domenica 8 marzo 2015

Fori in mostra: antichi e.... anni '70-'80

Dal riferimento (1):  Andreina Costanzi Cobau & Antonietta Boninu, Protagonisti e comprimari di una storia, In: Le sculture di Mont’ePrama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 181-352 

Fig. 1

Fig. 2


Pugilatore 3 "Langiu": foro sulla spalla destra (non mostrato)

Pugilatore 5 "Pantzosu": foro con tracce di piombo, spalla destra (non mostrato)

Fig. 3: il foro più strano di tutti. 

Fig. 4

Fig. 5. Pugilatore 11 "Larentu": foro con tracce di piombo, spalla destra

Fig. 6

Fig. 7 


Il pugilatore  16, "Efis" presenta sia un foro realizzato in antico (fig. 8) che fori realizzati in occasione di un restauro effettuato sui 10 pezzi esposti al Museo Nazionale di Cagliari negli anni '70-'80. In particolare vennero perforati la testa e il braccio piegato a gomito (fig.9, 10). 

fig. 8
Pugilatore 16 "Efis"
[..]Scultura costituita da 22 frammenti e ricomposta in tre parti: scudo con braccio sinistro, busto con testa, basamento. La scultura presenta netta differenza, per Io stato di conservazione delle superfici, tra la testa ed il corpo. La testa, che presenta tracce di levigatura, lo scudo e l’avambraccio sinistro, risaltano per la differenza con il tronco e gli arti, che hanno la superficie particolarmente degradata. Sulla spalla destra è presente un foro con residui di piombo. Nella prima esposizione al Museo Archeologico di Cagliari la testa e l’avambraccio sinistro poggiavano su una base in plexiglas con perno a diretto contatto con il materiale lapideo; il perno, passante attraverso il pugno e per un terzo della lunghezza della testa, è stato rimosso nel corso dell’intervento di conservazione 2007-2011[..]. (1)

Fig. 9. Pugilatore 16 "Efis": la testa e il braccio in esposizione a Cagliari fino al 2007: un tubo in acciaio venne infilato nel collo e un perno in ferro teneva insieme la mano e la testa. Un altro perno in acciaio fissava il gomito al plexiglas (1). 

Fig. 10

Altri pezzi esposti a Cagliari prima del restauro del 2007-2011, subirono l'inserimento di perni attraverso fori appositamente praticati:  Arciere 2, "Prexau"[..]Scultura costituita da 21 frammenti e ricomposta in due parti: corpo e piede destro. Scultura ricomposta da testa, tronco, braccia e gamba sinistra. La mano sinistra impugna l’arco. Le trecce a rilievo sul petto, con lavorazioni a scalpello, ancorché in sicura continuità, sono meno visibili sulla testa, perché molto deteriorata. Il frammento del busto, restaurato in occasione dell’esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, poggiava su una base in plexiglas mediante due perni in acciaio. Per l’inserimento dci perni erano stati fatti due fori simmetrici di circa 20 cm di profondità. Nell’ambito dello stesso intervento degli anni Ottanta l’applicazione del protettivo ha alterato la rifrazione superficiale cromatica. Tale protettivo è stato in parte rimosso con pulitura chimica ad un livello tale da non modificare le superfici scultoree. Uno dei fori precedenti è stato utilizzato per assicurare la scultura al traliccio.[..].

Fig. 11: un lungo foro praticato negli anni '80 per fissare il busto al plexiglass è stato riutilizzato per fissare l'arciere 5 "Prexau" al suo attuale traliccio

Fig. 12
Fig.13


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Fig.14


[..]Alcuni elementi della collezione erano stati restaurati a cura della Soprintendenza per i Beni archeologici delle provincia di Cagliari e di Oristano negli anni Settanta-Ottanta; si tratta dei reperti che per circa venticinque anni sono stati esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tali interventi sono stati finalizzati all’esposizione muscale ed erano limitati ad una campionatura dei ritrovamenti archeologici. Nel corso di quell’intervento i reperti originali furono consolidati, protetti con resine irreversibili, traforati e rimontati con perni interni in ferro, allettati in resina poliestere addizionata da cariche minerali, Sintolit (Fig. 15). I fori e le variazioni macroscopiche del colore originale sono oggi evidenti in quei reperti trattati negli anni Settanta, alterazioni cromatiche dovute ai solventi impiegati nel consolidamento ed alle alterazioni delle proprietà chimico-fisiche del prodotto utilizzato allora come consolidante e come protettivo. Si è quindi proceduto nella rimozione dei perni in ferro, del mastice utilizzato per fissarli e nella rimozione parziale della resina sintetica, un copolimero stirene acrilico, applicata per la protezione superficiale.[..] (2)



(1) Andreina Costanzi Cobau & Antonietta Boninu, Protagonisti e comprimari di una storia, In: Le sculture di Mont’e Prama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 181-352 
(2) Andreina Costanzi Cobau & Roberto Nardi, L'intervento di conservazione e restauroLe sculture di Mont’e Prama–Conservazione e restauro" 2014, Gangemi editore, pp. 130-142