraghi, fatti con elementi componibili: quindi si può ipotizzare che si tratti di indicazioni per far combacciare i singoli pezzi. Non si può escludere, proprio perché non ne abbiamo mai trovato traccia, che esempi di scrittura si possano trovare su materiale deperibile, come argilla cruda, legno, pelli o tessuti. Ma oggi dobbiamo attenerci alle attuali conoscenze»[..]«Di molti reperti - conclude Usai -si parla, ma poi vengono tenuti nascosti per diversi motivi [..]. 

Oggi siamo in grado di mostrarne almeno alcuni: sono gli ormai famosi segni a Y o a forcella, di cui tanto abbiamo parlato su queste pagine (si veda: Foto del sabato pomeriggio: un nuovo segno a Y nuragico, 13 APRILE 2013). A Monte Prama le ceramiche su cui sono incisi furono rinvenute 36 anni fa, durante lo scavo Tronchetti del 1979; nel 2015 riusciamo a vedere almeno i disegni di due di questi segni. Non ci risulta che siano esposti. 



Fig. 1. Estratto dalla figura 10 di: Vincenzo Santoni, Contesti del quadro culturale delle statue di Mont'e Prama,  In: Le sculture di Mont’e Prama - La mostra" 2014, Gangemi editore, pp. 111-156. [...] Cabras, Mont’e Prama Dal saggio di scavo di C. Tronchetti nel 1979/XI, a titolo esemplificativo si richiamano n.2 ciotole carenate, una con pastiglietta, la seconda con forcella, entrambe in bassorilievo ed un’ansa a bastoncello di vaso askoide con forcella in bassorilievo sui dorso (Fig. 10,b). Vi sono altresì attestati un’ansa a nastro a gomito rovescio, pertinente ad olla ovoide a colletto (fig.10,a), un frammento di parete di scodellone carenato rientrame, munito di ansa a maniglia verticale (Fig. 10, una barretta di sostegno di vasi a caleffatoio (Fig. 10, d), un frammento di ansa di brocchetta all’imposta superiore del collo, interessata da tre punzonature e da un motivo di forcella in bassorilievo (Fig. 10, e) e da un frammento di scodellone care- nato con parete rientrante e orlo inspessito afettuccia (Fig. 10, f), presente in altre stazioni del BF di area oristanese (Crichidoris e Muras di Cabras), così pure in rinvenimenti sporadici a Is Aruttas, sempre di Cabras. Le barre di sostegno di questo tipo di vasi a calefattoio sono attestate nella struttura 9 di Coi Casu di Sant’Anna Arresi e nel cortile Est del nuraghe Serucci di Gonnesa, attribuite al Bronzo Finale. ". 



Fig. 2. Sacello del Nuraghe Piscu di Suelli. Estratto dalla figura 21 di: Vincenzo Santoni, Contesti del quadro culturale delle statue di Mont'e Prama,  In: Le sculture di Mont’e Prama - La mostra" 2014, Gangemi editore, pp. 111-156. [...]E' vario e articolato il materiale derivato dal ricco deposito del rimestato ottocentesco del nuraghe Piscu (cortile e Torri A, B, C, D); fra i reperti fittili si richiamano vasi carenati con il motivo del crescente lunare in bassorilievo, una ciotola carenata con il tema della forcella pur essa in bassorilievo, come su fogge askoidi di S. Anastasia. Vi derivano altresì un vaso piriforme decorato, con doppie anse ad anello contrapposte in coppia, provvisto di falso beccuccio, e la brocchetta askoide del N.I.Sup., con due pugnalerti ad elsa gammata, a morbida solcatura su engobbio e due bozze mammillari sovrapposte, alla base dell’ansa (Fig. 21, 1). [..]